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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Infezioni sessualmente trasmesse

Le Infezioni sessualmente trasmesse: i dati dei due Sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia

Barbara Suligoi e Maria Cristina Salfa – Centro operativo Aids (Iss)

 

3 luglio 2014 – Il nuovo Notiziario Iss dedicato alle Infezioni sessualmente trasmesse raccoglie i dati provenienti dai due sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia: quello basato sui centri clinici e quello basato sui laboratori di microbiologia clinica (quest’ultimo è nato dalla collaborazione tra il Centro operativo Aids e l’Associazione microbiologi clinici italiani, Amcli). I dati raccolti evidenziano l’aumento dei casi di infezione da clamidia, di condilomi ano-genitali, e di linfogranuloma venereo, nonché un’inconsapevolezza tra i soggetti con Ist del proprio sierostato Hiv.

 

Clamidia

In Italia, i casi di infezioni da clamidia hanno mostrato una costante riduzione fino al 2002 e un successivo aumento di due volte e mezzo tra il 2002 e il 2012. In particolare le diagnosi di infezione da Ct hanno mostrato una maggiore proporzione nelle donne di età compresa tra i 15 e i 24 anni (8,4% vs 4,7% nelle donne di età superiore a 24 anni). È importante ricordare che nella maggioranza dei casi le infezioni da clamidia sono asintomatiche (si stima oltre il 70% delle donne e il 50% degli uomini), questo rende la diagnosi più difficile e aumenta il rischio per la salute riproduttiva della donna che, in caso di infezione non diagnosticata, va incontro al rischio di infertilità e alla necessità di dover ricorrere a tecniche di procreazione medicalmente assistita (con notevoli costi sia personali che sanitari).

 

Condilomi ano-genitali

I dati presenti nel Notiziario Iss indicano che i condilomi ano-genitali sono stati la Ist più frequente nell’intero periodo considerato (37.491 casi, 38,7% del totale) e che dal 2004 hanno mostrano un progressivo incremento raggiungendo il picco massimo nel 2012. In particolare, le diagnosi di condilomi ano-genitali hanno mostrato una maggiore proporzione nei soggetti di età compresa tra i 15 e i 24 anni rispetto a quelli di età superiore (42,7% vs 37,8%), sia nelle donne che negli uomini. Il rapido aumento dei casi di condilomi anogenitali che si osserva dal 2004 potrebbe essere attribuibile alla campagna vaccinale anti-Hpv per le adolescenti, che ha sollecitato una maggiore attenzione nei confronti delle patologie Hpv-correlate; sarà interessante valutare nei prossimi anni se si verificherà una riduzione delle segnalazioni di questa patologia per effetto della vaccinazione.

 

Sifilide

Tra il 2000 e il 2005 è stato osservato un aumento nei casi di sifilide I-II soprattutto tra i maschi che fanno sesso con altri maschi (Msm) (nel 2005 si è osservato un aumento delle diagnosi di circa dieci volte rispetto al 2000), e successivamente una riduzione e stabilizzazione fino al 2012, su valori superiori a quelli registrati prima del 2000.

 

Linfogranuloma venereo

I casi di linfogranuloma venereo hanno interessato esclusivamente gli uomini (dal 1991 al 2012, il 67% dei casi sono stati segnalati in Msm e il 33% in uomini eterosessuali), con un progressivo aumento temporale del numero dei casi, che sono passati dai 3 casi registrati nel 1991 ai 27 del 2012. In particolare, circa il 40% degli Msm affetti da linfogranuloma venereo presentano una coinfezione da Hiv. L’ aumento di questa patologia, che si pensava essere diffusa principalmente ni Paesi meno sviluppati, riflette l’incremento di casi di linfogranuloma venereo che si è verificato in diversi Paesi Europei dal 2002 in poi

 

Hiv

Nel 2012, la prevalenza dell’infezione da Hiv tra i soggetti con Ist è stata del 6,4%, in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, scorporando il dato della prevalenza per gruppo a rischio si osserva che, tra gli Msm, dopo il 2008, la prevalenza è in aumento.

Inoltre, nell’ultimo anno circa il 20% dei soggetti a cui è stata diagnosticata una Ist ha scoperto di essere sieropositivo al momento della diagnosi di Ist. Un dato che evidenzia una bassa percezione del rischio tra i soggetti con Ist.

 

L’importanza della comunicazione

I risultati ottenuti da entrambe le sorveglianze sottolineano la necessità di divulgare informazione sui sintomi delle Ist e sulle possibili complicanze; di educare alla salute sessuale attraverso attività di informazione ed educazione (per esempio l’uso corretto del condom); di favorire la prevenzione, la diagnosi precoce e la terapia; di creare una figura di riferimento anche per gli uomini (per la donna c’è il ginecologo, per l’uomo ci potrebbe essere l’urologo o l’andrologo); e di incrementare la consapevolezza pubblica del ruolo delle Ist nella trasmissione/acquisizione dell'Hiv attraverso il counselling e l’offerta del test Hiv.

 

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