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febbre West Nile

Sorveglianza dei casi umani di infezione da virus West Nile: precoce inizio di stagione ed elevato numero di casi in Italia e in Europa

Flavia Riccardo e Antonino Bella – Dipartimento Malattie infettive, Iss

 

6 settembre 2018 - Nel 2018 la trasmissione del virus West Nile in Italia e nel Sud-Est Europa è iniziata prima rispetto agli anni precedenti. Il 16 giugno si è verificato il primo caso umano di infezione confermata nel nostro Paese e, al 5 settembre 2018, sono stati segnalati 365 casi confermati di infezione (sia sintomatici che asintomatici) in Provincie endemiche del Veneto, dell’Emilia-Romagna, della Lombardia, del Piemonte, del Friuli Venezia Giulia e della Sardegna. In particolare sono stati segnalati 148 casi con manifestazioni di tipo neuro invasivo (Wnnd) di cui 19 decessi, 169 casi di febbre (Wnf) e 48 casi in donatori di sangue asintomatici. È quanto emerge dalle attività della sorveglianza integrata del West Nile e Usutu virus e dai dati pubblicati nel bollettino periodico, prodotto dal Dipartimento malattie infettive dell’Iss in collaborazione con il Centro studi malattie esotiche (Cesme) dell’Izs Teramo.

Malattia da virus West Nile: trasmissione e prevenzione

Il virus West Nile (Wnv) si trasmette principalmente tramite la puntura di zanzare del genere Culex, sebbene sia possibile la trasmissione tramite la donazione di sangue e tessuti infetti.

 

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave presentandosi nella forma neuroinvasiva con sintomi di meningite o encefalite.

 

Per ridurre il rischio di trasmissione di Wnv, la misura preventiva più efficace è quella di evitare la puntura di zanzare. In particolare l’approccio alla prevenzione è influenzato dal livello di concentrazione dei vettori. In alcuni casi, può essere necessario adottare più misure di prevenzione quali:

  • all’aperto, utilizzare con moderazione repellenti cutanei per uso topico attenendosi scrupolosamente alle norme indicate sui foglietti illustrativi dei prodotti e, dal crepuscolo in poi, indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo (camicie a maniche lunghe, pantaloni o gonne lunghi e calze)
  • nei luoghi chiusi, si consiglia di alloggiare in stanze dotate di impianto di condizionamento d’aria o, in mancanza di questo, provviste di zanzariere alle finestre e alle porte d’ingresso, avendo cura di controllare che queste siano integre e ben chiuse e, nel solo caso di presenza di zanzare in ambienti interni, è consigliabile utilizzare spray a base di piretro o altri insetticidi per uso domestico, oppure diffusori di insetticida elettrici, areando bene i locali prima di soggiornarvi.

Sono state attivate, quando opportuno, restrizioni delle trasfusioni ematiche e dei trapianti di organo e tessuto come indicato nel Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu – 2018 (pdf 1,7 Mb) pubblicato dal ministero della Salute.

 

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