Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattie croniche

Dall’Oms Europa il nuovo Piano di azione sulle malattie croniche

Barbara De Mei, Simona Giampaoli, Marina Maggini – Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità (Cnesps-Iss)

 

29 settembre 2016 - La Regione europea dell’Oms prosegue il cammino verso gli obiettivi di sviluppo sostenibili fissati per il 2030, ma meno speditamente del previsto e soprattutto a diverse velocità. Questa la situazione messa a fuoco in occasione del meeting del 6 settembre scorso a Copenhagen, che ha posto le basi per il nuovo Piano di azione sulle malattie croniche non trasmissibili (Noncommunicable disease, Ncd). Il documento è in continuità con l’Action Plan for implementation of the European Strategy for the Prevention and Control of Noncommunicable Diseases 2013–2020 e aggiorna gli obiettivi per la prossima decade.

 

Secondo il direttore generale Zsuzsanna Jakab i progressi registrati sono insoddisfacenti perché le persone destinate a un decesso prematuro nel 2030 sono giovani adulti e dunque si stanno restringendo gli spazi di manovra per migliorare la loro aspettativa di vita. Il contrasto alla mortalità precoce è scandito da diversi passaggi: è stata fissata una riduzione dell’1,5% all’anno fino al 2020 nel rispetto degli obiettivi di Health 2020, del 25% complessivamente entro il 2025 come previsto dal global NCD monitoring framework e di un terzo tra e il 2010 e il 2030 in linea con i Sustainable Development Goals.

 

Prendendo ad esempio uno dei maggiori problemi aperti, la mortalità precoce per cause cardiovascolari, si intuisce l’entità dello sforzo necessario per contenerne i vari determinanti che, secondo i dati disponibili resta al momento parziale e frammentario. Rimanendo in ambito cardiologico, solo la metà dei pazienti con una storia pregressa di infarto del miocardio fa un percorso adeguato di prevenzione secondaria e/o riabilitazione. Un altro dato rilevante riguarda le diagnosi oncologiche, che nel 30-40% dei casi sono effettuate quando la malattia è già diffusa.

 

L’Europa che pensa alla salute

Per accelerare la marcia verso il raggiungimento degli obiettivi di salute si è deciso di integrare la promozione della salute e la prevenzione secondo l’approccio “salute in tutte le politiche” (Health in all Policies).

Nello specifico, questo approccio deve:

  • perseguire la promozione della salute a livello di popolazione con programmi di prevenzione ”primordiale”, primaria e di comunità
  • essere orientato in particolare verso gruppi di popolazione e individui considerati a rischio
  • ottimizzare la copertura sanitaria.

Il piano individua alcune priorità e le declina in interventi:

  • a livello di popolazione:
    • la promozione di consumi salutari orientata da politiche fiscali e di mercato che riguardino i prodotti del tabacco, le bevande alcoliche e gli alimenti
    • la riformulazione e il miglioramento dei prodotti alimentari in termini di contenuto di sale, grassi saturi e trans e zuccheri
    • la promozione dell’attività fisica favorita da una mobilità sostenibile
    • la promozione di una buona qualità dell’aria
  • a livello individuale:
    • la valutazione e la gestione del rischio cardio-metabolico
    • la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie croniche non trasmissibili
    • la promozione delle vaccinazioni e il controllo delle malattie infettive
  • di supporto:
    • promozione dell’igiene dentale e della salute muscoloscheletrica
    • promozione della salute mentale
    • promozione della salute in contesti specifici.

Le novità maggiori riguardano l’attenzione all’ambiente, mirata a un maggiore controllo dell’inquinamento dell’aria, e la gestione delle malattie, con una particolare attenzione verso la diagnosi oncologica precoce. Questa richiede, agli operatori e ai cittadini, una maggiore consapevolezza e una migliore capacità nel riconoscere segni e sintomi nelle fasi precoci della malattia. Va inoltre sottolineato anche il rinnovato impegno verso le vaccinazioni.

