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Le dipendenze nel territorio bolognese: il rapporto 2006

Aumentano i tossicodipendenti e gli alcolisti in cura nei Sert, i non residenti e gli stranieri, i tossicodipendenti in regime carcerario e i decessi per overdose. Sale anche il numero dei consumatori di eroina, di cocaina e dei poliassuntori. In parte nuove le modalità di assunzione degli stupefacenti: la metà dei soggetti in trattamento presso i Sert inietta infatti le sostanze in vena, ma sia tra i consumatori di cocaina che tra quelli di eroina è in aumento l’abitudine di inalare o fumare le droghe. È invece in tendenziale diminuzione la percentuale di tossicodipendenti positivi all’epatite C e al test dell’Hiv.

 

Il rapporto 2006 sulle dipendenze nell’area metropolitana di Bologna fa il punto sull’evoluzione degli stili di consumo e dei comportamenti a rischio, sugli interventi effettuati e i risultati conseguiti dai servizi, al fine di indirizzare le politiche di intervento e adeguare le strategie di prevenzione.

 

Numeri e servizi

Per quanto riguarda i consumatori di eroina, a partire dal 1996 si intravede un cambiamento nelle caratteristiche dei soggetti in carico ai Sert: aumenta l’età media, la percentuale di donne, la quota di poliassuntori, nonché il numero di soggetti con pregresse carcerazioni e con scolarità medio alta. Con riferimento ai servizi offerti dai Sert, complessivamente sono stati effettuati 10.870 trattamenti per tossicodipendenti, con una durata media di 31,2 mesi per trattamento. Il 61,5% dei soggetti ha usufruito di un trattamento con metadone, il 37,1% di sostegno socioeducativo, il 26,6% di trattamenti farmacologici e il 26,8% di colloqui di consultazione psicologica.

 

Rispetto agli anni precedenti, sono aumentati sia la ritenzione in trattamento che il numero dei soggetti in carico ai Sert e all’Unità mobile. I soggetti in carico da almeno due anni hanno un’alta probabilità di non abbandonare i trattamenti e un rischio di decesso notevolmente ridotto. La ritenzione in trattamento dei Sert risulta elevata anche per gli eroinomani e per chi è inserito in programmi con metadone o altri sostitutivi. Al contrario, la probabilità di abbandonare il trattamento è più alta per gli stranieri, per i soggetti più giovani, per chi non ha un lavoro stabile e per i non residenti. Se si analizza separatamente l’utenza del carcere, dell’Unità mobile e degli altri Sert, si osserva come l’aumento dei soggetti in trattamento sia da rimandare all’incremento degli accessi ai primi due servizi: i tossicodipendenti che si rivolgono ai Sert per cura e terapia diminuiscono in favore di quelli che ricorrono all’Unità mobile per ragioni giudiziarie (carcere) o perché privi di residenza e fissa dimora.

 

Il consistente calo della mortalità per Aids ha determinato una tendenziale diminuzione del tasso di mortalità complessivo dal 1997. Sono invece in aumento i decessi per suicidio e per altre patologie legate all’abuso di stupefacenti, come tumori, cirrosi, malattie dell’apparato respiratorio e del sistema circolatorio. L’overdose è attualmente la prima causa di decesso tra i tossicodipendenti del territorio bolognese.

 

Alcol

I dati confermano un notevole incremento della percentuale di soggetti in trattamento per problemi alcol-correlati e il costante abbassamento della loro età media: dal 1998 i soggetti in cura per abuso di alcol sono passati dai 323 iniziali agli attuali 1067. Rispetto agli anni precedenti, è in crescita il numero dei tossicodipendenti che abusano in modo concomitante di alcol, e cresce anche la percentuale di alcolisti tra residenti e stranieri.

 

Scarica il rapporto completo (zip 5,44 Mb) e guarda gli interventi alla presentazione del documento.

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Ultimo aggiornamento venerdi 22 luglio 2011
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