Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

tossinfezioni alimentari

Aggiornamento sulle epidemie di infezioni da Escherichia coli produttore di Shiga tossine

Notiziario – 16 giugno 2011

 

La situazione in Europa

Al 16 giugno, nei Paesi Eu/Eea sono stati riportati 823 casi di sindrome emolitica uremica (SEU) (compresi 26 decessi) e 2578 casi non-SEU (di cui 13 decessi) di E. coli O104:H4. Lo riferisce l’aggiornamento del bollettino epidemiologico pubblicato dall’Ecdc il 16 giugno, sul focolaio di E. coli in Germania.

 

Oggi, la Germania ha riferito di altri 2 nuovi casi di SEU e 48 di STEC non-SEU. Ha anche segnalato di altri due decessi per sindrome emolitico euremica. Per i dettagli del numero di casi per Paese leggi il bollettino dell’Ecdc del 16 giugno.

 

Il 15 giugno, l’Ecdc ha aggiornato la valutazione del rischio.

 

Il 10 giugno le autoritÓ tedesche (Federal Institute for Risk Assessment, Federal Office of Consumer Protection and Food safety e Robert Koch Institute) hanno pubblicato una dichiarazione comune (pdf 56 kb) in cui raccomandano di non mangiare germogli crudi. Nel documento si afferma anche che, nella Germania settentrionale, non Ŕ pi¨ necessario non mangiare cetrioli, pomodori e insalata. Leggi il documento completo (pdf 56 kb).

 

Il 10 giugno Ŕ stato presentato anche il rapporto tecnico Ecdc-Efsa (AutoritÓ europea per la sicurezza alimentare) che fornisce una sintesi sulla prevalenza e incidenza di E. coli produttori di Shiga/Vero-tossine (STEC/VTEC) nell’uomo, nel cibo e negli animali. Particolare attenzione viene data al ceppo STEC O104:H4, che Ŕ stato individuato come la causa del focolaio tedesco. Il report analizza i casi segnalati dai Paesi Eu/Efsa attraverso la sorveglianza esistente e i sistemi di monitoraggio Ecdc ed Efsa e paragona le caratteristiche dei ceppi dei primi casi isolati nel focolaio tedesco. Il report conclude affermando che il focolaio di STEC O104:H4 registrato in Germania e in altri Paesi Eu/Eea nelle ultime settimane Ŕ, a oggi, il pi¨ esteso focolaio di sindrome emolitico uremica e STEC mai registrato al mondo. Leggi il documento completo (pdf 620 kb).

 

L’Ecdc fornisce aggiornamenti costanti sull’andamento del focolaio attraverso la diffusione di bollettini epidemiologici.

 

I risultati delle indagini effettuate dai laboratori di sanitÓ pubblica europei e le caratteristiche del ceppo all'origine del focolaio in Germania sono approfonditi nel numero di Eurosurveillance del 16 giugno 2011, interamente dedicato all’epidemia di E. coli. Leggi l'editoriale sulle recenti indagini microbiologiche effettuate e l'articolo che illustra le particolaritÓ del ceppo di E. Coli O104:H4 responsabile dell’epidemia.

 

Sul sito della Direzione generale di sanitÓ pubblica della Commissione europea (DG Sanco) Ŕ possibile trovare gli aggiornamenti sui lavori della Commissione europea, relativi al focolaio di E. coli in Germania.

 

La situazione in Italia

Nel 2011, in Italia non sono stati segnalati casi di sindrome emolitico uremica da E. coli O104:H4 riconducibili al focolaio epidemico tedesco. I 3 casi di questa sindrome segnalati nel 2011 sono infatti stati causati da E. coli VTEC. A scopo cautelativo, vista la dimensione del focolaio tedesco, nel documento del Ministero viene anche sottolineata la necessitÓ di allertare i centri di nefrologia operanti sul territorio nazionale e l’invito a segnalare i casi sospetti al Registro italiano della SEU e a inviare i campioni al Laboratorio nazionale di riferimento per E. coli.

 

L’Istituto superiore di sanitÓ, sede del Laboratorio europeo di riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, insieme al ministero della Salute e su richiesta della Direzione generale di sanitÓ pubblica della Commissione europea (DG Sanco), Ŕ direttamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia. In particolare, il Laboratorio ha messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori nazionali di riferimento degli Stati membri e, a livello nazionale, agli Istituti zooprofilattici sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti.

 

Fonti di interesse