Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Clima e salute: collaborare per affrontare le sfide

31 ottobre 2012 - Pubblicato a ottobre 2012, il report “The Atlas of health and climate” rappresenta un fruttuoso momento d’incontro tra l’esperienza degli esperti di salute pubblica e quella dei meteorologi internazionali. Il documento, nato dalla collaborazione tra Oms e World Meteorological Organization (Wmo), fornisce infatti valide informazioni scientifiche sullo stretto legame che intercorre tra le condizioni climatiche globali e le principali sfide sanitarie. Tra queste, per esempio: le patologie connesse alle condizioni di vita, le emergenze sanitarie che derivano da eventi meteorologici estremi (uragani, tsunami, terremoti, inondazioni, ecc), i focolai di malattie infettive.

 

L’Atlante presenta tre messaggi chiave:

  • il clima influisce sulla distribuzione geografica e temporale di una grande parte del peso globale di malattia e può rappresentare una minaccia seria per la sicurezza sanitaria
  • la relazione tra clima e salute è influenzata da molti fattori di vulnerabilità tra cui la fisiologia e il comportamento dei singoli individui, le condizioni ambientali e socio-economiche della popolazione, la copertura e l’efficacia dei programmi sanitari nazionali
  • le informazioni sul clima vengono utilizzate per proteggere la salute attraverso interventi di riduzione del rischio, preparedness e risposta su diverse scale temporali e spaziali, sia nei Paesi ricchi che in quelli in via di sviluppo.

Prevenire le malattie infettive

Il documento è diviso in tre sezioni. La prima è incentrata sulle malattie infettive, alcune delle quali sono altamente sensibili alle condizioni climatiche. Per esempio, temperatura, precipitazioni e umidità influenzano direttamente la riproduzione e la sopravvivenza delle zanzare che trasmettono malaria e febbre dengue; gli stessi fattori meteorologici influiscono anche sulla trasmissione delle malattie trasmesse dagli alimenti e dall’acqua come il colera e altre forme di patologie diarroiche; condizioni climatiche di caldo e secco favoriscono invece la meningite meningococcica, principale causa di morte in molte zone dell’Africa. Per approfondire come i cambiamenti climatici possono incidere nella patogenicità di alcuni microrganismi, è interessante anche il documento “Assessing the potential impacts of climate change on food- and waterborne diseases in Europe” pubblicato dall’Ecdc nel mese di aprile 2012. Il rapporto, che analizza la letteratura esistente, si pone l’obiettivo di fornire una panoramica che permetta ai decisori politici dei vari Paesi, di pianificare le attività di prevenzione verso sei microrganismi: Campylobacter, Cryptosporidium, Listeria, Norovirus, Salmonella e Vibrio non colerico.

 

Prepararsi alle emergenze e alle sfide ambientali

La seconda sezione è dedicata alle situazioni di emergenza: ogni anno, infatti, disastri ambientali causati da inondazioni e cicloni, siccità e rilascio di materiali pericolosi nell’aria, colpiscono diverse comunità nel mondo provocando perdita di vite umane, dissesto sociale ed economico, ecc. La terza parte dell’Atlante illustra le principali sfide ambientali emergenti: ondate di calore, esposizione ai raggi ultravioletti, pollini e inquinamento atmosferico sono solo alcuni dei problemi antropogenici che influiscono direttamente sulla salute umana e che debbono essere affrontati sia a livello globale che locale.