Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

varicella

Aspetti epidemiologici

revisione a cura di Maria Cristina Rota (Iss)

 

8 marzo 2018 - La varicella è una malattia acuta altamente contagiosa, causata dall'infezione primaria con il virus varicella-zoster (VZV). La varicella si verifica in tutto il mondo e in assenza di un programma di vaccinazione, la maggior parte delle persone viene colpita prima dell'età adulta. L'epidemiologia della malattia differisce tra climi temperati e climi tropicali. Le ragioni delle differenze sono poco conosciute e possono riguardare alcune proprietà del virus (noto per essere sensibile al calore), clima, densità di popolazione e rischio di esposizione (ad es. frequenza presso strutture per l'infanzia o scuola, il numero di fratelli in famiglia, ecc).

 

In Italia

In Italia, dal 2003 al 2008 sono stati riportati mediamente 100.000 casi di varicella all’anno, dal 2009 si osserva una riduzione importante del numero di casi che scende a circa 60.000 l’anno e si mantiene costante fino al 2013. L’incidenza della malattia si è praticamente dimezzata, passando da 180 casi per 100.000 nel 2003 a 99 casi per 100.000 nel 2013.

 

Grafico andamento in Italia

 

 

I dati annuali di ogni Regione dal 2003 al 2013 evidenziano la presenza di un trend geografico Nord-Sud con una maggiore incidenza al Nord, probabilmente spiegabile con la presenza di un maggior grado di sottonotifica nelle regioni del Centro-Sud.

 

Tabella con i dati regionali

 

Regione 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Piemonte 4838 8136 6063 7078 4577 6286 4926 5255 5278
Valle d'Aosta 258 126 53 28 32 14 20 40 34
Lombardia 14.414 24.691 20.990 22.585 16.485 19.025 19.770 19.820 24.417
PA Bolzano 1433 1585 2494 1819 1730 1645 1131 1812 1063
PA Trento 1501 1692 1725 1683 1083 1433 2072 1287 737
Veneto 9977 3572 10.899 6190 3986 2752 2245 1917 1431
Friuli Venezia Giulia 3811 3972 4672 3072 3631 3914 3528 2546 3705
Liguria 994 1758 885 1246 1097 1067 1050 1020 1036
Emilia-Romagna 7122 13.906 11.543 11.603 9550 9397 11.628 8522 11.713
Toscana 5957 8813 6960 6438 5027 3858 2791 1501 994
Umbria 1387 1709 1306 540 - 1462 3032 3503 -
Marche 4794 5231 3990 3648 3559 2352 1951 2439 2681
Lazio 3012 5062 4413 4174 2935 2746 2199 2677 2043
Abruzzo 1204 1544 465 - 215 1085 1259 943 679
Molise 206 248 34 10 104 144 36 62 70
Campania 4313 4968 3135 3327 2696 2909 2367 4160 1946
Puglia 3395 4954 3170 2698 988 535 362 238 389
Basilicata 714 1017 519 271 - 121 15 251 51
Calabria 1281 930 420 1054 470 334 177 257 853
Sicilia 2853 1695 419 252 446 467 333 211 268
Sardegna 1267 2028 1621 901 1563 641 580 1 -
TOTALE 74.731 97.637 85.776 78.617 60.174 62.187 61.472 58.462 59.388

 

In Europa

In Europa, nel 2010, sono stati riportati complessivamente 592.681 casi di varicella da 18 Paesi che hanno fornito dati epidemiologici basati sulla notifica obbligatoria. L’incidenza più elevata è stata riportata da Polonia (481 casi per 100.000), Repubblica Ceca (459 casi per 100.000), Estonia (458 casi per 100.000) e Slovenia (444 casi per 100.000). I Paesi che hanno riportato il maggior numero di casi sono stati Polonia (n=183,446), Spagna (n=157,222) e Repubblica Ceca (n=48,270), che hanno contribuito rispettivamente con il 31%, 27% e 8% dei casi riportati nel 2010.Quindici Paesi (Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Finlandia, Ungheria, Italia, Latvia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia) hanno riportato i casi per fascia d’età. Il maggior numero di casi si è verificato nei bambini non vaccinati d’età inferiore ai 10 anni. In particolare, la distribuzione è stata la seguente: il 3% dei casi aveva un’età inferiore a 1 anno, il 79% aveva 1-9 anni d’età, il 10% 10-14 anni, il 3% 15-19 anni e il 6% maggiore di 20 anni. Il 99,5% dei casi per i quali era noto lo stato vaccinale non erano vaccinati. Per maggiori informazioni consulta il documento “Varicella surveillance report 2010” (pdf 185 kb).

 

Herpes zoster

Durante l’infezione primaria, il VZV ha la capacità di latentizzarsi a livello dei gangli dei nervi sensoriali e la riattivazione, anche a distanza di molti anni dall’infezione primaria, determina lo zoster, la cui incidenza aumenta notevolmente con l’avanzare dell’età ed è direttamente correlata al decadimento della risposta cellulo-mediata. L’herpes zoster non rientra tra le malattie sottoposte a notifica obbligatoria.