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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattie infettive

Febbre gialla in Brasile 2017

Revisione a cura di Caterina Rizzo e Maria Cristina Rota (Iss)

 

27 aprile 2017 - La febbre gialla è un’infezione virale presente in alcune aree dell’Africa e dell’America del Sud. Il virus viene trasmesso alle persone tramite la puntura di zanzare, principalmente Aedes aegypti.

 

In Brasile, da dicembre 2016, è in corso un focolaio di febbre gialla che, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (European Centre for Disease Prevention and Control - Ecdc) coinvolge numerosi Stati (Mineras Gerais, Espirito Santo, Rio de Janeiro, San Paolo, Parà). Al 12 aprile 2017, sono 1294 i casi segnalati dalle autorità brasiliane (di cui 623 confermati).

 

Al momento, l’Oms raccomanda la vaccinazione ai viaggiatori internazionali che abbiano intenzione di recarsi nelle aree a rischio di trasmissione.

 

Al 14 aprile cinque Paesi hanno segnalato casi sospetti di febbre gialla: Bolivia (1), Colombia (1), Equador (1), Perù (9) e Suriname (1).

 

Secondo la valutazione del rischio fornita dall’Ecdc il 13 aprile il rischio di trasmissione di febbre gialla nei Paesi Ue/Eea (European economic area) è al momento molto basso poiché è associato all’introduzione da parte di viaggiatori viremici di ritorno da aree a trasmissione locale attiva.

 

Casi in primati non umani

Tra il 1 dicembre 2016 e l’8 marzo 2017, sono stati segnalati anche 1185 casi verificatisi in primati non umani, di cui 386 sono stati confermati per la febbre gialla con conferma di laboratorio o epidemiologica.

 

Casi di febbre gialla importati in Europa

Il 14 marzo 2017, a seguito della segnalazione alle autorità sanitarie belghe di un caso di febbre gialla in un viaggiatore di rientro dal Suriname, l’Ecdc ha pubblicato un Rapid Risk Assessment. Il documento fa il punto sui 4 casi di febbre gialla segnalati negli ultimi 8 mesi tra persone di rientro dal Sud America e sui rischi legati al focolaio in corso in Brasile. I viaggiatori europei in partenza verso le aree a rischio dovrebbero essere informati della possibilità di essere esposti al virus e dovrebbe essere condotta un’analisi individuale di rischio/beneficio.

 

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i viaggiatori che intendono recarsi nelle aree a rischio di trasmissione della febbre gialla devono effettuare la vaccinazione almeno 10 giorni prima della partenza. Il vaccino può essere somministrato a partire dai 9 mesi di età e conferisce una protezione valida per tutta la vita. Si raccomanda di consultare un medico se esistono controindicazioni alla somministrazione del vaccino e in caso di età superiore a 60 anni.

 

Il virus della febbre gialla viene trasmesso alle persone tramite la puntura di zanzare, principalmente Aedes aegypti, che in Brasile sono maggiormente attive da dicembre a luglio. Per questo motivo si raccomanda di applicare misure di protezione personale: utilizzare repellenti cutanei, rispettando le indicazioni riportate sulle confezioni; indossare abiti che coprano la maggior parte del corpo; soggiornare in stanze con zanzariere o schermi alle porte e alle finestre oppure in stanze con aria condizionata, e dormire in letti provvisti di zanzariera.

 

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) consiglia inoltre di fare attenzione ai sintomi e ai segni causati dalla febbre gialla e, se necessario, richiedere assistenza sanitaria durante il viaggio e al ritorno dalle aree a rischio.

 

Al momento l’Oms non raccomanda restrizioni a viaggi o a rotte commerciali.

 

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