Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute materno-infantile

Sistema di sorveglianza della mortalità materna: Italian Obstetric Surveillance System (Itoss)

7 febbraio 2013 - Disporre di dati affidabili e di qualità che consentano di studiare a fondo i determinanti e le cause associate alla mortalità materna – importante indicatore di esito della salute della donna – è una esigenza sempre più evidente anche tra gli operatori italiani. Questa necessità è stata confermata anche da uno studio retrospettivo condotto dall’Istituto superiore di sanità (Iss) tra il 2008 e il 2010 che ha rilevato, in cinque regioni del nostro Paese, una sottostima del rapporto di mortalità materna (numero di morti materne ogni 100.000 nati vivi) pari al 63%.

 

Per monitorare l’andamento del fenomeno e i suoi determinanti, al fine di migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza alla gravidanza, parto e puerperio, nel 2012 è stato avviato un progetto pilota di sorveglianza della mortalità materna: l’Italian Obstetric Surveillance System (Itoss). Il progetto, finanziato dal ministero della Salute, è coordinato dal reparto Salute della donna e dell’età evolutiva del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps-Iss), in collaborazione con sette Regioni nelle quali complessivamente risiede il 65% della popolazione femminile in età riproduttiva: Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia.

 

Finalità e metodi del progetto

Obiettivo dello studio è rilevare, all’interno delle strutture di ricovero delle Regioni partecipanti, tutte le morti di donne in gravidanza o che abbiano avuto, nei 42 giorni precedenti il decesso, un qualunque esito di gravidanza (parto, aborto spontaneo, interruzione volontaria di gravidanza, gravidanza ectopica) e comprendere le cause a esse associate. Il progetto prevede anche la prosecuzione del record-linkage, avviato dall’Iss nel corso del precedente studio retrospettivo, tra le schede di morte Istat e le Schede di dimissione ospedaliera (Sdo) al fine di verificare l’esaustività del sistema di sorveglianza nella rilevazione dei casi e di rilevare tutti quei decessi che si verificano al di fuori delle strutture ospedaliere e fino a un anno dal termine della gravidanza.

 

Punto strategico dell’intero processo di sorveglianza è l’organizzazione di un audit all’interno delle strutture in cui avviene un decesso, ogni qualvolta si verifichi un evento. L’incontro tra pari coinvolge tutti i professionisti sanitari che hanno assistito la donna e mira a ricostruire l’intero iter assistenziale identificando le azioni utili o dannose che si sono dimostrate rilevanti ai fini dell’esito. Il progetto prevede la realizzazione, da parte dei comitati scientifici regionali, di indagini confidenziali (sul modello delle “confidential enquires” britanniche) su tutti i casi identificati. Le informazioni raccolte attraverso il sistema di sorveglianza permetteranno di identificare la aree critiche, produrre raccomandazioni per la pratica clinica e verificare la loro efficacia nel prevenire i casi di morte materna evitabili.

 

Appare evidente che, per il buon funzionamento della sorveglianza, è cruciale la partecipazione convinta dei professionisti sanitari. Per garantire il loro coinvolgimento attivo occorre mettere in moto un processo virtuoso che miri a promuovere una cultura della trasparenza finalizzata al miglioramento dell’assistenza e non alla colpevolizzazione dei professionisti.

 

Per approfondimenti sul progetto e sul tema della mortalità materna è possibile consultare il sito dell’Iss dedicato al progetto Itoss.