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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

tossinfezioni alimentari

Aggiornamento sulle epidemie di infezioni da Escherichia coli produttore di Shiga tossine

Notiziario – 31 maggio 2011

 

 

Il risk assessment dell’Ecdc

Su richiesta della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione Europea (DG Sanco), l’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ha condotto una valutazione del rischio (pdf 543 kb) relativa all’insolito incremento di infezioni da E. coli produttori di Shiga-tossine (STEC) registrato in Germania nelle ultime settimane. I sintomi presentati dai pazienti sono la sindrome emolitica uremica (SEU) e la diarrea emorragica.

 

Secondo la valutazione del rischio dell’Ecdc, pubblicata il 27 maggio, il focolaio di SEU in Germania è da considerarsi significativo, con una distribuzione dei casi atipica rispetto a età e sesso e con un’esposizione limitata alla sola Germania. Infatti, mentre la SEU si osserva tipicamente nei bambini, nel focolaio tedesco i pazienti più frequentemente coinvolti sono prevalentemente adulti con una netta predominanza di donne.

 

Non c’è ancora evidenza che il cibo contaminato, non ancora definitivamente identificato, sia stato distribuito al di fuori della Germania. Analisi approfondite sono in corso per identificare l’origine dell’infezione e sono cruciali per determinare la reale entità del rischio. Per prevenire lo sviluppo di una malattia severa, è essenziale la rapida identificazione dei casi potenziali collegati a questo focolaio, sia all’interno della Germania, sia tra le persone che si sono recate nel Paese tra metà aprile e l’inizio di maggio. Potrebbero infatti verificarsi focolai secondari legati a un’esposizione persona-persona. In quest’ottica la comunicazione di messaggi di prevenzione e promozione delle principali norme igieniche (lavaggio accurato delle mani e degli alimenti che si desidera consumare crudi) diventa un elemento cruciale.

 

L’Ecdc, in collaborazione con gli Stati membri, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), la Commissione Europea e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) continua a monitorare da vicino il focolaio per prevenire qualsiasi rischio di salute pubblica.

 

Per maggiori informazioni scarica la valutazione del rischio del 27 maggio 2011 “Ecdc rapid risk assessment. Outbreak of Shiga toxin-producing E. coli (STEC) in Germany” (pdf 543 kb) e il comunicato stampa sul sito dell’Efsa.

 

La situazione in Italia

In Italia non sono stati segnalati casi di malattia e/o infezione da VTEC riconducibili al focolaio tedesco, così come in altri 8 Stati membri (Austria, Repubblica Ceca, Finlandia, Ungheria, Norvegia, Polonia e Slovenia, Irlanda). Inoltre nel nostro Paese il siero gruppo VTEC O104 (ceppo associato al focolaio della Germania) non è mai stato identificato nel corso di infezioni umane né individuato da campioni di animali o alimenti. Gaia Scavia (Registro Italiano della SEU, Iss) e Alfredo Caprioli (Laboratorio comunitario e nazionale di riferimento per Escherichia coli, Iss) commentano i casi registrati in Germania e la situazione che riguarda il nostro Paese.

 

Sul sito del ministero della Salute è inoltre disponibile il comunicato del 30 maggio 2011 (pdf 400 kb) sull’epidemia di sindrome emolitico uremica in Germania.

 

Fonti di interesse