Responsabile del 9% della spesa sanitaria nei Paesi europei e uno dei
fattori di rischio più elevati per la salute dell’uomo, l’alcol è oggi
una delle principali cause di mortalità e morbilità. Il consumo di
prodotti alcolici, sostanze psicoattive che possono portare a
dipendenza, produce danni non solo al bevitore ma anche alle famiglie e
al contesto sociale allargato, in quanto può indurre comportamenti
violenti, abusi, abbandoni, perdite di opportunità sociali, incapacità
di costruire legami affettivi e relazioni stabili, invalidità, incidenti
sul lavoro e sulla strada.
I giovani, più vulnerabili rispetto agli effetti fisici e psichici
dell’alcol, sono considerati particolarmente a rischio. Un giovane su
quattro tra i 15 e i 29 anni, in Europa, muore a causa dell’alcol, primo
fattore di rischio di invalidità, mortalità prematura e malattia cronica
nei giovani. Tra il 40 e il 60% di tutte le morti nella regione europea
dovute a ferite intenzionali e accidentali sono attribuibili, secondo
l’Oms Europa, al consumo di alcol che costa, nel complesso, alla società
una quantità pari al 2-5% del Pil.
Politiche e azioni di salute pubblica mirate a ridurre i danni causati
dall’alcol sono quindi considerate di massima priorità. Per promuovere
azioni e coordinare programmi e strategie anti-alcol negli Stati membri,
l’Ufficio regionale europeo dell’Oms ha emanato nel 1992 un piano
d’azione europeo (Paea). Nel 1995, la conferenza “Salute, alcol e
società”, che si è svolta a Parigi, ha adottato la Carta europea
sull’alcol, che stabilisce principi etici e strategie alla base dello
sviluppo di politiche e programmi specifici nella lotta al consumo di
alcol. La carta è stata sottoscritta da tutti gli Stati membri nella
regione Europea dell’Oms. La stessa Oms-Ue ha prodotto Salute 21, un
documento di salute per tutti, il cui target 12 recita “entro l’anno
2015, gli effetti negativi per la salute derivanti dal consumo di
sostanze che producono dipendenza come il tabacco, l’alcol e le droghe
psicoattive dovrebbero subire una riduzione significativa in tutti gli
Stati membri”.
Lotta all’alcol
Nel corso dell'Assemblea mondiale della Sanità, a fine maggio 2005, l'Oms ha adottato una risoluzione sui problemi di salute pubblica causati dal consumo dannoso dell'alcol. Leggi il commento di Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio nazionale alcol e del centro di collaborazione Oms per la ricerca sull'alcol, che commenta i punti salienti della risoluzione e guida ai documenti Oms contenenti i dati sull'alcol e le patologie alcol-correlate.
Sono più di 20mila i morti ogni anno in Italia per abuso di alcol e per
problemi alcol-correlati, secondo dati pubblicati dal ministero della
Salute. L’alcol è la causa di quasi la metà delle morti sulla strada, in
seguito a incidente stradale, prima causa di morte per gli uomini sotto i 40
anni.
I dati sul consumo di alcol, elaborati dall’Osservatorio
nazionale alcol e dal
Centro di collaborazione Oms per la ricerca e la promozione della salute su
alcol e problemi alcol-correlati (Oms CC), dell’Istituto superiore di
sanità, indicano che nel nostro Paese si è avuta una diminuzione dei consumi
fino a raggiungere un plateau negli ultimi anni. Esiste però ancora una
consistente fascia di popolazione a rischio che eccede i limiti massimi
raccomandati in unità alcoliche, 1-2 per le donne e 2-3 per gli uomini (1 UA
è equivalente a 12 grammi di alcol). Più del 14% della popolazione, infatti,
dichiara consumi alcolici eccedenti questi limiti. Preoccupante, in
particolare, il dato che indica un incremento nel numero di consumatori e
consumatrici di bevande alcoliche fuori pasto nella fascia di età tra i 14 e
i 17 anni.
Prevenzione, ricerca e
monitoraggio sull’alcol in Italia
In materia di prevenzione, ricerca, formazione e informazione, sono attivi
nel nostro Paese numerosi centri e organismi operanti in un contesto
nazionale ma anche in collaborazione con reti internazionali.
Piani d’azione e progetti
europei
L’ufficio europeo dell’Oms e la DgSanco (la divisione di salute e
sicurezza dei cittadini dell’Unione europea) hanno avviato diversi progetti
e iniziative per coordinare la lotta all’abuso di alcol nei Paesi europei e
per monitorare l’efficacia delle politiche e delle strategie adottate.