Le rickettsiosi appartengono al gruppo delle febbri esantematiche e sono causate da rickettsie, batteri trasmessi da “zecche dure” ampiamente distribuite in tutto il mondo. Il gruppo delle rickettiosi trasmesse da zecca è composto da:
È la rickettsiosi più diffusa nell’area del Mediterraneao e in Italia. La
febbre bottonosa del Mediterraneo viene trasmessa da diverse specie di
zecche dure e soprattutto da Rhipicephalus sanguineus, un parassita abituale
di cani e altri animali domestici e selvatici (conigli, lepri, ovini,
caprini e bovini). L’agente patogeno della febbre bottonosa del Mediterraneo
è rappresentato dalla Rickettsia conorii e da altre rickettsie.
Generalmente la malattia ha un periodo di incubazione fra 5 e 7 giorni dopo
il morso della zecca infetta. La diagnosi di laboratorio si basa
sull’identificazione della risposta anticorpale specifica per R. conorii.
L’esordio della malattia è improvviso, con sintomi simili a quelli
dell’influenza (febbre moderata o elevata accompagnata da brividi, astenia,
cefalea, malesseri generali). Dal terzo al quinto giorno di incubazione la
malattia si manifesta con un esantema maculo-papuloso che interessa anche le
piante dei piedi e i palmi delle mani. Questo è il sintomo della vasculite
dovuta all’infezione. Nei casi non complicati, un trattamento antibiotico
riesce a fermare la febbre nel giro di 2-3 giorni.
È letale in un numero molto basso di casi (inferiore al 3%) anche in
assenza di terapia. Le persone a rischio maggiore sono quelle in condizioni
di salute già compromesse. La febbre bottonosa può portare complicazioni a
carico del sistema cardiovascolare, renale e del sistema nervoso centrale.
Dati epidemiologici
Secondo quanto emerge dalla
Circolare del Ministero della Sanità n. 10 del 13 luglio 2000, nel
periodo 1992-1998 sono stati notificati circa 1200 casi all’anno di
rickettsiosi, con un tasso medio di morbosità di 2,1 casi per 100.000
abitanti.
Osservando la distribuzione geografica dei casi, risulta evidente come
alcune regioni dell’Italia centro-meridionale e insulare siano
particolarmente interessate dalle rickettsiosi. In quattro Regioni,
Sardegna, Sicilia, Calabria e Lazio, i tassi di morbosità sono superiori
alla media del resto d’Italia, e sono rispettivamente pari a 11,9, 10, 4,7 e
3,9.
Sono più colpiti gli uomini delle donne, e in media il rapporto
maschi/femmine è pari a 1,5.