Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattie infettive

Documentazione

Nel mondo

 

Diphtheria in the Americas - Summary of the situation

Da luglio 2016 è in corso in Venezuela un’epidemia di difterite. Secondo i dati aggiornati alla 16a settimana epidemiologica del 2018 i casi sospetti sono 1716 (324 nel 2016, 1040 nel 2017 e 352 nel 2018) e quelli confermati 1086 (di cui 350 confermati in laboratorio e 736 epidemiologicamente) con 160 decessi.  Altri 2 Paesi della regione Americhe (Colombia ed Haiti), hanno segnalato casi confermati di difterite, mentre nel 2017 sono stati riportati casi, oltre che in Venezuela, anche in Brasile, la Repubblica Dominicana, e Haiti). Altri focolai epidemici sono in atto nello Yemen. Leggi la circolare del ministero della Salute italiano (pdf 211 kb) pubblicata il 21 aprile 2018, il rapporto della Pan American Health Organization (Paho) “Diphtheria in the Americas - Summary of the situation” (pdf 86 kb) del 24 maggio 2018 e il . Si segnala che, come documentato dal rapporto dell’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) (pdf 1,75 Mb) di novembre 2017.

 

2018 annual review of the Blueprint list of priority diseases

È stato aggiornato dagli esperti dell’Oms l’elenco di malattie con un significativo potenziale epidemico rispetto alle quali, tuttavia, per la mancanza o l’insufficienza di strumenti di controllo e contenimento, si impone la necessità di investimenti in ricerca. Sono compresi nella nuova lista: febbre Congo-Crimea, malattia da virus Ebola, febbre emorragica di Marburg, febbre di Lassa, sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus (Mers), sindrome respiratoria acuta grave (Sars), infezione da virus Nipah e Febbre della Rift Valley, malattia da virus Zika. Per la prima volta compare la condizione “malattia X” (“disease X”) a indicare la consapevolezza che un’epidemia grave e globale o sovranazionale può originare da un patogeno al momento non identificato. Approfondisci sul sito dell’Oms.

 

Febbre gialla in Brasile 2017

In Brasile, da dicembre 2016, è in corso un focolaio di febbre gialla, infezione virale presente in alcune aree dell’Africa e dell’America del Sud il cui virus viene trasmesso alle persone tramite la puntura di zanzare, principalmente Aedes aegypti. Leggi nell’approfondimento dedicato l’aggiornamento della situazione epidemiologica e le informazioni sulle misure di prevenzione da adottare in caso di viaggio.

 

Dall’Oms la lista delle principali malattie emergenti che possono causare grandi epidemie

Quali sono i microrganismi che potrebbero causare epidemie nel prossimo futuro (per le quali esistono poche misure di controllo)? A questa domanda ha lavorato, nel 2015, un team composto da scienziati ed esperti di sanità pubblica. La lista delle malattie identificate comprende: febbre Congo-Crimea, Ebola, febbre emorragica di Marburg, febbre di Lassa, Mers, Sars, infezione da virus Nipah e Febbre della Rift Valley. Sono state identificate come “gravi” altre tre infezioni (Chikungunya, Severe fever with thrombocytopenia syndrome e Zika virus). Non sono state incluse nella lista quelle malattie che pur avendo un elevato potenziale epidemico sono già al centro di programmi di controllo e ricerca specifici (come Hiv/Aids, tubercolosi, malaria, influenza aviaria e febbre dengue). Per maggiori informazioni consulta il sito Oms.

 

Global Burden of Disease Study 2013: i progressi contro Hiv, malaria e Tbc

Hiv, tubercolosi e malaria rimangono ancora importanti sfide di sanità pubblica a livello globale anche se i dati mostrano incoraggianti progressi nel controllo di queste infezioni. A partire dal 2000 si è infatti ridotto il loro impatto in termini di mortalità e morbidità sulla popolazione mondiale. Un importante articolo, pubblicato il 22 luglio scorso su The Lancet, riporta i risultati del Global Burden of Disease Study 2013 (Gbd 2013) che riguardano queste tre malattie. L’obiettivo dello studio era quello di stimarne l’impatto di salute a livello globale e valutare i progressi raggiunti a partire dalla Millenium Declaration delle Nazioni Unite del 2000, in particolare riguardo il Millennium Development Goal 6 (Mdg) che riguarda queste patologie da vicino. Leggi l'approfondimento.