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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

tossinfezioni alimentari

Aggiornamento sulle epidemie di infezioni da Escherichia coli produttore di Shiga tossine

Notiziario – 14 luglio 2011

 

La situazione in Europa

 

Dalla scorsa settimana, gli Stati Ue hanno aggiornato i criteri per la segnalazione a livello europeo delle infezioni da E. coli produttore di Shiga tossine (STEC). In questa fase dell’epidemia, dove vengono segnalati sia casi sporadici che piccoli focolai, vengono riportati solo i casi associati all’epidemia in corso, classificati come “sospetti probabili o confermati”. In seguito a questa decisione Ŕ diminuito il numero dei casi riportati nel bollettino epidemiologico dell’Ecdc. In particolare, sono state escluse circa 150 sindromi emolitico uremiche (SEU) e circa 300 infezioni da STEC non-SEU riportate soprattutto da Germania e Francia.

 

Pertanto, ad oggi nei Paesi Eu/Eea si contano 3867 casi di infezioni da STEC. Di queste, 762 casi di SEU e 3105 casi di infezioni da STEC non-SEU. In totale sono morte 44 persone, di cui 28 casi di SEU e 16 di infezioni da STEC non-SEU. Lo riferisce l’aggiornamento del bollettino epidemiologico sui focolai di E. coli pubblicato dall’Ecdc il 14 luglio, dove si possono trovare i dettagli del numero di casi per ogni Paese.

 

L’8 luglio, l’Ecdc e l’AutoritÓ europea per la sicurezza alimentare (Efsa) hanno rilasciato un aggiornamento della valutazione del rischio (pdf 160 kb) sui focolai da E. coli O104:H4 produttore di Shiga-tossine (STEC) in Europa. Il quadro epidemiologico dell’incidenza delle infezioni da STEC in Europa evidenzia una fase di transizione dai due grossi focolai epidemici registrati in Germania e Francia, al rischio di nuovi cluster locali o al verificarsi di casi sporadici. Per questo motivo, dal 5 luglio Ŕ stata implementata la segnalazione dei nuovi casi a livello europeo attraverso diversi sistemi di supporto epidemiologico e diagnostico. Leggi la valutazione del rischio Ecdc-Efsa dell’8 luglio “Ecdc Rapid Risk Assessment Update. Outbreak of Shiga toxin-producing E. coli (STEC) O104:H4 2011 in the EU” (pdf 160 kb).

 

Sul sito della Direzione generale di sanitÓ pubblica della Commissione europea (DG Sanco) Ŕ possibile trovare gli aggiornamenti sui lavori della Commissione europea, relativi ai focolai di E. coli registrati nei Paesi europei.

 

La situazione in Italia

Nel 2011, in Italia non sono stati segnalati casi di sindrome emolitico uremica da E. coli O104:H4 riconducibili al focolaio epidemico tedesco. Il 7 luglio il Ministero della Salute ha diffuso un comunicato contenente un aggiornamento della situazione rispetto al precedente comunicato del 7 giugno 2011 (pdf 360 kb) nel quale veniva sottolineata la necessitÓ di allertare i centri di nefrologia operanti sul territorio nazionale e l’invito a segnalare i casi sospetti al Registro italiano della SEU e a inviare i campioni al Laboratorio nazionale di riferimento per E. coli.

 

L’Istituto superiore di sanitÓ, sede del Laboratorio europeo di riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, insieme al ministero della Salute e su richiesta della Direzione generale di sanitÓ pubblica della Commissione europea (DG Sanco), Ŕ direttamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia. In particolare, il Laboratorio ha messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori nazionali di riferimento degli Stati membri e, a livello nazionale, agli Istituti zooprofilattici sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti.

 

Fonti di interesse