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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Oms: Paese per Paese, l’impatto dell’ambiente sulla salute

L’Organizzazione mondiale della sanità presenta il documento “Country profiles of the environmental burden of disease”, il primo rapporto sull’impatto delle condizioni ambientali sulla salute Paese per Paese, presentato in un convegno a Vienna (13-15 giugno 2007). I rischi ambientali considerati sono l’inquinamento, le radiazioni ultraviolette, i fattori occupazionali, i cambiamenti climatici e degli ecosistemi, i rumori, l’edilizia, l’agricoltura e i comportamenti delle persone. Le malattie causate da questi fattori comprendono diarrea, infezioni respiratorie, asma, malattie cardiovascolari, oltre agli infortuni e ai disturbi dello sviluppo del sistema nervoso.

 

I dati indicano che in tutti i Paesi la salute della popolazione potrebbe migliorare molto riducendo i rischi ambientali: in tutto il mondo si potrebbero evitare 13 milioni di morti ogni anno. Nessun Paese è immune dal fenomeno, ma i dati mostrano anche enormi diseguaglianze: nei Paesi a basso reddito gli anni di vita in buona salute persi a causa di disabilità (Daly) sono venti volte quelli dei Paesi ricchi. Tra i più colpiti ci sono Angola, Burkina Faso, Mali e Afghanistan.

 

In alcuni Paesi, addirittura un terzo delle malattie potrebbero essere prevenute con miglioramenti ambientali. In 23 Paesi più del 10% delle morti sono dovute alla cattiva qualità dell’acqua e all’inquinamento nei luoghi chiusi causato dall’uso di combustibili per cucinare.

La fascia di popolazione più colpita è quella dei bambini fino a 5 anni, che rappresentano il 74% dei morti per malattie diarroiche e infezioni alle basse vie respiratorie. Per ridurre in modo significativo il tasso di morti sarebbero quindi molto utili gli interventi al livello delle abitazioni: l’uso di gas o elettricità per cucinare, il miglioramento della ventilazione e il cambiamento di alcune abitudini di vita (per esempio, tenere i bambini lontani dal fumo di tabacco).

 

A livello locale o nazionale alcuni interventi consigliati consistono nel migliorare la qualità dell’acqua e introdurre nuove politiche energetiche. Per esempio, ridurre i livelli di inquinamento (misurati in base alle polveri sottili PM10) salverebbe circa 865.000 vite all’anno.

 

«Queste stime divise per Paese sono un primo passo per aiutare i decisori nazionali nel settore dell’ambiente e della salute per stabilire le priorità nelle azioni di prevenzione», commenta Susanne Weber-Mosdorf, assistente direttore generale dell’Oms per lo sviluppo sostenibile e gli ambienti salutari: «È importante quantificare il carico delle malattie dovuto all’ambiente per aiutare i Paesi a selezionare gli interventi adeguati». L’Oms sottolinea infatti che, nonostante i margini di incertezza dovuti a questo tipo di statistiche, i dati evidenziano immediatamente quali sono le strategie più appropriate per prevenire le malattie.

 

La situazione in Europa e in Italia

Nella Regione dell’Oms Europa, fino al 20% delle morti totali potrebbero essere evitate con interventi ambientali, ma le differenze sono sensibili: i rischi sono minori nell’Europa occidentale e settentrionale, mentre sono più alti in alcuni Stati dell’Europa orientale, a causa di fattori ambientali sia tradizionali (come la qualità dell’acqua) sia più “recenti” (come l’inquinamento atmosferico e chimico). «Le notevoli variazioni fra i diversi Paesi nel carico delle malattie dimostra che questi pericoli possono essere evitati, e ci dà una speranza per il futuro», spiega Marc Danzon, direttore regionale dell’Oms Europa.

 

Anche in Europa sono i bambini i più esposti ai rischi ambientali: sotto i 19 anni, la percentuale di morti dovute a cause ambientali sale al 34%. Nel corso del convegno di Vienna è prevista la discussione delle misure consigliate per ogni Paese: si va dalla Romania, dove è urgente garantire che in tutte le scuole e gli istituti per la cura dei bambini l’acqua sia più sicura, all’Austria, dove si consiglia di ridurre il traffico automobilistico nelle vicinanze delle scuole e di incoraggiare gli studenti ad andare a scuola a piedi o in bicicletta. Se in Danimarca si raccomanda di installare filtri per pollini nelle case, nelle scuole e negli asili per tutelare i bambini asmatici o allergici, la Russia dovrebbe aumentare il controllo e la sorveglianza sulla produzione e l’uso di giocattoli.

 

Per quanto riguarda l’Italia, i dati indicano che la percentuale del carico delle malattie attribuibili a cause ambientali è del 14%, per un totale di 91.000 morti all’anno, di cui 8.400 per inquinamento atmosferico.

 

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