Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattie infettive

Focolaio di febbre gialla in Angola

Revisione a cura di Caterina Rizzo – reparto di Epidemiologia delle malattie infettive (Cnesps-Iss)

 

21 luglio 2016 - Da dicembre 2015 è in corso un focolaio di febbre gialla in Angola. Inizialmente segnalato nel Comune di Viana (appartenente alla Provincia di Luanda), si è diffuso ad altre Province portando a un rapido incremento del numero di casi sospetti registrati.

All’8 luglio 2016 il Ministro della salute angolano ha riportato 3625 casi e 357 decessi. Di questi, 876 sono confermati. Casi di febbre gialla sono stati segnalati anche tra persone che avevano viaggiato in Angola: 11 in Cina, 56 nella Repubblica Democratica del Congo, 2 in Kenya. Dall’inizio di febbraio 2016 in Angola è in corso una campagna vaccinale che ha già coinvolto oltre la metà della popolazione.

 

All’11 luglio, il Ministro della salute congolese ha riferito che da gennaio 2016 sono stati notificati 1798 casi sospetti e 68 confermati di febbre gialla, tra cui 85 decessi. Dei 68 casi confermati, 59 sono importati dall’Angola, due sono casi silvestri verificatisi nelle provincie del Nord e 7 sono autoctoni. Per far fronte alla situazione il Ministro della salute, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e alcune Ong hanno sviluppato un response plan che prevede anche un campagna vaccinale nelle zone colpite.

 

Tra il 10 e il 20 maggio 2016 un gruppo di esperti, appartenenti alla Commissione europea e all’Ecdc, ha svolto una missione in Angola (pdf 1,3 Mb) per verificare la situazione epidemiologica, valutare l’implementazione di misure di controllo, il rischio di importazione della febbre gialla nell’Unione europea, i rischi a cui sono esposti i cittadini europei e fornire un parere alla Commissione. Il rischio di introduzione della febbre gialla nei Paesi Ue/See è considerato basso, anche nelle aree in cui è presente Aedes aegypti.

 

Il 27 maggio 2016 l’Ecdc ha pubblicato l’aggiornamento del Rapid Risk AssessmentOutbreak of yellow fever in Angola” (pdf 251 kb) e il 13 luglio l’aggiornamento del Rapid Risk AssessmentOutbreaks of yellow fever in Angola, Democratic Republic of Congo and Uganda” (pdf 344 kb). Al momento è necessario vaccinare tutti i viaggiatori di età superiore ai 9 mesi che si recano nelle aree in cui ci sono prove della trasmissione persistente o periodica della febbre gialla (consulta la lista dei Paesi, pdf 248 kb). Prevenire le punture di zanzara (soprattutto all’alba e al tramonto, i momenti della giornata di maggiore attività della zanzara) attraverso l’uso di repellenti, abbigliamento coprente e zanzariere per gli ambienti di riposo.

 

L’International Health Regulation Emergency Committee raccomanda di richiedere prova della vaccinazione a tutti i viaggiatori in partenza dall’Angola. In alternativa i Paesi europei, soprattutto quelli che includono aree in cui è presente la zanzara del genere Aedes, potrebbero richiedere una prova della vaccinazione al momento del rilascio del visto.

 

Per prevenire la trasmissione nei Paesi Ue/See, l’Ecdc raccomanda che gli operatori sanitari, soprattutto medici, siano informati sui rischi legati all’introduzione del virus in Europa attraverso pazienti viremici non vaccinati; considerino le infezioni durante le visite ai pazienti di ritorno da Paesi in cui il virus è circolante; siano informati sulle aree in cui è presente il focolaio di febbre gialla. Inoltre, i cittadini europei diretti o residenti in Angola, dovrebbero essere vaccinati contro la febbre gialla in accordo con le raccomandazioni nazionali (il vaccino dovrebbe essere somministrato almeno 10 giorni prima della partenza). Il certificato di vaccinazione, la cui validità dura per tutta la vita, deve essere rilasciato da un Centro vaccinale legalmente autorizzato ed è valido solo se conforme al modello approvato dall'Oms.

 

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