Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Oms: le linee guida 2009 per la qualità dell’aria indoor

3 settembre 2009 - Ogni anno, circa 1,5 milioni di persone (soprattutto donne e bambini dei Paesi in via di sviluppo) muoiono per l’uso di combustibili solidi all’interno delle case. Trascorrendo molto tempo all’interno di ambienti chiusi (come case, uffici e scuole), la qualità dell’aria negli ambienti indoor diventa un aspetto cruciale per la loro salute e per il loro benessere.

 

L’inquinamento dell’aria all’interno degli edifici è determinato soprattutto da microrganismi come batteri e funghi, in particolare quelli filamentosi (muffe), che proliferano quando è presente un livello di umidità elevato. L’inquinamento dell’aria da parte di questi organismi ha effetti sul sistema respiratorio, provoca allergie e asma, ma anche disturbi a livello del sistema immunitario.

 

Il metodo più efficace per prevenire i disturbi legati alla qualità dall’aria negli ambienti chiusi è quello di prevenire la crescita dei microrganismi sulle pareti interne degli edifici. A questo proposito l’Oms ha pubblicato un rapporto (pdf, 2,5 Mb) che offre una descrizione generale del problema e fornisce alcune linee guida per garantire la salubrità dell’aria all’interno degli edifici, per proteggere la salute, e per identificare i rischi sanitari attraverso la definizione di alcuni indicatori.

 

Gli agenti biologici inquinanti negli spazi indoor sono molto eterogenei e comprendono pollini e spore delle piante, batteri, funghi, alghe e alcuni protozoi. La loro presenza è ricollegabile a un eccesso di umidità e a una ventilazione inadeguata. L’eccesso di umidità porta alla proliferazione di funghi e batteri che rilasciano nell’aria spore, cellule, composti organici in frammenti o volatili. È per questo motivo che l’umidità è considerata un fattore di rischio per asma e altri problemi respiratori.

 

In quest’ottica, la forte urbanizzazione e i cambiamenti climatici sono elementi che hanno contribuito a incrementare l’esposizione a questo tipo di inquinamento ambientale.

 

Gli edifici e l’esposizione all’umidità

La diffusione dell’eccesso di umidità all’interno degli edifici è valutata tra il 10% e il 50% ed è solitamente più diffusa nelle aree più degradate. L’alta umidità dell’aria favorisce la proliferazione di acari e funghi e di conseguenza aumenta la quantità di allergeni, tossine e altre sostanze irritanti emesse nell’ambiente. Gli ambienti chiusi molto umidi possono contenere anche batteri e altri microrganismi, ma le informazioni al riguardo sono molto scarse. Uno dei metodi per approfondire la conoscenza di questo problema è il monitoraggio delle persone senza sintomi in edifici con scarsa umidità.

 

Controllo dell’umidità e ventilazione

La ventilazione riduce la concentrazione degli inquinanti e permette di controllare la temperatura e l’umidità all’interno degli edifici. Sono numerosi gli studi che hanno individuato una relazione tra la ventilazione delle case e le condizioni di salute delle persone che le abitano. I sistemi di ventilazione e l’aria condizionata possono, però, anche essere dannosi perché, se non sottoposti a una corretta manutenzione o non adeguatamente utilizzati, possono portare all’interno degli edifici un eccesso di umidità, di sostanze chimiche dannose o di microrganismi.

 

I problemi legati all’umidità possono essere evitati già nelle prime fasi di costruzione degli edifici attraverso sistemi di controllo dell’acqua, dell’umidità indoor e della condensazione, attraverso la selezione dei materiali di costruzione e attraverso un design igroscopico che, tendendo ad assorbire vapore acqueo, riduca la crescita di muffe.

 

Effetti sulla salute e linee guida

Nei Paesi industrializzati si calcola che circa il 13% delle asme croniche nei bambini è determinato da un eccesso di umidità negli edifici. Al fine di ridimensionare questi effetti, è necessario ridurre al minimo l’umidità persistente e la crescita di microrganismi sulle pareti interne degli edifici. I sistemi d’identificazione di un’eccessiva umidità o della crescita di microrganismi sono molteplici. Tra questi: la presenza di condensa sulle superfici, la crescita di muffe, l’odore di muffa e storie precedenti di danni legati alla penetrazione di acqua.

 

Un’adeguata costruzione degli edifici è fondamentale per prevenire gli eccessi di umidità e favorire un’opportuna ventilazione. I proprietari degli spazi sono responsabili di garantire ambienti di vita o di lavoro salutari attraverso un adeguato mantenimento degli edifici; gli occupanti sono responsabili della gestione dell’uso dell’acqua, del riscaldamento e della ventilazione.

 

Le raccomandazioni variano in relazione al clima ma, in generale, particolare attenzione deve essere destinata agli ambienti più degradati.

 

Scarica il rapporto dell’Oms sulla qualità dell’aria negli ambienti chiusi “WHO guidelines for indoor air quality: dampness and mould” (pdf 2,5 Mb).

 

Che cosa fare nelle proprie case

L’Oms ha messo a disposizione una brochure (pdf 136 kb) in cui sono descritti alcuni suggerimenti per tenere sotto controllo l’umidità nelle proprie case. Tra questi:

  • la rimozione della muffa se compare
  • l’apertura delle finestre per brevi periodi almeno 2-3 volte al giorno
  • l’utilizzo di ventole nei bagni e nelle cucine
  • la riparazione immediata di crepe e di altri buchi.

Risorse utili