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tossinfezioni alimentari

Zoonosi e tossinfezioni alimentari: da Ecdc ed Efsa il report 2016

Luca Busani, Caterina Graziani, Gaia Scavia e Caterina Rizzo – Iss

 

22 dicembre 2016 - Anche per il 2015 la campilobatteriosi si conferma la tossinfezione alimentare più frequente in Europa (229.213 casi registrati), seguita dalle salmonellosi, Yersiniosi, infezioni da E. coli produttori di Shiga tossina (STEC) e Listeriosi. La salmonellosi, seconda come numero di casi nell’Ue, ha visto un aumento nell’ultimo anno (da 92.007 nel 2014 a 94.625 nel 2015), dovuto anche al miglioramento della sorveglianza e dei metodi diagnostici.

 

Ma è proprio la listeriosi a catturare l’attenzione degli esperti Efsa-Ecdc. La Listeriosi ha il maggior impatto in termini di letalità, inoltre si sottolinea un aumento della percentuale di casi tra gli ultra 64enni, passati dal 56% del 2008 al 64% del 2015 (nonostante la stabilizzazione nell’ultimo anno), l’incremento dei casi segnalati tra gli ultra 84enni (quasi raddoppiati tra il 2008 e il 2015), e l’aumento del tasso di fatalità, che con 270 morti nel 2015 (il numero più alto mai registrato nell’Ue) si attesta al 18%.

 

È quanto descritto nel “The European Union summary report on trends and sources of zoonoses, zoonotic agents and food-borne outbreaks in 2015”, il nuovo report europeo sulle zoonosi ed episodi epidemici di origine alimentare e sulle rispettive fonti e veicoli di infezione pubblicato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) il 16 dicembre scorso.

 

Il documento, che presenta i dati sulla sorveglianza delle infezioni da agenti zoonotici nell’uomo e il monitoraggio nelle fonti alimentari e nei serbatoi animali relativi al 2015 in 32 Paesi, fornisce anche un’analisi degli episodi di tossinfezione alimentare registrati.

 

Dai dati emerge che nel 2015 sono stati segnalati 4362 focolai di origine alimentare ma solo nel 10% dei focolai era noto con certezza il veicolo di infezione. Tra questi i più frequenti sono stati: carni, formaggi, piatti combinati a buffet e uova. Da sottolineare che l’ambiente domestico continua a rappresentare anche nel 2015 il principale contesto in cui avvengono i focolai. La Salmonella continua a rappresentare l’agente causale più spesso coinvolto nei focolai di origine alimentare, sebbene dal 2010 gli episodi epidemici siano scesi del 42%, anche grazie all’efficacia dei programmi di controllo nelle principali specie avicole serbatoio. E proprio i dati del report Efsa-Ecdc indicano il buon andamento per l’Italia dei programmi di controllo della Salmonella nel settore avicolo, con prevalenze di infezione nel 2015 inferiori ai target previsti per il nostro Paese, in tutte le specie soggette al Piano. Da punto di vista umano, i dati raccolti attraverso il Sistema di notifica delle malattie infettive, e i sistemi speciali di sorveglianza (come ad esempio Enternet, che riceve le segnalazioni dai laboratori diagnostici sugli isolamenti di Salmonella, E. coli O157 ed altri E. coli produttori di Vero-citotossina, Campylobacter, Listeria monocytogenes, Shigella e Yersinia e il Seieva che riceve le segnalazioni relative ai casi di epatite A), evidenziano che in Italia, come in altri Paesi, il numero di casi di salmonellosi risulta in calo dal 2008.

 

Non è così per la Listeriosi, che appare anche nel nostro Paese in aumento, sia per il miglioramento della sorveglianza che per la crescente attenzione alla diagnosi dei casi di malattie batteriche invasive (come meningiti e sepsi, quadro clinico con cui le forme invasive di Listeriosi si presentano) da parte dei clinici.

 

Da segnalare infine tra i pericoli alimentari di origine non zoonotica contemplati dal report la presenza di istamina nel pescato, riportata da diversi Paesi Ue tra cui l’Italia.

 

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