I sintomi più comuni della
schizofrenia comprendono i deliri e le allucinazioni, che non appartengono
alle esperienze normali. Ma si osserva anche un appiattimento affettivo,
anedonia, ritiro sociale, sintomi che esprimono l'assenza o la riduzione di
un aspetto del funzionamento mentale.
La malattia si manifesta di solito tra i 18 e i
28 anni. L'esordio può avvenire anche
all’improvviso, oppure può essere preceduto da un periodo in cui la persona
si chiude in se stessa, appare sempre meno interessata al mondo circostante,
lascia senza motivo amici e relazioni sentimentali, perde il lavoro o
interrompe la scuola.
Per quanto riguarda le cause c’è ancora molta incertezza. La maggior parte
degli esperti ritiene che la schizofrenia non abbia una causa unica, ma che
dipenda da molti fattori. In particolare si pensa a una componente genetica,
ma anche a traumi al momento del parto che possono creare nel soggetto una
sorta di predisposizione a sviluppare la malattia se nell’arco della vita
viene sottoposto a particolari situazioni di stress. Cioè a situazioni che
richiedono un aumento di prestazioni affettive e cognitive al limite delle
sue possibilità di sopportazione.
La
diffusione nella popolazione
Secondo dati dell’Organizzazione mondiale della sanità
(Oms), sono circa 24 milioni le persone che nel mondo soffrono di
schizofrenia a un qualunque livello. La malattia si manifesta in percentuali
simili negli uomini e nelle donne. Nelle donne si osserva la tendenza a
sviluppare la malattia in età più avanzata.
In Italia vi sono circa 245.000
persone che soffrono di questo disturbo. Coloro che si ammalano appartengono
a tutte le classi sociali. Non si tratta, pertanto, di un disturbo causato
dall'emarginazione o dal disagio sociale.
Che fare?
La diagnosi precoce è di importanza
fondamentale: perché si è visto che il trattamento tempestivo può influenzare
il decorso della malattia. Purtroppo in molti casi i primi sintomi sono
difficili da distinguere rispetto a una "normale" crisi adolescenziale.
Inoltre le persone colpite non sono in grado di riconoscersi come malate: per
loro, la realtà in cui vivono è molto più certa di quella in cui sono immersi
i loro simili.
Il trattamento della schizofrenia ha tre
componenti principali: terapie farmacologiche, psicoterapie individuali e di
gruppo e interventi di riabilitazione per aiutare i pazienti a recuperare le
capacità sociali perse durante la malattia.
Secondo l’Oms, circa un terzo dei pazienti
affetti da schizofrenia possono riprendersi completamente. Un altro 30 per
cento deve continuare la terapia e comunque ha una riduzione del
funzionamento sociale, mentre nel restante 30 per cento circa la malattia
cronicizza.