 

Prima del 2030, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite prevista per il 2018 rappresenterà un importante appuntamento di verifica e di revisione degli obiettivi già fissati nel 2011.

 

I progetti per la salute dell’Unione Europea

Il terzo programma dell’Ue per la salute (3rd Health Programme), disponibile sul sito della Consumers, Health, Agriculture and Food Executive Agency è lo strumento per mettere in atto, attraverso una pianificazione annuale, i 4 obiettivi generali di salute della Commissione europea nel periodo 2014-2020:

  • promozione della salute e prevenzione delle malattie, in contesti complessivamente favorevoli a uno stile di vita salutare
  • protezione della salute dei cittadini europei da minacce transfrontaliere
  • creazione di sistemi sanitari innovativi, efficienti e sostenibili
  • miglioramento dell’accesso, della qualità e della sicurezza dell'assistenza sanitaria.

Anche in questo caso promozione e prevenzione procedono in un percorso comune secondo un approccio di salute da realizzarsi in tutte le politiche. Un elemento in più è il richiamo al valore aggiunto europeo, un moltiplicatore dal valore generato a livello nazionale per effetto delle ricadute più ampie sugli interessi dei cittadini grazie ad azioni sovranazionali coordinate. Senza venir meno al rispetto della competenza degli Stati membri nel definire le politiche sanitarie, il valore aggiunto europeo viene applicato al programma nella pianificazione annuale e nei processi di valutazione dei progetti.

 

La Consumers, Health, Agriculture and Food Executive Agency agisce in modo indipendente ma sotto la supervisione della Direzione generale della Commissione europea per la salute finanzia tre tipi di iniziative: progetti, azioni congiunte (joint action) e operating grants di respiro europeo. In particolare, le joint action, sono gli strumenti attraverso i quali i Paesi mettono in comune le conoscenze per un'azione condivisa verso la promozione e la tutela della salute dei cittadini.

 

L’Italia e le joint action europee

L’Italia è partner di varie joint action, tra le quali ricordiamo CHRODIS (Chronic Diseases and Healthy Ageing Across the Life Cycle) e JANPA (Joint Action on Nutrition and Physical Activity).

 

JA-CHRODIS, coordinata dalla Spagna, coinvolge 73 partner. L’Italia vede la partecipazione di ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Agenzia italiana del farmaco e Università Cattolica del Sacro Cuore. Il progetto ha per obiettivo la promozione, la condivisione e il trasferimento di buone pratiche di prevenzione e trattamento delle malattie croniche secondo un approccio trasversale e life course. Dei 7 work package (WP), il quarto si concentra sulla creazione di una piattaforma condivisa per lo scambio di buone pratiche, il quinto è focalizzato sulla promozione della salute e l’identificazione di buone pratiche, il sesto e il settimo sono dedicati alla definizione di buone pratiche in tema di malattie cardiovascolari, comorbosità e diabete di tipo 2.

 

L’obiettivo principale di JANPA è contribuire all’arresto dell’aumento di sovrappeso e obesità nei bambini e negli adolescenti nell’Unione europea entro il 2020. In particolare la joint action mira a stimare i costi dell’obesità infantile e sviluppare un razionale economico (WP4), evidenziare le best practice relative al modo in cui le informazioni nutrizionali degli alimenti e sull’alimentazione sono raccolte e usate nelle politiche nutrizionali (WP5), aiutare gli Stati membri a creare ambienti di vita salutari, in particolare negli asili e nelle scuole, fornendo indicazioni sulle politiche e le iniziative nazionali (WP6), migliorare la qualità delle politiche e degli interventi grazie all’individuazione di azioni efficaci che hanno come target le donne in gravidanza e le famiglie con bambini piccoli (WP7). Il progetto prevede inoltre una forte attività di disseminazione attraverso la promozione degli obiettivi, delle attività e dei risultati ottenuti (WP2).

 

Risorse utili: