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Infezione umana da Nuovo Coronavirus

(Middle East respiratory syndrome coronavirus infection, Mers CoV)

A cura del reparto di Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss

 

22 ottobre 2015 - Da aprile 2012 al 13 ottobre 2015 sono stati notificati complessivamente all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) 1 616 casi umani di infezione da un nuovo coronavirus (Mers CoV) e almeno 624 decessi. Dal 27 agosto al 13 ottobre 2015 sono stati notificati nuovi casi di infezione e decessi in Arabia Saudita (90 casi e 41 decessi), in Giordania (14 casi e 7 decessi) e in Kuwait (1 caso, deceduto). Per maggiori informazioni leggi il Rapid risk assessment del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Ecdc, “Severe respiratory disease associated with Middle East respiratory syndrome coronavirus, 21st update” (pdf 1 Mb, 21 ottobre 2015) e il comunicato stampa dell’Ecdc.

 

La maggior parte dei casi si è verificata in Paesi del Medio Oriente (Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Egitto, Libano e Iran). Casi con storia di viaggi in Medio Oriente o di contatto diretto con casi confermati o probabili che, a loro volta, avevano viaggiato in queste zone, sono stati segnalati in numerosi Paesi (Austria, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Olanda, Grecia, Turchia, Algeria, Tunisia, Malesia, Filippine, Sud Corea e Stati Uniti). Per maggiori informazioni vedi le mappe, le curve epidemiche e gli aggiornamenti pubblicati dall’Oms.

 

Trasmissione in Medio Oriente

L’incidenza dei casi umani di infezione da Mers CoV era in aumento tra dicembre 2014 e febbraio 2015 in Medio Oriente, in particolare in Arabia Saudita. Questo era stato in parte attribuito ad un possibile andamento stagionale dell’infezione, dato che un aumento nell’incidenza della patologia era stato registrato anche nei primi mesi del 2014. Per maggiori informazioni leggi il rapid risk assessment Ecdc, pdf 2,1 Mb, 23 febbraio 2015), il rapid risk assessment (pdf 618 kb) Ecdc dell’8 marzo 2015 e l’approfondimento prodotto dall’Ufficio regionale del Mediterraneo Orientale dell’Oms (Who Weekly Epidemiological Monitor, pdf 251 kb) del 10 maggio 2015.

 

Un aumento di nuovi casi di infezione da Mers CoV è stato registrato anche dal mese di agosto 2015. Questo è stato un evento inatteso, principalmente dovuto ad una epidemia nosocomiale nella città di Riyadh (Arabia Saudita). Dal 27 agosto al 13 ottobre 2015 sono stati notificati 67 nuovi casi di infezione nella città, di cui 19 in operatori sanitari. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento dedicato nel Who Weekly Epidemiological Monitor (pdf 493 kb) del 16 agosto 2015, il rapid risk assessment Ecdc (pdf 861 Kb, 27 agosto 2015) e il rapid risk assessment Ecdc (pdf 1 Mb, 21 ottobre 2015).

 

Tra il 26 agosto e il 13 ottobre 2015 la Giordania ha notificato 16 casi di infezione umana da Mers Cov e 7 decessi. È probabile che i casi si siano infettati nella città di Amman. Il recente focolaio di infezione umana da Mers CoV in Giordania non è inaspettato anche se è motivo di preoccupazione. Il ruolo degli ospedali come amplificatori dell’infezione è ormai ben noto e anche in Giordania l’epidemia si concentra sugli ospedali della capitale Amman. Infatti, la maggior parte dei casi di questo focolaio ha riferito di essere stata esposta ad un ospedale che aveva ricoverato un caso confermato di Mers CoV. L’Ecdc afferma che il rischio di importazione di casi di Mers Cov dalla Giordania nell’Unione europea rimane basso. Per maggiori informazioni consulta il Rapid risk assessmentSevere respiratory disease associated with Middle East respiratory syndrome coronavirus, 21st update” (pdf 1 Mb, 21 ottobre 2015) e il comunicato stampa dell’Ecdc.

 

Focolaio epidemico in Corea del Sud

Il 20 maggio 2015, è stato notificato all’Oms il caso indice di un focolaio di infezione da Mers CoV in Corea del Sud dove sono stati confermati 185 casi umani di infezione da Mers CoV e 36 decessi. L’ultimo caso di infezione è stato confermato in laboratorio il 4 luglio 2015. È stata documentata una trasmissione nosocomiale, ma non è stata evidenziata una trasmissione sostenuta del virus nella popolazione generale. L’epidemia ha coinvolto 15 strutture sanitarie. Per maggiori informazioni leggi gli aggiornamenti sul sito dell’Oms e il Rapid risk assessment “Severe respiratory disease associated with Middle East respiratory syndrome coronavirus, 21st update” (pdf 1 Mb, 21 ottobre 2015).

 

Il 26 maggio 2015 un caso epidemiologicamente collegato al cluster suddetto, e successivamente confermato, ha viaggiato dalla Corea del Sud alla Cina (Guandong). Per maggiori informazioni leggi il relativo “situation assessment” pubblicato dall’Oms il 2 giugno 2015.

 

Il 3 settembre 2015, a seguito del decimo incontro, il comitato di emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale ha confermato che l’infezione umana da Mers CoV non costituisce un’emergenza di sanità pubblica internazionale. L’Oms non raccomanda di eseguire alcun test ai viaggiatori nei punti di ingresso, né di esercitare restrizioni a viaggi o a rotte commerciali.

