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Salute materno-infantile

Emorragia del post partum: la linea guida per la prevenzione e il trattamento

Ilaria Lega, Alice Maraschini, Paola D'Aloja e Serena Donati - Reparto Salute della donna e dell’età evolutiva del Cnesps-Iss

 

10 novembre 2016 - Il 24 ottobre 2016, presso l’Istituto superiore di sanità, l’Italian Obstetric Surveillance System (Itoss), coordinato dal Reparto Salute della donna e dell’età evolutiva del Cnesps-Iss, ha presentato la nuova linea guida “Emorragia post partum: come prevenirla, come curarla”, pensata per sostenere i professionisti sanitari nel promuovere la prevenzione, la tempestività della diagnosi e l’appropriatezza del trattamento. Frutto del lavoro di un gruppo multidisciplinare e multiprofessionale di esperti (tra cui specialisti in ginecologia e ostetricia, ostetriche, infermieri, anestesisti, ematologi, trasfusionisti, radiologi, anatomopatologi, epidemiologi, metodologi di linee guida, documentalisti esperti in ricerche bibliografiche e rappresentanti dei cittadini e del ministero della Salute), il documento è stato redatto sulla base di un’analisi rigorosa e aggiornata della letteratura scientifica disponibile.

 

La linea guida passa in rassegna le procedure volte alla prevenzione dell’emorragia del post partum (Epp) e alla riduzione della sua incidenza nella popolazione a rischio, gli aspetti relativi alla terapia medica e chirurgica, le possibili ricadute sulle future gravidanze, la gestione multidisciplinare di questa emergenza ostetrica e gli aspetti relativi al rischio clinico, prendendo in esame sia l’organizzazione dell’assistenza che la comunicazione all’interno del team assistenziale e con le donne e i loro familiari.

 

Il testo è organizzato in due grandi sezioni:

  • una parte principale, che permette al lettore di prendere in esame i singoli aspetti della prevenzione e trattamento dell’Epp e accedere all’interpretazione delle prove e alle raccomandazioni formulate dal panel di esperti
  • le appendici, che riportano per ciascun argomento di interesse i quesiti formulati dal panel, la descrizione degli studi inclusi, i punti chiave dell’argomento e la descrizione narrativa delle prove.

La versione divulgativa riassume i principali messaggi rivolti alle donne e ai cittadini e sarà diffusa nei servizi sanitari frequentati dalle donne in età riproduttiva per permettere loro di affrontare un’eventuale emergenza con maggiore competenza e consapevolezza.

 

Emorragia del post partum: qualche dato

Secondo i dati riportati dall’Oms, l’Epp è la prima causa di mortalità e grave morbosità materna nel mondo. La condizione è infatti responsabile di circa un quarto delle morti che avvengono in gravidanza, al parto o durante il puerperio, di cui la gran parte si verifica nei Paesi del Sud del mondo.

 

In Europa questa complicazione riguarda circa 13 donne ogni 100 che partoriscono.

 

In Italia, il ministero della Salute sostiene con continuità progetti multiregionali, coordinati dall’Iss, con l’obiettivo di raccogliere dati affidabili e di qualità sulla mortalità e grave morbosità materna. Dal 2015 la sorveglianza ostetrica dell’Iss (Itoss) coinvolge 8 Regioni (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia) con una copertura del 73% dei nati del Paese.

 

Grazie al sistema di sorveglianza della mortalità materna è stato possibile stimare non solo un rapporto di mortalità materna pari a 9 decessi ogni 100.000 nati vivi, ma anche la proporzione di morti materne dovute a emorragia ostetrica. Tra il 2006 e il 2012 su 100 donne morte a seguito di complicazioni ostetriche della gravidanza e del parto, 43 sono decedute per emergenza emorragica. Il rapporto di mortalità materna stimato nel nostro Paese si colloca nei valori medio-bassi europei mentre la proporzione di decessi materni dovuti a complicazioni emorragiche è superiore rispetto ad altri paesi economicamente avanzati. Per questo motivo Itoss ha provveduto a diffondere i risultati e ha promosso attività di ricerca e aggiornamento professionale sul tema della Epp con l’obiettivo di migliorare la prevenzione e il trattamento dei casi evitabili.

 

La diminuzione di frequenza delle morti materne da Epp dal 43% al 26% registrata dalla sorveglianza attiva Iss-Regioni tra il 2012 e il 2015 rispetto al periodo precedente potrebbe rappresentare un primo risultato delle numerose iniziative messe in campo a livello nazionale per ridurre le morti evitabili da emorragia ostetrica.

 

La linea guida sulla Epp rappresenta quindi un importante tassello di un programma complessivo più ampio che Itoss coordina, in collaborazione con le Regioni e i professionisti del percorso nascita dei 372 presidi sanitari che partecipano attivamente alla sorveglianza, con l’obiettivo di contribuire alla promozione delle buone pratiche nella gestione delle emergenze ostetriche compresa quella emorragica.

 

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