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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Accesso all’acqua, servizi igienico-sanitari e salute mondiale

18 marzo 2010 - Nel mondo, più di 1 miliardo di persone fa affidamento su fonti di acqua potabile a rischio e oltre 2 miliardi e mezzo non hanno accesso a servizi igienici adeguati. Ogni anno, il mancato accesso all'acqua potabile provoca 4 miliardi di casi di diarrea e 1,7 milioni di decessi. “Acqua pulita per un mondo sano” è il tema della VII Giornata mondiale dell'acqua che si celebra il 22 marzo. L’obiettivo dell’evento, al quale partecipano oltre 100 Paesi, è ricordare che una delle sfide centrali del secolo è la gestione sostenibile, efficiente ed equa delle risorse idriche.

 

Secondo l’edizione 2010 del rapporto “Progress on sanitation and drinking-water 2010 update”, realizzato nell’ambito del Programma congiunto Oms-Unicef per il monitoraggio dei progressi ottenuti nell’approvvigionamento e nell’igiene delle acque, rispetto all’obiettivo del millennio 7.3 (dimezzare, entro il 2015, la percentuale di popolazione senza accesso all'acqua potabile e a servizi igienico-sanitari di base), il mondo è sulla buona strada per raggiungere o addirittura superare il traguardo sulla disponibilità di acqua potabile, ma deve ancora fare molto per la diffusione di servizi igienico-sanitari adeguati. Attualmente, infatti, l'87% della popolazione mondiale (pari a circa 5,9 miliardi di persone) accede a fonti di acqua potabile, mentre quasi il 39% (pari a oltre 2,6 miliardi di persone) non dispone di servizi igienico-sanitari di base.

 

La Giornata mondiale dell’acqua 2010

Accrescere la consapevolezza nel sostenere ecosistemi sani e il benessere umano risolvendo le crescenti sfide sulla qualità delle risorse idriche e migliorare la qualità delle acque, incoraggiando i governi, le organizzazioni, le comunità e gli individui a impegnarsi attivamente per affrontare le sfide del deterioramento della qualità delle acque in tutto il mondo. Sono questi gli obiettivi principali della Giornata mondiale dell’acqua, il cui slogan per l’edizione 2010 è “Acqua pulita per un mondo sano”.

 

Nata nel 1992, in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo (Unced) di Rio de Janeiro e fissata al 22 marzo di ogni anno, la Giornata viene organizzata dal United Nations Environment Programme (Unep), in collaborazione con Fao, Undp, Unece, Unicef, Unesco, UN-Habitat, Oms, International Water Association, World Wide Fund for Nature e World Water Council.

 

Numerose le iniziative messe a punto in occasione della Giornata mondiale dell’acqua 2010 per comunicare messaggi sulla qualità delle acque e degli ecosistemi e sul benessere umano.

 

Tra queste: il sito web della Giornata mondiale dell'acqua 2010 e i relativi materiali di comunicazione e sensibilizzazione, pubblicazioni ed eventi specifici sul tema della qualità delle acque, un incontro a livello mondiale sulla qualità delle acque, organizzato a Nairobi (Kenya) il 22 marzo 2010; e poi eventi politici e di sensibilizzazione, conferenze e campagne in tutti i Paesi che aderiscono alle celebrazioni della Giornata mondiale.

 

Gli Stati sono stati invitati a dedicare la giornata ad attività concrete, come la promozione della sensibilizzazione del pubblico attraverso la pubblicazione e la diffusione di documentari e l'organizzazione di conferenze, tavole rotonde, seminari e mostre legate alla conservazione e allo sviluppo delle risorse idriche e l'attuazione delle raccomandazioni dell’Agenda 21.

 

Le disparità rilevate dal rapporto Oms-Unicef

Nonostante la popolazione mondiale sia quasi equamente divisa tra abitanti di zone urbane e di zone rurali, la stragrande maggioranza delle persone senza accesso ad acqua e servizi igienico-sanitari vive in aree rurali. Abitano in zone rurali sette persone su dieci prive di servizi igienici di base e più di otto su dieci senza accesso ad acqua potabile e fonti di acqua.

 

È quanto emerge dal rapporto 2010 “Progress on sanitation and drinking-water 2010 update”, realizzato nell’ambito del Programma congiunto Oms-Unicef per il monitoraggio dei progressi ottenuti nell’approvvigionamento e nell’igiene delle acque. Il documento si propone come strumento utile per responsabili politici, donatori, agenzie governative e non governative per decidere che cosa deve essere fatto e dove concentrare gli sforzi per raggiungere l’obiettivo del millennio per il dimezzamento entro il 2015 delle persone prive di accesso all’acqua potabile e a servizi igienico-sanitari di base.

 

Un divario analogo si trova tra poveri e non poveri. Un confronto tra il 20% della popolazione più ricca e più povera dell’Africa sub-sahariana rivela che i più ricchi hanno più del doppio delle probabilità di utilizzare fonti di acqua potabile e quasi cinque volte più probabilità di utilizzare impianti igienici adeguati. Anche se al momento non esistono dati sufficienti, le informazioni disponibili confermano che queste disparità sussistono anche in altri Paesi. La buona notizia è che la defecazione all'aperto è in declino a livello mondiale, con una diminuzione globale dal 25% nel 1990 al 17% nel 2008, pari a 168 milioni di persone. Questa pratica è ancora diffusa in Asia meridionale, dove circa il 44% della popolazione defeca all'aperto.

 

Acqua contaminata e servizi igienico-sanitari inadeguati causano la morte di circa 1,5 milioni bambini sotto i cinque anni ogni anno, influiscono sulla salute, la sicurezza, la sopravvivenza e la qualità della vita di bambini, donne e ragazze. È infatti molto probabile che siano proprio queste categorie, più degli uomini e dei ragazzi, a doversi occupare della raccolta dell’acqua.

 

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