Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Infezioni sessualmente trasmesse

Ultimi aggiornamenti

16/11/2017 - Il Piano nazionale di interventi contro Hiv e Aids (Pnaids)

A distanza di più di 25 anni dalla emanazione della legge 135/90, che ha segnato l’indirizzo operativo della lotta all’Aids in Italia, la Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa sul “Piano nazionale di interventi contro Hiv e Aids (Pnaids)”. Il Piano, partendo dall’analisi dei mutamenti osservati negli anni in termini epidemiologici e rispetto alle realtà socio-assistenziali, propone interventi basati sulle evidenze scientifiche e definisce obiettivi in linea con quelli delle principali agenzie internazionali – come Unaids, Oms ed Ecdc – che puntano a debellare l’Aids entro il 2030. Il Pnaids ha preso forma attraverso un processo di coinvolgimento di istituzioni scientifiche e realtà della società civile: le Sezioni per la lotta all’Aids del Comitato tecnico sanitario (Cts), Istituto superiore di sanità (Iss), società scientifiche, associazioni di volontariato, università ed enti di ricerca e Ircss (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico). Leggi l’approfondimento a cura di Anna Luzi e Barbara Suligoi (Dipartimento malattie infettive, Iss) e consulta il testo completo del Piano nazionale di interventi contro Hiv e Aids (Pnaids) sancito il 26 ottobre 2017 (pdf 1 Mb).

 

3/8/2017 - Prevenzione e controllo di Hiv e Ist: nuovi documenti on line

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) hanno pubblicato nuovi documenti dedicati agli operatori impegnati nel campo dell’Hiv/Aids e delle infezioni a trasmissione sessuale (Ist).

Il rapporto “HIV drug resistance report 2017”, rilasciato dall’Oms a luglio 2017, sottolinea la seria problematica rappresentata dal trend crescente della resistenza ai farmaci per l’Hiv. Infatti, dai dati raccolti sulla base di survey nazionali emerge che, in 6 degli 11 Paesi presi in considerazione in Africa, Asia e America Latina, in oltre il 10% delle persone che hanno cominciato una terapia antiretrovirale è stato riscontrato un ceppo di Hiv resistente ad almeno uno dei farmaci più diffusi per il trattamento dell’infezione. Questa percentuale, sottolinea l’Oms, rappresenta una soglia di allerta e i Paesi che l’hanno raggiunta dovrebbero urgentemente rivedere i programmi di trattamento dell’infezione da Hiv, monitorando accuratamente i casi di resistenza farmacologica e incoraggiando le persone con l’infezione ad assumere i farmaci con regolarità (aderenza terapeutica).

Il technical report “Utilising social media for HIV/STI prevention programmes among young people”, pubblicato dall’Ecdc a luglio 2017, è invece dedicato agli operatori sanitari che si occupano dei programmi di prevenzione delle Ist e dell’infezione da Hiv. Il documento è, infatti, un vero e proprio manuale per imparare a usare i social media come uno strumento di elezione nella prevenzione di queste malattie tra i giovani di 15-24 anni. Per approfondire consulta i documenti completi: “HIV drug resistance report 2017” e “Utilising social media for HIV/STI prevention programmes among young people”.

 


 

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