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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

tossinfezioni alimentari

Aggiornamento sulle epidemie di infezioni da Escherichia coli produttore di Shiga tossine

Notiziario – 28 luglio 2011

 

La situazione in Europa

 

Dal 7 luglio, gli Stati Ue hanno aggiornato i criteri per la segnalazione a livello europeo delle infezioni da E. coli produttore di Shiga tossine (STEC). In questa fase dell’epidemia, dove vengono segnalati sia casi sporadici che piccoli focolai, vengono riportati solo i casi associati all’epidemia in corso, classificati come “sospetti, probabili o confermati”. In seguito a questa decisione è diminuito il numero dei casi riportati nel bollettino epidemiologico sui focolai di E. coli pubblicato giornalmente dall’Ecdc.

 

Secondo il bollettino dell’Ecdc pubblicato il 27 luglio 2011, ad oggi nei Paesi Eu/Eea si contano 941 casi confermati di infezioni da STEC. Di questi, 264 casi di SEU e 677 di infezioni da STEC non-SEU. Inoltre, sono stati registrati 518 casi probabili di SEU e 2451 di infezioni da STEC non-SEU.

 

Sempre secondo l’Ecdc, tra il 17 e il 26 luglio nei Paesi Eu/Eea si sono verificati 2 casi di infezioni da STEC non-SEU. Si segnalano anche due casi probabili, non confermati di STEC O104. L’ultimo caso confermato riporta come data di insorgenza sintomi il 7 luglio, mentre la data di insorgenza dei sintomi tra tutti i casi (confermati e probabili) è il 17 luglio.

 

Per quanto riguarda il numero di morti, a oggi il numero di complessivo di decessi per infezione probabile o confermata da STEC è pari a 46 (29 casi di SEU e 17 di STEC non-SEU).

 

Il 26 luglio l’Istituto Robert Koch ha dichiarato ufficialmente esaurito il focolaio tedesco, poiché la data di insorgenza dei sintomi dell’ultimo caso più recente correlato all’epidemia è il 4 luglio (tre settimane fa). Infatti, i casi riportati con data di insorgenza dei sintomi successiva al 4 luglio sono considerati dalla Germania privi di un nesso epidemiologico con il focolaio iniziale.

 

Sul sito della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco) è possibile trovare gli aggiornamenti sui lavori della Commissione europea, relativi ai focolai di E. coli registrati nei Paesi europei.

 

La situazione in Italia

Nel 2011, in Italia non sono stati segnalati casi di sindrome emolitico uremica da E. coli O104:H4 riconducibili al focolaio epidemico tedesco. Il 7 luglio il Ministero della Salute ha diffuso un comunicato contenente un aggiornamento della situazione rispetto al precedente comunicato del 7 giugno 2011 (pdf 360 kb) nel quale veniva sottolineata la necessità di allertare i centri di nefrologia operanti sul territorio nazionale e l’invito a segnalare i casi sospetti al Registro italiano della SEU e a inviare i campioni al Laboratorio nazionale di riferimento per E. coli. Sul sito del ministero della Salute, leggi anche il Focus dedicato al focolaio di E. coli.

 

L’Istituto superiore di sanità, sede del Laboratorio europeo di riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, insieme al ministero della Salute e su richiesta della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco), è direttamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia. In particolare, il Laboratorio ha messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori nazionali di riferimento degli Stati membri e, a livello nazionale, agli Istituti zooprofilattici sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti.

 

Fonti di interesse