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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattie infettive

Malattie infettive in Europa: il rapporto annuale dell’Ecdc (2012)

21 marzo 2013 - Giunto alla sesta edizione, l’Annual Epidemiological Report 2012 (pdf 9,5 Mb), pubblicato dall’Ecdc a marzo 2013, rappresenta uno strumento importante per decisori, operatori sanitari, epidemiologi e ricercatori, poiché fornisce una panoramica sulla sorveglianza di oltre 50 malattie infettive attualmente a notifica obbligatoria nell’Ue. Il documento presenta sia i dati del 2010 raccolti attraverso la sorveglianza Tessy in 27 Stati Ue e 3 Paesi Eea/Efta, sia l’analisi delle minacce di salute individuate nel 2011 attraverso l’attività routinaria di epidemic intelligence dell’Ecdc. Inoltre, il report riporta per completezza alcuni dati sull’antibiotico resistenza, sul consumo di antibiotici negli Stati membri e sulle infezioni correlate all’assistenza.

 

Nonostante una riduzione dell’incidenza di alcune delle malattie sotto sorveglianza, i dati presentati mostrano alcuni problemi ancora aperti. Tra quelli di maggior preoccupazione per la salute pubblica emergono: la resistenza agli antibiotici e le infezioni correlate all’assistenza, le infezioni sessualmente trasmesse (come Hiv e Clamidia) e quelle del tratto respiratorio. Inoltre, anche se – come afferma Marc Sprenger (direttore dell’Ecdc) nella prefazione del report – la comparabilità dei dati non è ancora perfetta (poiché persistono ancora differenze significative tra i sistemi di sorveglianza nazionali), molti sono i miglioramenti registrati nel corso degli anni. Per esempio, oggi esistono le definizioni di caso standard europee per le principali malattie trattate nel rapporto.

 

Infezioni alle vie respiratorie

La stagione influenzale 2010-2011 è stata la prima dopo la pandemia del 2009. Il virus pandemico A(H1N1)pdm09 ha continuato a circolare ed è stato il tipo A dominante in Europa, circolando insieme a una proporzione crescente di virus di tipo B alla fine della stagione. Nei nove Paesi che hanno riportato casi influenzali con la conferma di laboratorio il 91,4% era infettato da virus A e l’8,6% da tipo B. Dalle esperienze dell’influenza pandemica, emerge la necessità di rinforzare la sorveglianza routinaria dell’influenza a livello ospedaliero.

 

Tubercolosi

La Tb rimane un’infezione frequente e di grande impatto, con oltre 70 mila casi notificati annualmente nei Paesi Ue/Eea. Il tasso di infezioni riportate è in diminuzione di circa il 4% ogni anno. Nei Paesi ad alta incidenza i tassi sono in costante declino, ma nei Paesi a bassa incidenza viene riportato un numero crescente di casi in persone nate al di fuori del Paese stesso. In calo anche la proporzione di casi riportati di confezione con l’Hiv (6%), mentre la proporzione di casi di tubercolosi multi-resistente per il 2010 è del 4,6%, di poco inferiore all’anno precedente. In aumento, invece i casi di Tb estremamente resistente (13%).

 

Hiv, infezioni sessualmente trasmesse, epatite B ed epatite C

L’Hiv rimane uno dei principali problemi di salute pubblica per i Paesi Ue/Eea. Il numero totale di nuovi casi si è stabilizzato intorno a 28 mila casi l’anno, anche se l’epidemiologia all’interno dei gruppi a rischio varia tra Paese e Paese. I rapporti omosessuali fra uomini rappresentano il maggiore fattore di rischio (38%), seguiti da quelli che hanno acquisito la malattia attraverso contatti eterosessuali (24%) e attraverso l’uso di droghe iniettive (solo il 4%, ma in aumento in Grecia e Romania). La clamidia è l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa in Europa con oltre 340 mila casi riportati nel 2010. Per quanto riguarda le infezioni da epatite B e C, dal 2010 sono state rafforzate le attività di sorveglianza, per cui i trend epidemiologici non sono bene definiti.

 

Malattie trasmesse da acqua e cibo

Le infezioni gastrointestinali da Campylobacter sono le più frequenti (spesso per trasmissione attraverso la carne di pollo), seguite da quelle dovute alla Salmonella il cui trend è in diminuzione ma che è ancora causa di focolai epidemici che interessano più Paesi contemporaneamente (4 nel 2011). Malattie parassitarie come la criptosporidiosi o la giardiasi sono abbastanza diffuse ma soggette a sottodiagnosi e a mancata notifica. Per quanto riguarda la malattia dei legionari, nel 2010 si è registrato un aumento del 17% del tasso. 800 casi sono stati associati a viaggi internazionali. Bisogna ricordare che anche questa malattia è generalmente sottodiagnosticata in molti Stati membri. Il report riporta anche il focolaio di infezioni da Escherichia coli produttore di Shiga tossine che si è verificato in Germania nel 2011.

 

Malattie trasmesse da vettore

Le malattie trasmesse da vettore, e in particolare la malaria, la dengue e la chikungunya rimangono un problema significativo per i Paesi Ue che spesso riportano casi tra viaggiatori di ritorno da Paesi in cui queste patologie sono endemiche. C’è però il rischio che queste infezioni si sviluppino anche a livello autoctono e casi sporadici endemici sono stati segnalati nel 2010-2011 in Europa (malaria in Spagna, Belgio e Grecia. Dengue e chikungunya in Francia). La febbre West Nile è ora considerata endemica in diversi paesi del Sud Est Europa.

 

Malattie prevenibili con vaccino

Continua l’impegno verso l’obiettivo di eliminazione di morbillo e rosolia entro il 2015 che deve essere raggiunto attraverso l’impegno di tutti i Paesi membri con interventi volti ad aumentare la copertura vaccinale. La maggior parte delle altre malattie prevenibili con vaccinazione continua a mostrare un trend di incidenza stabile o in diminuzione (come nel caso della parotite o del meningococco C). La pertosse rimane una malattia comune e sottodiagnosticata.

 

Resistenze agli antibiotici e infezioni correlate all’assistenza

La resistenza agli antibiotici in Europa continua a crescere specialmente per i patogeni Gram-negativi. L’aumento della resistenza antimicrobica osservata in Escherichia coli e in Klebsiella pneumoniae è continuata nel 2010, associata in particolare a ceppi multi-resistenti e beta-lattamasi a spettro esteso. Il problema emergente è senz’altro a resistenza degli enterobatteri (specialmente K. pneumoniae) ai carbapenemi.

 

Per valutare e monitorare il peso delle malattie dovute alle infezioni correlate all’assistenza (Ica) in Europa, l’Ecdc ha sviluppato protocolli per indagini sulla prevalenza puntuale delle Ica e sull’uso di antibiotici negli ospedali e nelle strutture a lunga degenza. Per il 2010 è stata individuata una prevalenza di Ica del 7,1% in 66 ospedali di 23 Paesi.