Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

sindrome emolitico-uremica

Ultimi aggiornamenti

15/6/2017 - SEU: cos’è e quanti casi vengono segnalati ogni anno al Registro

Per fornire una panoramica sulla sindrome emolitico uremica (SEU) e sui casi registrati nel nostro Paese negli ultimi anni, EpiCentro aggiorna le informazioni generali e la pagina sugli aspetti epidemiologici.

 

8/6/2017 - Casi di SEU in Puglia: indagini epidemiologiche in corso

In seguito ai due casi di sindrome emolitico-uremica (SEU) registrati in Puglia nei giorni scorsi (di cui uno mortale), il ministero della Salute ha avviato le indagini epidemiologiche e di laboratorio necessarie per identificare le cause del contagio e disporre gli eventuali provvedimenti a tutela della salute pubblica. I due campioni, mandati al Registro italiano SEU dell’Istituto superiore di sanità (Iss) dall’ospedale Giovanni XXIII di Bari, sono stati esaminati dal Laboratorio nazionale ed europeo di riferimento per Escherichia coli (Iss), per le analisi diagnostiche. Uno dei due campioni è risultato positivo per l’infezione Escherichia coli produttore di Shiga tossina (STEC) di sierogruppo 111. Il secondo è risultato negativo (ciò non esclude totalmente l’eziologia dell’infezione da STEC anche se non ci sono evidenze microbiologiche a sostegno di questa tesi). A livello locale, la Regione Puglia, con la collaborazione della Asl di Bari, l’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata e l’Arpa, sta monitorando la situazione che, allo stato attuale, non risulta di emergenza. Per approfondire consulta: il comunicato stampa sul sito del Ministero, il comunicato stampa sul sito Puglia Salute (Sistema sanitario regionale), il sito del Laboratorio nazionale ed europeo di riferimento per E. coli e il sito del Registro italiano SEU.

 

(14 aprile 2016) Focolaio di E. coli produttore di Shiga tossina associato a sindrome emolitico-uremica in Romania e Italia: la valutazione congiunta Efsa-Ecdc

A seguito del grave focolaio di Escherichia coli produttore di Shiga tossina (STEC) associato a sindrome emolitica uremica (SEU) che ha colpito la Romania causando tre decessi e con un caso collegato in l’Italia tra febbraio e marzo 2016, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) presentano una valutazione del rischio. Il documento congiunto, pubblicato da Efsa-Ecdc il 5 aprile scorso, riferisce infatti un totale di 25 casi (in particolare bambini piccoli), 19 dei quali hanno sviluppato SEU. Leggi l’approfondimento a cura di Rosangela Tozzoli, Alfredo Caprioli, Gaia Scavia (Dipartimento di Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, Laboratorio nazionale ed europeo di riferimento per E.coli, Iss).

 

(29 agosto 2013) Focolaio epidemico di infezione da E. coli produttore di verocitotossina (VTEC) O26 in Puglia, agosto 2013: il punto della situazione

All’inizio del mese di agosto 2013, il sistema di sorveglianza del Registro italiano della Sindrome emolitico uremica, coordinato dall’Iss, ha riscontrato un significativo aumento di casi di SEU rispetto all’atteso stagionale, in alcune Province della Puglia. L’aumento era dovuto in particolare a segnalazioni di casi a partire dal 20 luglio 2013. In seguito all’allerta diramata dall’Iss il 9 agosto 2013 circa la possibile esistenza di un focolaio epidemico di infezione da VTEC, la Regione Puglia, con il supporto Laboratorio nazionale ed europeo di riferimento per E.coli presso l’Iss, ha avviato un indagine epidemiologica mirata a confermare l’esistenza del focolaio epidemico, descriverne l’estensione e indagarne l’origine. Tra il 1 luglio 2013 e il 28 agosto 2013 sono stati registrati 18 casi di malattia (11 casi confermati, 1 caso probabile, 6 casi possibili)* ascrivibili al focolaio epidemico in altrettanti pazienti residenti in Puglia o che vi avevano soggiornato durante il periodo di incubazione. I pazienti sono stati tutti ospedalizzati e, in 17 casi, è stata riscontrata la SEU. Tutti i pazienti colpiti (11 maschi e 7 femmine) erano bambini, con un’ età compresa tra 11 mesi e 15 anni. Il focolaio epidemico è risultato circoscritto alla sola Regione Puglia. Non risultano infatti riscontri di altri casi ascrivibili all’epidemia in pazienti che non abbiano soggiornato in Puglia né a livello nazionale né in altri Paesi dell’Unione europea. Leggi il punto della situazione a cura del gruppo di lavoro.

 


 

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