In Italia
In Italia dagli anni Settanta agli anni Novanta la febbre tifoide ha avuto un evidente declino, passando da più di 6600 casi nel 1976 a 662 del 1998. Nel 2000 i tassi di incidenza più elevati della malattia si sono registrati in Puglia, Campania, Basilicata e Lazio. In particolare in Campania, come già in passato, la febbre tifoide è più frequente che nel resto d’Italia. La diffusione della malattia nella Regione è comunque in diminuzione e negli ultimi anni non sono stati segnalati particolari focolai epidemici. Non è osservabile alcun incremento della malattia in relazione alla recente emergenza dei rifiuti.

| Anno | M | F | n.i. | Totale |
|---|---|---|---|---|
|
1996 |
565 |
517 |
10 |
1092 |
|
1997 |
417 |
388 |
2 |
807 |
|
1998 |
324 |
338 |
0 |
662 |
|
1999 |
426 |
356 |
0 |
782 |
|
2000 |
323 |
292 |
0 |
615 |
|
2001 |
217 |
183 |
0 |
400 |
|
2002 |
201 |
157 |
0 |
358 |
|
2003 |
209 |
187 |
0 |
396 |
|
2004 |
189 |
146 |
0 |
335 |
|
2005 |
137 |
95 |
0 |
232 |
|
2006 |
119 |
100 |
0 |
219 |
|
2007* |
73 |
56 |
0 |
129 |
* Dato provvisorio
L’andamento del numero di casi di febbre tifoidea in Italia, 1996-2007 (fonte: ministero della Salute)
In Europa
In Europa il tasso d’incidenza della febbre tifoide è in rapido declino dal 1995. Nel 2005 i casi di febbre tifoide e paratifoide riportati in 26 Paesi sono stati 1364; il tasso più alto è stato registrato in Norvegia: 0,87 ogni 100.000 abitanti. L’incidenza media registrata negli ultimi anni è molto bassa ed è pari a 0,03 ogni 100.000 abitanti.
Non si sono registrate differenze di genere nell’incidenza della malattia, ma si indica una maggiore diffusione della febbre tifoide nei bambini più piccoli (sotto i 4 anni).
I dati disponibili mostrano anche una stagionalità della malattia, che ha un picco in agosto e settembre e un aumento più leggero in marzo e aprile.
Si pensa che in Europa occidentale la maggior parte dei casi siano dovuti a contagi avvenuti all’estero. L’Europa dell’Est è invece considerata un’area ancora a rischio.
Nel mondo
La febbre tifoide è diffusa in tutto il mondo, ma negli gli ultimi dieci anni Asia, Africa e America latina sono diventate aree a maggior rischio rispetto alle altre. Minore diffusione della malattia si registra nelle regioni altamente industrializzate come America settentrionale, Australia, Giappone ed Europa occidentale.
Particolarmente a rischio sono considerati i Paesi dell’Africa settentrionale, il Perù e l’Asia meridionale, ma in generale la febbre tifoide continua a rappresentare una malattia ad alta morbosità e letalità per la maggior parte dei Paesi tropicali. Gli Stati dove viene registrata la più alta incidenza di febbre tifoide sono la Papua Nuova Guinea (1.208 casi ogni 100.000 abitanti) e l’Indonesia (più di 1000 casi ogni 100.000 abitanti).
Nel maggio del 2003 un’epidemia di febbre tifoide è stata segnalata anche ad Haiti: su 200 casi i decessi registrati sono stati 40.
In tutto il mondo, i casi di febbre tifoide si aggirano intorno ai 21 milioni all’anno, con circa 200.000 morti.