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Fumo

World No Tobacco day 2016: pronti per il confezionamento neutro

26 maggio 2016 – La confezione dei pacchetti di sigarette è la protagonista della nuova edizione del World No Tobacco Day (31 maggio). Con lo slogan “Get ready for plain packaging”, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e la Framework Convention on Tobacco Control (Fctc) puntano a promuovere l’uso del cosiddetto “confezionamento neutro”.

 

Il fattore “pacchetto”

Ma cosa definisce un confezionamento neutro? Assenza di colori, loghi, marchi e informazioni promozionali; superficie di un unico colore standard; nome del prodotto e del produttore in colore e carattere standard; presenza di avvertenze combinate (testo e figure) sui rischi per la salute. Lo spiega chiaramente l’immagine scelta per celebrare la giornata 2016, che proviene dall’Australia. Un omaggio al Paese che per primo, nel 2012, ha introdotto per legge il confezionamento neutro e ne ha misurato gli effetti.

 

Se la scelta è caduta sul plain packaging è perché si ritiene che possa rientrare a buon diritto tra gli strumenti o le azioni efficaci nel contrasto al tabagismo. Infatti, azzera l’attrazione per il brand, aumenta la visibilità dei rischi per la salute, elimina l’equivoco che alcuni prodotti del tabacco (sigarette light, trinciato, ecc) siano meno dannosi, e attiva gli stadi del cambiamento che possono promuovere la cessazione, o portare almeno a un tentativo a smettere. Particolarmente rilevante può essere l’impatto sui fumatori potenziali, come i giovani, con riduzione dell’iniziazione e un’azione di denormalizzazione dell’atto di fumare.

 

Uno sguardo alle normative

Il 20 maggio 2016 è entrata in vigore in tutta Europa la direttiva della Commissione europea 2014/40/UE (pdf 2 Mb) che ha per obiettivi «migliorare i meccanismi di mercato dei prodotti del tabacco e assicurare un elevato livello di protezione della salute ai cittadini europei». Il provvedimento è frutto di un lavoro avviato nel 2012 ‒ come documenta la pagina dedicata sul sito della Ce ‒ e ha tra i suoi meriti quello di avvicinare/uniformare le posizioni e le normative dei Paesi comunitari.

 

Tra le indicazioni espresse nella direttiva molte riguardano proprio il pacchetto che deve esporre per almeno il 65% della sua superficie avvertenze combinate, messaggi anti-fumo e recapiti di supporto al fumatore nel tentativo di cessazione. È anche prevista la possibilità del confezionamento neutro la cui disciplina, in quanto norma più restrittiva, viene delegata ai singoli Stati membri.

 

Per l’Italia, la direttiva europea è stata recepita del decreto legislativo n 6 del 12 gennaio 2016 (“decreto legislativo tabacchi”) che prosegue idealmente, e con altrettanto vigore, la legge n. 3 del 16 gennaio 2003 - “Tutela della salute dei non fumatori” (pdf 187 kb).

 

Tra le nuove norme di contrasto all’abitudine al fumo e di riduzione della sua accettabilità sociale meritano una menzione quelle che:

  • disciplinano l’inserimento di immagini dissuasive in aggiunta ai messaggi di testo già presenti (art. 11)
  • vietano l’aggiunta ai prodotti del tabacco di vitamine o additivi che evochino benefici per la salute, sostanze stimolanti o eccitanti (per esempio caffeina e taurina), additivi coloranti il fumo, additivi che facilitano l’inalazione o l’assorbimento di nicotina, sostanze cancerogene o mutagene sotto forma incombusta (art. 8)
  • potenziano gli strumenti di divieto e le sanzioni relativi alla vendita ai minori (art. 24)
  • eliminano la dispensazione dei pacchetti dai 10 sigarette e delle confezioni di tabacco da rollare di peso inferiore ai 30 grammi, più accessibili ai minori (art. 15)
  • stabiliscono il divieto di fumo negli autoveicoli che trasportano minori o donne in gravidanza e nelle pertinenze esterne di strutture ospedaliere pediatriche e ostetrico-ginecologiche (art. 24).

Il ministero della Salute effettuerà il monitoraggio dell’applicazione del decreto e la valutazione del suo impatto sulla salute della popolazione. A tal fine è stato avviato il progetto Mades (Sistema di Monitoraggio dell’applicazione del DLgs di recepimento della direttiva 2014/40/UE e di Valutazione dei suoi Effetti sui comportamenti associati alla Salute). È inoltre previsto il contributo dei sistemi di sorveglianza Passi e Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare), dell’indagine multiscopo dell’Istat, dell’indagine annuale Doxa, nonché del progetto Enfasi, finalizzato a rilevare l’esposizione al fumo passivo in bar, ristoranti, ospedali e scuole.

 

Dati di fatto vecchi e nuovi

Qualche informazione per fare il punto sul consumo dei prodotti del tabacco in Italia. I dati Passi aggregati per il quadriennio 2012-2015 confermano la riduzione significativa, avviatasi nel 2008, della prevalenza dei fumatori che oggi si attesta al 27%. Il fumo è in calo in tutti i sottogruppi della popolazione di 18-69 anni, fatta eccezione per le persone in situazione economicamente svantaggiata. La prevalenza di fumatori non disegna un chiaro gradiente geografico, tuttavia in alcune Regioni del Centro-Sud Italia si registrano le quote più alte di fumatori. Consulta la scheda tematica “Abitudine al fumo di sigaretta in Italia. Dati Passi (2012-2015)” (pdf 386 kb).

 

La buona volontà degli italiani si riflette anche nei tentativi di cessazione, dichiarati da poco più un terzo dei fumatori attivi (37,2%). Resta stabile, e bassa, la quota di successi (astinenza da almeno 6 mesi 8,5%), in genere riconducibili alla volontà e alle iniziative individuali, non all’uso di farmaci e all’intervento di operatori sanitari. Il ruolo marginale degli operatori e dei servizi sanitari continua a essere una nota dolente nella gestione dell’abitudine al fumo. In particolare, solo la metà dei fumatori dichiara di aver ricevuto consigli o indicazioni sull’argomento. Circa il fumo passivo, gli italiani si mostrano rispettosi della legge antifumo, ma poco attenti tra le pareti domestiche. Se nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro il divieto è rispettato da 9 persone su 10, in 2 case su 10 è consentito fumare spesso senza tenere conto della presenza di minori. Consulta i dati disponibili su “Passi on line” relativi a: abitudine al fumo; fumo passivo; smettere di fumare.

 

In occasione del World No Tobacco Day 2016, il sistema Passi ha realizzato un’analisi dedicata al consumo dei trinciati, spesso erroneamente associati all’idea di un minor danno per la salute. Secondo quanto riportato nel focus “Breve report sull’uso di sigarette rollate a mano in Italia (dati Passi 2015)”, le vendite del tabacco trinciato crescono ovunque e, in Italia, sono quadruplicate in meno di un decennio. Alla base di un tale successo commerciale c’è il basso costo del prodotto, un fattore che ne facilita la diffusione tra categorie già a rischio come i giovani e le persone economicamente svantaggiate, e che rischia di vanificare le misure di contrasto al fumo che fanno leva sull’aumento del prezzo ‒ adottate nel 2003 dalla Convenzione quadro dell’Assemblea mondiale della salute ed entrate in vigore il 27 febbraio 2015 ‒ e, oltretutto, di incrementare le disuguaglianze sociali nel fumo.

 

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