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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Qualità dell’aria: le nuove linee guida Oms abbassano i livelli di inquinanti consentiti

(traduzione, adattamento e sintesi a cura della redazione di EpiCentro)

 

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è impegnata nel sollecitare i Governi di tutto il mondo a migliorare la qualità dell’aria nelle città, al fine di proteggere la salute delle persone. La richiesta arriva con la presentazione delle nuove Linee guida dell’Oms sulla qualità dell’aria, che propongono standard drammaticamente più bassi sui livelli degli inquinanti. L’Oms ritiene che, diminuendo il livello di un particolare tipo di inquinante (conosciuto come PM10), si potrebbe ridurre la mortalità nelle città inquinate del 15% all’anno. Le Linee guida inoltre abbassano notevolmente i limiti raccomandati per l’ozono e il biossido di zolfo.

 

Le Linee guida per la qualità dell’aria, per la prima volta si rivolgono a tutte i Paesi del mondo e forniscono obiettivi uniformi per la qualità dell’aria. Questi obiettivi sono molto più severi degli standard nazionali in vigore in molte parti del mondo, e in alcune città significherebbero una riduzione di più di tre volte dell’attuale livello di inquinamento.

 

Si è valutato che l’inquinamento dell’aria causa circa 2 milioni di morti premature a livello mondiale ogni anno. Più della metà di queste morti avvengono nei Paesi in via di sviluppo. In molte città, i livelli medi annuali di PM10 (che deriva principalmente dalla combustione di materiali fossili e altri tipi di carburanti) eccedono di 70 microgrammi per metro cubo.

 

Riducendo il particolato da 70 a 20 microgrammi per metro cubo, come stabilito nelle nuove Linee guida, si potrebbe appunto arrivare a una riduzione della mortalità del 15%. Riducendo i livelli di inquinamento, si registrerebbe una diminuzione dell’incidenza delle malattie dovute a infezioni respiratorie, delle malattie cardiache e dei tumori al polmone. Inoltre, azioni volte alla diminuzione dell’inquinamento atmosferico contribuirebbero a un calo nelle emissioni di gas che influiscono sui cambiamenti climatici, fornendo così altri benefici sulla salute.

 

Considerando l’evidente e crescente impatto che l’inquinamento atmosferico ha sulla salute, l’Oms ha rivisto le già esistenti Linee guida per la qualità dell’aria per l’Europa (AQGs) e le ha ampliate per produrre le prime indicazioni applicabili a livello mondiale. Queste, alla cui stesura hanno partecipato più di 80 scienziati, sono basate sulla più recente letteratura scientifica disponibile e definiscono obiettivi per la proteggere la salute della maggioranza delle persone dagli effetti dell’inquinamento. L’Oms spera che le nuove direttive sulla qualità dell’aria divengano parte delle leggi nazionali.

 

Molti Paesi non hanno ancora una regolamentazione sull’inquinamento atmosferico, e ciò rende quasi impossibile controllare questo importante fattore di rischio per la salute. Gli standard nazionali esistenti variano significativamente e non assicurano una garanzia sufficiente. Mentre l’Oms comprende la necessità dei singoli Governi di stabilire standard nazionali in base alle proprie particolari circostanze, queste Linee guida forniscono indicazioni sui livelli di inquinamento a cui il rischio per la salute è minimo e danno ai diversi Paesi le basi per poter definire le proprie politiche basandosi su solide evidenze scientifiche.

 

L’inquinamento atmosferico, sotto forma di particolato di biossido di zolfo, ozono e biossido di azoto, ha un forte impatto sulla salute. Per esempio, nell’Unione europea, il solo particolato più fine (PM 2,5) causa una perdita di aspettativa di vita di circa 8,6 mesi. Anche se il particolato è considerato il principale fattore di rischio dell’inquinamento atmosferico per la salute umana, le nuove Linee guida raccomandano un limite giornaliero più basso per l’ozono, passando da 120 a 100 microgrammi per metro cubo. Il raggiungimento di questi livelli sarà una sfida per molti Paesi, soprattutto per quelli in via di sviluppo, e in particolare quelli con molti giorni di sole, momento in cui le concentrazioni di ozono raggiungono i valori massimi, causando problemi respiratori e attacchi di asma.

 

Per il biossido di zolfo, le Linee guida abbassano il livello da 125 a 20 microgrammi per metro cubo: l’esperienza ha dimostrato che anche semplici azioni ne possono far diminuire rapidamente i livelli, con conseguenze immediate sul tasso di mortalità e di morbilità infantile. I livelli del biossido di azoto, invece, rimangono invariati. Tuttavia rispettare questi limiti è importante soprattutto in quelle zone in cui il traffico è intenso.

 

Le Linee guida propongono obiettivi progressivi e rappresentano una pietra miliare nel raggiungimento di una migliore qualità dell’aria.

 

Leggi il comunicato originale e scarica l’executive summary delle linee guida 2006 dell’Oms per la qualità dell’aria.