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Apd 2008: i numeri e le dimensioni del problema

L’abuso di alcol in Italia continua a rappresentare un problema, in particolare fra i giovani e i giovanissimi, fra i quali è sempre più diffusa l’abitudine del binge drinking (bere per ubriacarsi), “importata” dai Paesi dell’Europa settentrionale.

Una tendenza recente e preoccupante è poi l’abuso di alcol fra gli anziani, che tradizionalmente si ritenevano più fedeli al modello mediterraneo di consumo moderato ed equilibrato.

 

I dati e le conclusioni sono contenuti nel rapporto “Alcol e giovani, alcol e anziani. Il confronto generazionale di un rischio condiviso” (pdf 468 kb), presentato all’Alcohol prevention day 2008 e realizzato a cura dell’Osservatorio nazionale alcol del Cnesps e del Centro collaboratore Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problematiche alcol correlate dell’Istituto superiore di sanità.

 

Alcol e giovani

Un elemento di preoccupazione riguarda i giovanissimi, e in particolare la fascia d’età fra i 13 e i 15 anni: i ragazzi in questa fascia d’età sono al di sotto dell’età legale per consumare alcol, e per loro qualunque livello di consumo alcolico è da considerarsi a rischio.

 

Secondo i dati del progetto “Il Pilota”, realizzato nelle discoteche dall’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità in collaborazione con la Società italiana di alcologia, in un sabato sera tipico il 67,1% dei giovani fra i 13 e i 15 anni consuma bevande alcoliche; la modalità più frequente è il consumo superiore alle due unità, che riguarda il 25% dei maschi e il 31% delle femmine. Inaspettatamente, quindi, in questa fascia d’età l’abuso di alcol riguarda più le ragazze che i ragazzi.

 

Fra i giovani dai 16 anni in su la percentuale di consumatori di alcol sale al 74%; il dato relativo al consumo di più di due unità sale al 46,8% per i maschi, mentre rimane al 30,6% per le femmine: in media un ragazzo maschio consuma in un sabato sera tipico 4 bicchieri di bevande alcoliche, di cui 1,5 di breezer o aperitivo alcolico, 1,5 di birra e 1 di superalcolico; ogni ragazza ne consuma invece in media 3 bicchieri, di cui 1,2 di breezer o aperitivo alcolico, 1,1 di birra e 0,7 di superalcolico.

 

Le ricadute dell’abuso di alcol sono gravi anche in termini di mortalità: l’alcol è per i giovani la prima causa di morte a seguito di incidente stradale alcolcorrelato sia in qualità di conducente, sia di trasportato, sia di pedone.

 

Un altro dato allarmante è la crescita dell’alcoldipendenza fra i giovani: nel 2003 i giovani fra i 20 e i 29 anni rappresentavano il 9,1% dell’utenza dei servizi alcologici, e nel 2004 il 9,8%. Questa percentuale è aumentata anche nella fascia d’età sotto i 20 anni, salendo dallo 0,5% allo 0,6%.

 

Quali incentivi per non bere?

La seconda edizione del progetto “Il Pilota” ha compreso anche una domanda rivolta ai ragazzi nelle discoteche: «Cosa potrebbe spingerti a non bere per tutta la serata?».

Le risposte fornite sono state le seguenti:

 

Un premio importante per chi rimane astemio

74%

Partecipare a un programma televisivo o a un reality show

70%

Il fatto di avere la responsabilità di portare a casa gli amici

58%

Le pressioni del partner o degli amici

44%

Il divieto di servire alcolici all’interno dei locali notturni

31%

Controlli della polizia

23%

Niente

18%

Una campagna pubblicitaria

14%

 

Alcol e anziani

Non sono solo i giovani a suscitare preoccupazione: l’abuso di alcol aumenta anche tra gli anziani. Nella fascia d’età compresa fra i 65 e gli 84 anni sono consumatori di alcol 3.106.781 uomini (75,1% del totale) e 2.488.162 donne (44,7% del totale). In questa fascia d’età è considerato a rischio alcolcorrelato chi consuma più di un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica al giorno. In base a questo criterio risultano a rischio alcolcorrelato 2.181.992 uomini (52,8% del totale) e 977.222 donne (17% del totale), pari in tutto a 3.159.214 anziani (32,6% del totale).

 

Questi dati sono i risultati del progetto Iprea, condotto in 12 Regioni e focalizzato in particolare sull’Alzheimer, ma con una sezione specifica relativa ai consumi di alcol nella terza età.

 

Fra i maschi è da sottolineare l’associazione fra l’alcol, il fumo e l’obesità: la percentuale di anziani a rischio alcolcorrelato è maggiore del 46% fra gli obesi rispetto a chi non è obeso e del 93% tra i fumatori rispetto a chi non ha mai fumato. Inoltre, la percentuale è maggiore dell’80% tra chi nella vita ha svolto un lavoro manuale rispetto a chi ha svolto un lavoro intellettuale. Per quanto riguarda le donne, invece, c’è una percentuale leggermente maggiore (4% in più) fra quelle con un livello di istruzione più alto.

 

Sia fra gli uomini sia fra le donne, infine, il rischio alcolcorrelato nella terza età è più frequente nelle Regioni del Nord e del Sud rispetto a quelle del Centro: per la precisione, rispetto alle Regioni del Centro la percentuale aumenta al Nord del 43% fra gli uomini e del 67% fra le donne, e al Sud dell’11% fra gli uomini e del 66% fra le donne.

 

Forti differenze tra Nord e Sud: i dati Passi

Sono nette le differenze nei consumi di alcol fra Regioni del Nord e del Sud: lo rivelano i dati del sistema di sorveglianza Passi, promosso dal ministero della Salute e realizzato dal Cnesps, relativi al 2007 in Emilia Romagna, Trentino e Campania. In generale, i consumi più alti si registrano al Nord: in Trentino e in Emilia Romagna, infatti, la percentuale degli intervistati che consumano alcolici (69%) è sensibilmente più alta rispetto alla Campania (48%). In particolare l’abitudine del binge drinking riguarda in Trentino circa il 24% dei ragazzi tra 18 e i 34 anni, in Emilia Romagna circa il 10% e in Campania il 3%.

 

Sono poi allarmanti i dati sui bevitori binge alla guida: in Trentino il 30% di loro si è messo al volante sotto l’effetto dell’alcol, e in Emilia Romagna addirittura il 40%. Questa differenza potrebbe essere spiegata con l’efficacia delle campagne informative messe in campo nella Provincia di Trento per contrastare gli incidenti stradali.

 

Leggi i dati del sistema di sorveglianza Passi, rivolti a media e cittadini, e scarica la scheda (pdf 63 kb) per gli operatori sanitari.

 

Scarica il rapporto (pdf 468 kb) dell’Osservatorio nazionale alcol e del Centro collaboratore Oms.

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Ultimo aggiornamento venerdi 16 settembre 2011
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