Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Archivio 2015

(10 dicembre 2015) Qualità dell’aria in Europa: i dati 2013

Qual è la qualità dell’aria in Europa? La risposta arriva direttamente dalla European Environment Agency (Eea, Agenzia europea dell’ambiente) in un rapporto che presenta gli ultimi dati disponibili sull’inquinamento dell’aria in Europa (aggiornati al 2013), con un focus sui progressi fatti verso l’adeguamento alle direttive europee sulla qualità dell’aria, la stima dell’esposizione della popolazione europea agli inquinanti ambientali e una panoramica sugli effetti dell’inquinamento su salute ed ecosistemi. Per approfondire leggi il commento di Francesco Forastiere (dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario del Lazio).

 

(3 dicembre 2015) Cop21, sul British Medical Journal riflessioni e dati di fatto

Dal 30 novembre all’11 dicembre 2015 i leader mondiali si incontrano a Parigi per raggiungere un nuovo accordo internazionale sui cambiamenti climatici. Un accordo che permetta una “decarbonizzazione” della società, grazie alla riduzione delle emissioni di gas serra per contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C. La XXI Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Conventional on Climate Change Conference of the Parties), in breve Cop21, rappresenta dunque, come sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), un’occasione per il miglioramento delle condizioni generali del pianeta e della salute dell’uomo. In occasione della Cop21, il British Medical Journal (Bmj) pubblica alcuni articoli autorevoli. Tra i documenti di interesse: l’infografica interattiva “Climate change health impacts” (curata dall’Intergovernmental Panel on Climate Change) che esplora il problema a 360 gradi e lo sintetizza con grande efficacia; l’editoriale “Paris climate change talks: what doctors need to know”, di John Vidal editor/giornalista del Guardian ed esperto sulle questioni ambientali; l’articolo “Climate science: frequently asked questions” a firma di esperti dell’Imperial College di Londra e della Queen Mary University di Londra che, attraverso una serie di Frequently Answered Questions (Faq), mira a chiarire possibili equivoci interpretativi in genere tendenti a una lettura troppo ottimistica dei dati disponibili. Leggi l’approfondimento.

 

(22 ottobre 2015) Alluvioni: dal Ministero un’infografica per la prevenzione dei rischi

L’opuscolo “Alluvioni: come ridurre i rischi per la salute” fornisce una panoramica sul rischio idrogeologico in Italia, sui principali pericoli per la salute in caso di alluvione (come annegamento, traumi e lesioni, malattie gastrointestinali, avvelenamenti, stress post-traumatico e infarto), sulle fasce di popolazione più a rischio e offre una serie di consigli per affrontare l’alluvione, le sue conseguenze e alcune informazioni per gestire la fine dell’emergenza e il ritorno alla normalità. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento sul sito del ministero della Salute e scarica l’infografica (pdf 1 Mb).

 

(18 giugno 2015) L’inferenza causale in epidemiologia e le sue applicazioni in campo ambientale

Il corso “Causal Inference in Epidemiology and applications to Environmental Health”, che si svolgerà a Roma dal 13 al 17 luglio, organizzato dal dipartimento di Epidemiologia del Ssr della Regione Lazio, dall’Associazione italiana di epidemiologia e del dipartimento di Biologia e biotecnologie dell’Università di Roma “La Sapienza”, introdurrà il concetto di inferenza causale a partire dai disegni sperimentali. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento dedicato.

