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Aumentano in Italia i centri antifumo, in particolare al nord

È stata pubblicato un nuovo rapporto Istisan, la “Guida ai servizi territoriali per la cessazione dal fumo di tabacco” (aggiornamento 2006), realizzata dall’Osservatorio fumo, alcol e droga (Ossfad) dell’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con il ministero della Salute e il Gruppo tecnico sul tabagismo delle Regioni e Province autonome.

 

Il documento è un elenco ragionato delle strutture sanitarie che si occupano delle problematiche legate al fumo di tabacco, e in particolare si concentra sul supporto specialistico offerto a chi desidera smettere di fumare. Inoltre vengono indicate le sedi della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) dove è attivo un centro antifumo.

 

L’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità fin dal 2000 ha portato avanti un censimento delle strutture. L’elenco dei centri antifumo è consultabile on line sul sito dell’Ossfad e sul sito del ministero della Salute.

 

Nella guida l’elenco dei centri, presentati in ordine alfabetico, divisi per Regione e per Provincia, è corredato da altre informazioni:

  • la struttura che accoglie il centro antifumo
  • l’indirizzo e telefono della struttura
  • il referente del centro antifumo
  • le modalità di contatto
  • la tipologia dell’intervento
  • il titolo della prestazione (ticket, a pagamento, gratuito)
  • l’anno di attivazione.

Le informazioni relative alla Lilt sono invece l’indirizzo e il telefono della struttura e il referente del centro antifumo. Inoltre per ogni Regione viene riportata una mappa dove sono indicati tutti i centri.

 

Il carattere nazionale della guida e l’uniformità del sistema di rilevazione adottato consentono di disporre di dati omogenei e comparabili tra loro, presupposto fondamentale per lo sviluppo di strategie d’intervento integrate, coordinate ed efficaci.

 

Aumento costante rispetto al 2001

In totale i centri censiti sono 346, di cui 266 afferenti al Ssn e 80 alla Lilt. Più della metà dei centri antifumo è collocata nel nord (53,5%) mentre la parte restante è equamente distribuita tra Italia centrale (23,1%) e meridionale (23,4%).

 

Confrontando questi dati con quelli del 2005 si registra complessivamente un aumento del 4,8% del numero di centri antifumo, corrispondente a 16 centri in più sul territorio nazionale, anche se quasi esclusivamente nelle regioni settentrionali. Infatti analizzando in dettaglio la distribuzione territoriale si osserva una variazione positiva per l’Italia settentrionale del 9,5% e per l’Italia centrale del 2,6%, mentre per l’Italia meridionale e insulare si ha una diminuzione del 2,4%. L’aumento per il nord ha riguardato sia i centri antifumo a carico del Ssn (+14%) sia quelli della Lilt (+2%), mentre nell’Italia centrale sono aumentati quelli del Ssn (+4%) e diminuiti quelli della Lilt (-2%); per il sud invece si è avuta una diminuzione per i centri del Ssn (-3%) e un aumento per quelli della Lilt (+1%).

 

Se però si effettua il confronto rispetto ai dati del 2001, la situazione è migliorata notevolmente: in totale si è avuto un incremento nel numero di centri antifumo pari al 56% circa, corrispondente a 95 servizi in più (+49 nel nord, +27 nel centro e +19 nel sud), a conferma del fatto che in questo periodo tutte le Regioni e le altre istituzioni hanno collaborato per sviluppare ulteriormente sul proprio territorio una rete di supporto e di aiuto per chi vuole smettere di fumare.

 

Le Regioni con il maggior numero di servizi nel nord sono Lombardia (13,3%), Veneto (11,8%) ed Emilia Romagna (11,3%); nel centro Toscana (8,4%) e Lazio (6,6%); nell’Italia meridionale e insulare Puglia (5,5%) e Campania (5,2%).

 

Scarica il rapporto integrale (pdf 1,91 Mb).

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Ultimo aggiornamento venerdi 16 settembre 2011
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