Il 10 gennaio 2005 è entrata in vigore l'applicazione del divieto di fumo nei locali pubblici, previsto dall'art. 51 della legge 3 del 16 gennaio 2003.
Dopo la pubblicazione della circolare ministeriale e dell'accordo siglato dalla conferenza Stato-Regioni, la parola passa alle Regioni stesse, che devono dotarsi di strumenti legislativi e di strategie per l'attuazione della legge e per la promozione di campagne di informazione e di promozione.
È nato a questo scopo un tavolo di coordinamento delle Regioni sul tabagismo, al lavoro a partire dall'inizio del 2005 per confrontare e mettere a punto strategie comuni e modalità di applicazione della legge. Il tavolo è pensato per anche lo scopo di raccogliere, descrivere e monitorare le iniziative messe a punto in ciascuna regione.
Sul sito del ministero della Salute sono disponibili una serie di Frequently asked questions, che danno informazioni dettagliate sulle norme in vigore, sulla loro applicazione e sulle sanzioni previste.
Scenario italiano
Il ministero della Salute ha predisposto una serie di pagine informative per il pubblico e per gli operatori interessati a seguire l'applicazione della legge 3/2003.
In particolare forniscono una rassegna degli effetti del fumo passivo sulla salute, un documento che raccoglie le evidenze disponibili in letteratura sul rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie e di tumori legati al fumo passivo, con attenzione particolare agli effetti sui bambini.
Indagine osservazionale descrittiva pre e post di Profea
Per valutare l'effetto dell'applicazione della legge, il gruppo Profea del Cnesps, tra il 2004 e il 2005, ha svolto un'indagine osservazionale descrittiva per confrontare la situazione pre e post entrata in vigore della legge.
Le Regioni italiane nella lotta contro il fumo
EpiCentro segue il lavoro delle Regioni italiane, informando sulle iniziative messe a punto per combattere il tabagismo. Una sezione di EpiCentro sarà quindi dedicata alla raccolta delle indicazioni, materiali e documenti proposti e forniti dalle Regioni, a partire dal documento programmatico firmato dagli assessori regionali e delle Province autonome.
Italia: terzo Paese europeo in cui non si fuma più nei luoghi pubblici
L'Italia è il terzo Paese europeo ad applicare il divieto di fumo nei luoghi di lavoro. Esperienze simili sono state attuate nel corso del 2004 solo in altri due Paesi dell'Unione: Irlanda e Belgio. In Irlanda l'iniziativa Smoke-free at work è entrata in vigore il 29 marzo 2004, portando il divieto di fumo in tutti i locali chiusi, pub e ristoranti. Su EpiCentro sono disponibili le faq tradotte in italiano (pdf 23 Kb) relative alla legge sul fumo in Irlanda e pubblicate sul sito del ministero irlandese.
Un dato rilevante è quello che riguarda l'esperienza californiana, dove il divieto di fumare è stato introdotto nel 1995 nei ristoranti e nel 1998 nei bar. Secondo dati (pdf 25 Kb) provenienti da diverse agenzie californiane, i guadagni dei locali pubblici non sono affatto diminuiti e anzi sono in continuo aumento. Da indagini eseguite sui clienti, l'assenza di fumo gioca un ruolo a favore della frequentazione dei luoghi pubblici.
Il percorso legislativo italiano
L'attenzione alla salute dei non fumatori è entrata a più riprese nella legislazione italiana. Gradualmente negli scorsi decenni, una serie di norme e di leggi hanno posto le condizioni e accresciuto la sensibilità, anche istituzionale, che ha portato all'approvazione della legge n. 3 del 2003.
Nel gennaio 2003, dopo l'approvazione della legge n. 3, EpiCentro ha dedicato al fumo uno spazio di discussione, dove vengono forniti, grazie anche al commento di diversi esperti, dati epidemiologici sugli effetti del fumo sulla salute ma anche informazioni sui cambiamenti che i gestori dei locali pubblici devono attuare per rispettare la normativa.
In materia di tabagismo si è espresso anche il Comitato nazionale per la bioetica, su invito del ministro della Salute Girolamo Sirchia. Un gruppo di lavoro ha tracciato un quadro del fenomeno e ha formulato alcune indicazioni e proposte, raccolte in un dossier (pdf 200 kb) pubblicato nell'aprile 2003. L'Osservatorio fumo, alcol e droghe (Oss-fad) dell'Istituto superiore di sanità segue comunque l'andamento del fenomeno in Italia.
Who Framework Convention on tobacco control
Il 1 dicembre 2004 è stata ratificata la Convenzione per il controllo del tabacco, promossa dall'Oms (World health organization framework Convention on tobacco control - Who Fctc). La Convenzione, prima iniziativa internazionale a esprimere la necessità di controllare il fumo di tabacco per ragioni di salute pubblica è stata ratificata da oltre 170 Paesi e rappresenta uno strumento di supporto ai Paesi nella lotta all’uso del tabacco.