 

(4 giugno 2015) Inquinamento atmosferico e impatto sulla salute in Italia

L’inquinamento atmosferico è responsabile ogni anno in Italia di circa 30 mila decessi solo per il particolato fine (PM2.5), pari al 7% di tutte le morti (esclusi gli incidenti). In termini di mesi di vita persi, questo significa che l’inquinamento accorcia mediamente la vita di ciascun italiano di 10 mesi; 14 per chi vive al Nord, 6,6 per gli abitanti del Centro e 5,7 al Sud e isole. Gli effetti sono maggiori al Nord e il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe 11.000 vite all’anno. Sono questi i risultati più rilevanti del progetto Ccm VIIAS (Valutazione Integrata dell’Impatto dell’Inquinamento atmosferico sull’Ambiente e sulla Salute), presentati il 4 giugno al ministero della Salute. Il progetto, finanziato dal Centro controllo malattie (Ccm) del Ministero e coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, con la collaborazione di Università e centri di ricerca: Enea, Ispra, Arpa Piemonte, Emilia-Romagna e Lazio, Dipartimento di statistica dell’Università di Firenze, Università di Urbino e Dipartimento di Biologia Ambientale della Università La Sapienza di Roma. Sul sito internet del progetto, curato dal partner Zadig, sono disponibili dati e approfondimenti.

 

(29 gennaio 2015) Ambiente di lavoro e malattie croniche: una guida

La gestione dei lavoratori con patologie croniche è un tema molto importante per i datori di lavoro o i manager che devono poter supportare il dipendente nello svolgimento del suo lavoro o nel ritorno dopo un periodo di assenza. Per questo motivo la Rete europea per la promozione della salute nei luoghi di lavoro (European Network for Workplace Health Promotion) ha realizzato la giuda “Promoting healthy work for workers with chronic illness: a guide to good practice” che fornisce alcuni strumenti di supporto, come l’elenco dei partecipanti al progetto, i link utili, i riferimenti bibliografici e una check list. Il testo è disponibile in italiano “Promuovere un ambiente di lavoro salutare per lavoratori con patologie croniche: una guida alle buone pratiche” (pdf 787 kb) grazie alla collaborazione tra Regione Lombardia e Dors.

 

(8 gennaio 2015) Clima e salute: uno sguardo al 2014 prima di rinnovare l’impegno

Il 2104 è stato un anno di grande attività per quanto riguarda l’impegno delle istituzioni internazionali sull’influenza del clima e dell’ambiente sulla salute. A maggio, durante la 67sima World Health Assembly è stato adottato il dodicesimo General Programme of Work 2014-2019 che definisce la visione strategica e le priorità d’azione per il lavoro dell’Oms sino al 2019. A luglio 2014 si è svolto il terzo meeting del Gruppo di lavoro sulla salute connessa ai cambiamenti climatici (Working Group on Health in Climate Change), un’occasione per fare un bilancio delle azioni in corso. A fine agosto, durante la conferenza Oms su clima e salute (che si è svolta a Ginevra), il Ministro dell’ambiente della Repubblica Moldava ha presentato lo Statement of the European Environment and Health Ministerial. A settembre 2014 l’Ufficio regionale europeo dell’Oms ha organizzato un meeting per allineare l’agenda relativa ai Sustainable Development Goals e all’European Environment and Health Process. Infine, a ottobre, nell’ambito del World Health Summit si è svolto un simposio su cambiamenti climatici e salute. Interessanti anche alcune pubblicazioni sul tema. Tra queste: T. Wolf, G. Sánchez Martínez, H.-K. Cheong, E. Williams, B. Menne (2014) Protecting Health from Climate Change in the WHO European Region. Int. J. Environ. Res. Public Health 11(6):6265-6280 e G. Hutton, B. Menne (2014) Economic evidence on the health impacts of climate change in Europe. Environ. Health Insights 8:43-52. Tra gli appuntamenti già in agenda per il 2015 ricordiamo:

  • Environmentally Sustainable Health Systems meeting, Bonn, TBC
  • Mid-Term Review meeting of the European Environment and Health Process, TBC
  • European Climate Change Adaptation Conference, Copenhagen, 12-14 maggio 2015
  • Unfccc Subsidiary Body for Scientific and Technological Advice (SBSTA42), Bonn, 3-14 giugno 2015 (TBC)
  • International Scientific Conference on Climate Change, Parigi, 7-10 giugno 2015
  • 21st Conference of the Parties to the Unfccc, Parigi, 30/11-11/12/2015

 


 

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