Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Fumo

Abitudine al fumo in gravidanza

Laura Lauria - reparto Salute della donna e dell'età evolutiva, Cnesps-Iss

 

31 maggio 2012 - La gravidanza rappresenta per la donna un momento di particolare apertura verso cambiamenti di stili di vita che sono percepiti potenzialmente dannosi per il bambino. Da un’indagine di popolazione sulla valutazione dell’assistenza al percorso nascita, condotta dall’Istituto superiore di sanità nel 2009, e sulla base di quanto riportato dalle 2546 donne intervistate che hanno completato il follow-up a 12 mesi, si è stimata una prevalenza di abitudine al fumo prima della gravidanza di circa il  22% [1].

 

Infatti, circa il 70% delle fumatrici ha dichiarato di aver smesso durante la gestazione portando al 7% la prevalenza stimata di fumatrici in questo particolare periodo della loro vita. Per quanto questi risultati si basino su dati auto-riportati per i quali non c’è un riscontro oggettivo, e che potrebbero quindi comportare una sottostima delle prevalenze, si è comunque osservato che l’interruzione del fumo in gravidanza è meno frequente tra le donne forti fumatrici che vivono in condizioni socio-culturali più svantaggiate, che non sono coniugate e che hanno già figli.

 

Dopo la nascita del bambino, tra le donne che hanno smesso durante la gravidanza si è registrata una ripresa dell’abitudine al fumo:

  • del 19% entro i 3 mesi
  • del 30% entro i 6 mesi
  • del 32% entro i 12 mesi.

La situazione descritta appare più favorevole rispetto a quanto riportato dalla letteratura nazionale e internazionale [2-5], che riferisce circa il 70-80% di ripresa del fumo entro i 12 mesi. Tra i fattori che risultano significativamente associati con il persistere dell’astinenza dal fumo a 12 mesi dopo il parto, troviamo la partecipazione ai corsi di accompagnamento alla nascita e l’allattamento al seno. Questi risultati suggeriscono come sia importante puntare su servizi assistenziali che tendano a promuovere processi di empowerment nella donna anche per fare scelte più consapevoli su stili di vita a rischio quali l’abitudine al fumo, e come interventi di promozione dell’allattamento al seno possano indirettamente comportare una riduzione della ripresa del fumo anche in assenza di specifiche campagne anti-fumo.

 

Riferimenti

  1. L. Lauria, A. Lamberti and M. Grandolfo. Smoking Behaviour before, during, and after pregnancy: the effect of breastfeeding. The ScientificWorld Journal. Volume 2012.
  2. Istituto nazionale di statistica (Istat), Indagine Multiscopo sulle Famiglie “Condizioni di Salute e Ricorso ai Servizi Sanitari - 2005”
  3. “Center Women and smoking: a report of the Surgeon General. Executive summary” MMWR Recommendations and Reports, vol. 51, no. RR-12, pp. 1–13, 2002
  4. R. S. Kahn, L. Certain, and R. C. Whitaker, A reexamination of smoking before, during, and after pregnancy, American Journal of Public Health, vol. 92, no. 11, pp. 1801–1808, 2002
  5. G. J. Colman and T. Joyce, Trends in smoking before, during, and after pregnancy in ten states, American Journal of Preventive Medicine, vol. 24, no. 1, pp. 29–35, 2003.