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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Osservazioni sulla nuova direttiva del 21 settembre 2005 proposta per il particolato atmosferico

Francesco Forastiere - Dipartimento di epidemiologia Asl Roma E, Roma

 

Leggi anche la lettera aperta alla Commissione europea dei ricercatori.

 

La legislazione attuale

La legislazione EU attuale per il PM è raccolta nella Direttiva del Consiglio 1999/30/EC del 22 aprile 1999:

  • Il valore limite del PM10 da rispettare dal 1 gennaio 2005 è stabilito in: 40 μg/m3 annuali (nessuna tolleranza), 50 μg/m3 nelle 24 ore da non superare più di 35 volte all’anno (nessuna tolleranza).

  • PM10 valori limite indicativi dal 1 gennaio 2010: 20 μg/m3 annuali (nessuna tolleranza a partire da questa data), 50 μg/m3 nelle 24 ore da non superare più di 7 volte l’anno.

  • Eccezione per i superamenti provocati da “eventi naturali che risultano per concentrazioni significativamente in eccesso rispetto ai normali livelli” (art. 5.4).

  • Eccezione per le eccedenze di PM10 causate da “risospensioni delle particelle a seguito dello spargimento di materiale antigelo sulle strade in inverno” (art. 5.5); gli stati membri sono nondimeno obbligati a dimostrare che “misure ragionevoli sono state prese per abbassare la concentrazione”.

  • Il PM2.5 deve essere misurato in postazioni rappresentative delle concentrazioni di PM2.5, collocate dove possibile insieme alle centraline che misurano il PM10 (art. 5.2).

La nuova proposta del 21 settembre 2005 (leggi il documento)

  • Un valore limite annuale per il PM10 di 40 μg/m3 al 1 gennaio 2010 con un 20% di tolleranza senza una specifica data di scadenza. Questo significa in realtà un valore limite di 48 μg/m3.

  • Un valore limite del PM10 per le 24 ore di 50 μg/m3 con 35 eccedenze, ma con il 50% di tolleranza senza una specifica scadenza.

  • Gli Stati membri sono autorizzati a ritardare il conseguimento dei valori limite – non è specificata alcuna data limite – allorché sia stata dimostrato alla Comunità Europea che essi hanno adottato “tutte le ragionevoli misure” (pag. 8). Nell’articolo 20 a pag. 25, tuttavia, si specifica che ogni stato membro ha tempo fino al 31 dicembre 2009 per conformarsi ai valori limite del PM10.

  • Il valore limite indicativo del PM10 di 20 μg/m3 per il 2010 è stato cancellato. In associazione con le proposte citate, questa cancellazione rappresenta una significante riduzione delle ambizioni previste nella direttiva del Consiglio 1999/30/EC del 22 aprile 1999.

  • Viene introdotto un “tetto” annuale di PM2.5 obbligatorio per legge pari a 25 μg/m3 da introdurre dal 1 gennaio 2010 con il 20% di tolleranza (es. 30 μg/m3 effettivi), da ridurre di 1 μg/m3 ogni anno fino a raggiungere nel 2015 il livello di 25 μg/m3. A parziale giustificazione di questo “tetto” relativamente elevato si deve sottolineare che il “tetto” viene applicato anche nelle rilevazioni effettuate dalle centraline “da traffico”. Dal momento che per le centraline da traffico la concentrazione di PM2.5 può essere più alta in media di circa 5 μg/m3 rispetto alle centraline di background, questo significa che effettivamente il “tetto” in città può arrivare annualmente a circa 20 μg/m3. In ogni caso si tratta di un valore elevato: sulla base degli studi scientifici più accreditati negli USA è stata proposta di riduzione dello standard annuale di PM2.5 a 12-14 μg/m3 (EPA staff paper, giugno 2005),

  • In risposta ai dati scientifici che dimostrano la natura continua del rapporto concentrazione-risposta tra PM2.5 e mortalità, la Commissione propone inoltre un programma di “annullamento del divario” (“gap closure”) per arrivare a ridurre del 20% la media del PM2.5 nel 2018/2020 rispetto al periodo di riferimento 2008-2010. Tale riduzione non deve essere perseguita nei luoghi dove la media annuale di PM2.5 è già di 7 μg/m3 o inferiore. Malgrado la rilevazione del PM2.5 sia stata già prevista dalla normativa fin dal 1999, il periodo di riferimento viene spostato in avanti al 2008-2010. Ciò permetterà di non ridurre i valori entro quella data in modo da favorire la dimostrazione del “guadagno” negli anni successivi.

In sintesi

  • Gli effetti dell’inquinamento atmosferico da polveri sospese sono documentati con elevato rigore scientifico in molti Paesi, compresa l’Italia. La frazione più fine, misurata come PM2.5 è al centro dell’attenzione scientifica e di sanità pubblica.
  • Studi recenti testimoniano un effetto delle particelle fini sulla mortalità complessiva con stime di rischio più elevate di quanto in precedenza osservato (Jarret, 2005).
  • Nelle città europee sono stati osservati importanti effetti cardiovascolari attribuibili alle polveri fini; in particolare è stato osservato un aumento della morte improvvisa coronarica nella popolazione generale (Forastiere et al, 2005) e un aumento nella frequenza degli episodi di angina e di recidive di infarto in persone a elevata suscettibilità come i pazienti sopravvissuti a un primo infarto del miocardio (von Klot et al, 2005).
  • Sulla base delle più recenti indicazioni della ricerca, l’Organizzazione mondiale della sanità emanerà nel mese di novembre 2005 nuove Linee Guida per la qualità dell’aria. Verranno considerati PM10, PM2.5, NO2 ed SO2.
  • La proposta della Direttiva Europea sul PM pubblicata il 21 settembre 2005 è stata fortemente criticata dalla comunità scientifica europea poiché viene rimandata al 2010 (con ampia tolleranza) l’applicazione dei valori limite per il PM10 già previsti dalla Direttiva del 1999 e viene proposto un valore limite per il PM2.5 ancora troppo elevato.
  • La eventuale approvazione della Direttiva nella forma attuale solleverebbe i Paesi membri dalla attuale emergenza ambientale.
  • In realtà, i Paesi europei hanno bisogno di strategie aggressive e di lungo termine per ridurre i livelli di inquinamento atmosferico che si registrano in molte aree.

Bibliografia

Jerrett M, Burnett RT, Ma R, Pope CA 3rd, Krewski D, Newbold KB, Thurston G, Shi Y, Finkelstein N, Calle EE, Thun MJ. Spatial analysis of air pollution and mortality in Los Angeles. Epidemiology. 2005;16(6):727-36.

Forastiere F, Stafoggia M, Picciotto S, Bellander T, D'Ippoliti D, Lanki T, von Klot S, Nyberg F, Paatero P, Peters A, Pekkanen J, Sunyer J, Perucci CA. A Case-crossover Analysis of Out-of-Hospital Coronary Deaths and Air pollution in Rome, Italy. Am J Respir Crit Care Med 2005 Jun 30; [Epub ahead of print] (in stampa).


von Klot S, Peters A, Aalto P, Bellander T, Berglind N, D’Ippoliti D, Elosua R, Hörmann A, Kulmala M, Lanki T, Löwel H, Pekkanen J, Picciotto S, Sunyer J, Forastiere F. Ambient Air Pollution and Hospital Cardiac Readmissions of Myocardial Infarction Survivors in Five European Cities. Circulation (2005, in stampa).

Leggi anche la lettera aperta alla Commissione europea dei ricercatori.