 

Gli esperti dell’Ecdc, confermano che l’epidemia di Mers CoV pone un rischio basso per l’Unione europea (Eu). Considerando l’elevato numero di persone che viaggiano tra Europa e Medio Oriente, è considerato tuttavia possibile il riscontro di casi sporadici, importati, di Mers CoV in Europa. Leggi il rapid risk assessment Ecdc (pdf 836 Kb, 11 giugno 2015), il rapid risk assessment Ecdc (pdf 861 Kb, 27 agosto 2015),il Rapid risk assessment Ecdc (pdf 1 Mb, 21 ottobre 2015), la dichiarazione del Comitato di Sicurezza Sanitario (Health Security Committee) “Mers-CoV infection advice with regard to travelling” (4 agosto 2015), la dischiarazione Oms " WHO statement on the tenth meeting of the IHR Emergency Committee regarding MERS” del 3 settembre 2015.

 

La fonte di infezione e la modalità di trasmissione di Mers CoV non sono state ancora confermate. L’ipotesi più verosimile, ancora in fase di studio, è che i dromedari rappresentino un serbatoio del virus e la possibile fonte di infezione umana. Tuttavia, sebbene sia considerato probabile che la trasmissione zoonotica sia il punto di partenza della maggior parte dei cluster osservati, la via di trasmissione più frequentemente documentata è stata quella interumana. La maggior parte dei casi documentati si è infatti verificata nel contesto di epidemie nosocomiali in Arabia Saudita, Emirati Arabi e Corea del Sud. Per maggiori informazioni sulle caratteristiche cliniche ed epidemiologiche dell’infezione da Mers Cov leggi il rapid risk assessment Ecdc (pdf 861 Kb, 27 agosto 2015) e il Rapid risk assessment Ecdc (pdf 1 Mb, 21 ottobre 2015).

 

Leggi anche i precedenti rapid risk assessment Ecdc e il documento Oms “Middle East respiratory syndrome coronavirus (Mers-CoV): Summary of Current Situation, Literature Update and Risk Assessment–as of 5 February 2015” (pdf 239 kb) che fornisce maggiori dettagli sui casi primari e i cluster nosocomiali e familiari notificati da giugno 2014, aggiornando la valutazione del rischio e le raccomandazioni.

 

Leggi anche:

Le raccomandazioni internazionali

 

Nella valutazione del rischio dell’Oms “Middle East respiratory syndrome coronavirus (Mers-CoV): Summary of Current Situation, Literature Update and Risk Assessment–as of 5 February 2015” (pdf 239 kb) si raccomandano indagini epidemiologiche urgenti volte comprendere meglio le modalità di trasmissione di Mers CoV sia in natura che in ambito nosocomiale. L’Oms consiglia inoltre una rigorosa applicazione delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni respiratorie per prevenire la trasmissione nosocomiale di questo virus.

L’Oms non raccomanda di eseguire alcun test ai viaggiatori nei punti di ingresso dei Paesi membri né, attualmente, alcuna restrizione a viaggi o a rotte commerciali.

(fonte: Middle East respiratory syndrome coronavirus – Saudi Arabia, 26 febbraio 2015 “situation assessment” Oms, 2 giugno 2015).

Nell’Unione Europea, il Comitato di Sicurezza Sanitario (Health Security Committee) ha rilasciato il 4 agosto 2015 la dichiarazione “Mers-CoV infection advice with regard to travelling” in cui vengono esplicitate raccomandazione per i viaggiatori internazionali.

 

Raccomandazioni per il pellegrinaggio annuale alla Mecca

Ogni anno, il pellegrinaggio alla Mecca (Hajj) prevede un afflusso di oltre 3 milioni di persone verso l’Arabia Saudita. Per questo motivo Oms ed Ecdc incoraggiano gli Stati membri a seguire le raccomandazioni di viaggio per i pellegrinaggi, a continuare la sorveglianza delle infezioni respiratorie acute e di controllare con attenzione eventuali segnali insoliti.

 

Importante rimane seguire le generali precauzioni volte a limitare il rischio di infezioni tra cui: lavare frequentemente le mani con acqua e sapone, evitare il consumo di carne poco cotta e latte non pastorizzato (specialmente se di camelidi), consumare frutta e verdura solo se adeguatamente lavata, evitare contatti non necessari con animali (in particolare camelidi), adottare idonee precauzioni in caso di contatto stretto con persone affette da sindromi respiratorie acute, diarrea o altre possibili patologie infettive, contattare il proprio medico se affetti da condizioni mediche pre-esistenti (ad esempio diabete, patologie croniche renali o polmonari) che possano aumentare il rischio di malattia o complicanze e/o se si ha avuto un contatto con strutture sanitarie durante il viaggio. Ecdc raccomanda inoltre ai viaggiatori di non viaggiare se affetti da una patologia infettiva acuta e di informare anticipatamente il personale sanitario del possibile rischio di esposizione a Mers Cov nel caso in cui, al rientro in Ue, si sviluppino sintomi respiratori o diarrea (Updated Rapid Risk Assessment, Ecdc, 24 aprile 2014, pdf 1,1 Mb; Updated Rapid Risk Assessment, Ecdc, 31 maggio 2014, pdf 2 Mb; Updated Rapid Risk Assessment, Ecdc, 21 agosto 2014, pdf 1,5 Mb).

 

Per approfondire leggi:

Informazioni generali

Aggiornamenti epidemiologici

Recenti valutazioni del rischio

Consigli per viaggiatori e pellegrini

Pubblicazioni

 

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Ultimo aggiornamento giovedi 22 ottobre 2015