Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

sindrome della morte in culla

Aspetti epidemiologici

Gli studi americani ed europei si concentrano soprattutto sull’analisi dei fattori di rischio e sulla loro correlazione con la probabilità di Sids.
Dopo le malformazioni congenite, la Sids è la causa principale di morte post neonatale negli Stati Uniti. I dati sulla mortalità statunitense del 2002, pubblicati dai Cdc, indicano che sono morti nell’arco dell’anno in totale 2295 neonati, con un 8,2% delle morti infantili in questa fascia di età (0-1 anni) attribuibile a Sids, un dato che indica un incremento del 2,9% rispetto all’anno precedente. Secondo il National vital statistics reports, del 12 ottobre 2004, l’incidenza della Sids è di circa 1,7 per mille nati vivi. Dati simili sembrano essere registrati anche in Europa. In Italia, la stima fornita dal centro di riferimento della Regione Lombardia, è di 1 su 1000 nati vivi.

Un rapporto britannico ha stimato che nello stesso anno, il 2002, il 23% delle morti post neonatali in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, è attribuibile a Sids. La European concerted action on Sids (Ecas) ha realizzato e pubblicato uno studio di caso-controllo molto ampio in venti regioni europee su oltre 700 casi di morte attribuita a Sids e con un controllo di oltre 2400 nati vivi, cercando di correlare più di 60 variabili al rischio di Sids. Lo studio ha evidenziato una elevata e significativa correlazione tra la sindrome della morte in culla e due fattori di rischio: posizione nel sonno (rischio significativamente elevato per bambini in posizione prona o di lato) ed esposizione a fumo passivo. Un altro fattore che incide significativamente sulla probabilità di Sids è la condivisione nel letto matrimoniale nelle prime otto settimane di vita, causa possibile di soffocamento o surriscaldamento. Importante anche il comportamento materno: consumo di tabacco in gravidanza e di alcol sono correlati a un rischio più elevato.

Data l’impossibilità di prevedere quali bambini siano a rischio di Sids, nel 1994 è stata avviata negli Usa una campagna dal titolo “Back to Sleep”, per promuovere l’abitudine a far dormire i bambini in posizione supina, sulla schiena. In America, la campagna di informazione è riuscita a ridurre significativamente l’incidenza della Sids, che è passata da 1,2 per mille nati vivi del 1992 a 0,72 del 1998, una riduzione di oltre il 40%. Lo studio europeo di Ecas ha posto basi scientifiche che giustificano un’azione informativa e preventiva concertata e diffusa su tutto il territorio europeo.

Indagini sui fattori di rischio in Italia
In Italia, esistono diversi progetti che hanno analizzato la realizzazione del percorso nascita e della salute materno infantile, prendendo in considerazione anche alcuni fattori di rischio relativi alla salute neonatale e alla probabilità di Sids. Questi progetti, già descritti in altre sezioni di EpiCentro, hanno permesso di delineare la fotografia relativa ai comportamenti diffusi nelle regioni italiane e di evidenziare quali campagne informative e attività vanno promosse per informare sui comportamenti più adeguati da tenere, sia nel percorso di assistenza che di cura domestica relativa al percorso nascita.

Il progetto sei+uno, che ha coinvolto la regione Basilicata (capofila del progetto), la regione Friuli Venezia-Giulia, la regione Piemonte, la USSL 4 Alto Vicentino, l’istituto di pediatria dell’Università cattolica S.Cuore di Roma e il centro per la Salute del bambino–Onlus di Trieste, ha avuto l’obiettivo di sviluppare e valutare una campagna di informazione ed educazione sanitaria rivolta a giovani coppie/neogenitori e volta a promuovere 7 interventi di prevenzione primaria nel campo della salute infantile. Tra gli interventi presi in considerazione, la riduzione dell’esposizione a fumo passivo, l’aumento dell’allattamento materno e l’aumento della prevalenza di bambini che dormono in posizione supina.

L’indagine Icona 2003, oltre a valutare la copertura vaccinale sul territorio italiano per i bambini sotto i 24 mesi di vita, ha permesso di analizzare anche altri indicatori della salute e del benessere infantile, tra i quali alcuni correlati al rischio di Sids, come ad esempio l'esposizione a fumo passivo, che in alcune regioni è una realtà per oltre il 50% dei neonati.