La trichinellosi (detta anche trichinosi) è una zoonosi causata da vermi cilindrici (nematodi) appartenenti al genere Trichinella, un parassita che inizialmente si localizza a livello intestinale per poi dare origine a una nuova generazione di larve che migrano nei muscoli, dove poi si incistano.
Il parassita è in grado di infettare i mammiferi, gli uccelli e i rettili, soprattutto quelli carnivori e onnivori (maiale, volpe, cinghiale, cane, gatto, uomo).
Modalità di trasmissione
La trasmissione all'uomo avviene esclusivamente per
via alimentare, attraverso il consumo di carne cruda o poco cotta contenente
le larve del parassita. In Italia, il veicolo di trasmissione è la carne
suina (maiale o cinghiale), equina e più raramente di carnivori selvatici
(volpe). La trichinosi non si trasmette da persona a persona.
Il periodo di incubazione è generalmente di circa 8-15
giorni, ma può variare da 5 a 45 giorni a seconda del numero di parassiti
ingeriti.
I sintomi e la diagnosi
Nell'uomo il quadro clinico varia dalle infezioni asintomatiche a casi particolarmente gravi, con alcuni decessi. La sintomatologia classica è caratterizzata da diarrea (che è presente in circa il 40% degli individui infetti), dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia e febbre.
La diagnosi viene suggerita dalla presenza di marcata
eosinofilia (fino al 70%), leucocitosi, aumento degli enzimi muscolari (Cpk)
e confermata attraverso esami sierologici, o biopsia muscolare positiva per
Trichinella.
Prevenzione
La trichinellosi può essere prevenuta osservando le seguenti misure igienico-sanitarie: