Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

argomenti di salute
Salute in viaggio
informazioni generali

Bastano 36 ore per fare il giro del mondo in aereo: un tempo ben inferiore al periodo di incubazione della maggior parte delle malattie trasmissibili che possono essere contratte nei vari Paesi del mondo. Anno dopo anno, sono sempre di più le persone che intraprendono viaggi internazionali, anche in Paesi in via di sviluppo che in passato erano mete poco battute: la riduzione del costo dei voli ha offerto a molti, infatti, la possibilità di visitare Paesi lontani, spesso per la prima volta.

 

Gli oltre 700 milioni di viaggiatori che si spostano ogni anno sul pianeta hanno un rischio significativo di ammalarsi e di diventare un veicolo di infezione per altre persone una volta tornati a casa. Ogni viaggiatore dovrebbe essere consapevole del fatto che proteggere la propria salute significa proteggere anche quella degli altri e che per farlo occorre anche rispettare la cultura e l’ambiente della destinazione di viaggio.

 

Negli ultimi anni, le autorità sanitarie di tutto il mondo hanno compreso l'importanza di tutelare la salute da possibili focolai di infezioni o dalle precarie situazioni igienico-sanitarie dei Paesi visitati. Da una parte, il rischio si può minimizzare grazie a opportune precauzioni, profilassi e vaccinazioni, prese prima della partenza. Dall'altra, l'identificazione e il trattamento tempestivo di una malattia importata sono fondamentali per evitare che la malattia si trasmetta ad altri, fino a diventare un serio problema di salute pubblica.


Prima di mettersi in viaggio

Per ridurre il rischio di ammalarsi o di avere incidenti mentre ci si trova all’estero, l’ideale è rivolgersi al proprio medico 4-6 settimane prima di partire. Tra i fattori generali da considerare ci sono:

  • malattie o disturbi preesistenti
  • stato vaccinale (inclusa l’eventualità di vaccinarsi contro malattie endemiche nella destinazione di viaggio)
  • allergie a cibi o farmaci
  • prescrizioni mediche in corso
  • eventuali viaggi già fatti.

A seconda della meta del viaggio, bisogna poi considerare tutti quelli che possono diventare fattori di rischio:

  • alimenti e acqua, spesso non accuratamente depurata in molti Paesi del mondo
  • condizioni ambientali a cui l'organismo non è abituato (altitudine, siccità, temperature troppo elevate)
  • presenza di parassiti nell'ambiente e negli animali con cui si può venire a contatto (da insetti a diversi invertebrati, fino al pollame)
  • comportamenti sessuali che possono aumentare il rischio di trasmissione di infezioni.

Anche le caratteristiche del viaggio e della destinazione sono importanti: itinerario, luogo e durata della permanenza, condizioni igieniche, motivo del viaggio (turismo, affari, studio, missione umanitaria, ecc), stagione dell’anno, possibili esposizioni a fattori di rischio, epidemie in corso.

 

Ci sono poi alcune categorie di persone particolarmente vulnerabili, che richiedono un’attenzione maggiore durante la vista: bambini, anziani, donne in gravidanza e individui immunocompromessi, ma anche persone che si apprestano a fare un viaggio “avventuroso”.


Profilassi e vaccinazioni
Le vaccinazioni possono rappresentare un efficace metodo preventivo di molte delle malattie che si possono contrarre durante i viaggi. Quando si è in procinto di partire, è bene controllare innanzitutto di essere in regola con le vaccinazioni previste dal programma nazionale. In particolare, in Italia sono obbligatorie le vaccinazioni contro difterite e tetano (Dt), poliomielite (Ipv) ed epatite B (Hb), mentre sono fortemente raccomandate quelle che proteggono da morbillo, parotite e rosolia (Mpr) e dalle infezioni da Haemophilus influenzae b (Hib).

A seconda poi della meta del viaggio, saranno consigliati dei vaccini o delle profilassi specifici contro determinate malattie. Oggi nessun Paese richiede più un certificato di vaccinazione contro il vaiolo e contro il colera. Il solo certificato che deve essere richiesto nei viaggi internazionali, limitatamente ad alcuni viaggiatori, è quello contro la febbre gialla. Molti Paesi richiedono un certificato internazionale di vaccinazione valido ai viaggiatori che arrivano da zone infette o che abbiano transitato attraverso quelle aree, mentre qualcuno richiede un certificato a tutti i viaggiatori che entrano, inclusi quelli in transito. Quest'ultimo obbligo va oltre quanto dichiarato nel regolamento sanitario internazionale, tuttavia la vaccinazione è fortemente raccomandata per i viaggi al di fuori delle aree urbane nei Paesi compresi all'interno delle zone endemiche per la febbre gialla.

Per quanto riguarda invece la malaria, per ogni Paese situato in zone endemiche è raccomandata una chemioprofilassi specifica, in base alle specie e al livello di farmacoresistenza dei parassiti presenti

 

Informazioni dettagliate sull'obbligo di vaccinazione per visitare le diverse zone del mondo si possono trovare su numerosi siti istituzionali, tra cui quello del ministero della Salute, dell’Oms o dei Cdc americani. Su EpiCentro sono inoltre disponibili numerosi argomenti di salute utili per chi si appresta a fare un viaggio:

 


Ultimo aggiornamento lunedi 7 novembre 2016