Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute materno-infantile

Archivio 2011

(15 dicembre 2011) Dall’Emilia-Romagna l’8° rapporto Cedap

Con 41.838 nuovi nati nel 2010, l’Emilia-Romagna registra un decremento rispetto al 2009 (42.426) e interrompe i 15 anni di progressivo aumento nel numero di nascite in Regione. Come l’anno precedente, la frequenza di madri con cittadinanza straniera è in aumento ed è passata dal 17,1% del 2003 al 29,3% del 2010. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Cedap “La nascita in Emilia-Romagna: 8° Rapporto sui dati del certificato di assistenza al parto (Cedap) – Anno 2010”. I dati sulle madri indicano che l’età media al momento del parto è 31,7 anni con una differenza tra l’età media delle italiane (32,9 anni) e quella delle straniere (media 28,8). Nel 32,6% dei parti si tratta di donne non coniugate (nubili, separate, divorziate o vedove) e nel 30,1% di donne nubili. La scolarità è medio-bassa (licenza elementare o di scuola media inferiore) per il 29,3% delle madri mentre il 26,8% risulta laureata o in possesso di diploma universitario.

 

(29 settembre 2011) Ospedale Bambin Gesù: il progetto “MammaInForma”

La gravidanza inizia dal momento del concepimento e gli eventi fondamentali per il sano sviluppo dell’embrione avvengono proprio nelle prime settimane dopo il concepimento, quando la donna non ha ancora scoperto di essere incinta. L’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma lancia “MammaInForma”, una ricerca medico-scientifica rivolta a tutte le donne in età fertile che stanno pensano a una gravidanza. Lo studio ha lo scopo di identificare, nella popolazione partecipante all’indagine, la prevalenza dei fattori di rischio per gli esiti sfavorevoli alla riproduzione attraverso una strategia innovativa per la prevenzione basata solo sull’uso di Internet. La partecipazione allo studio è semplice, veloce e completamente gratuita. Per aderire è sufficiente visitare il sito MammaInForma e registrarsi nella sezione dedicata. Leggi l'approfondimento.

 

(29 settembre 2011) Settimana per l’allattamento materno 2011: comunicare per sostenere

Allargare il messaggio di sostegno all’allattamento materno coinvolgendo anche figure che tradizionalmente sono meno interessate direttamente: è uno degli obiettivi della Settimana per l’allattamento materno (Sam) che nel nostro Paese si svolge dal 1 al 7 ottobre. Promossa in Italia dal Movimento per l’allattamento materno italiano (Mami) e a livello internazionale dalla World Alliance for Breastfeeding Action (Waba), l’iniziativa fa eco alla World Breastfeeding Week (1-7 agosto) che ha coinvolto quest’anno più di 170 Paesi di tutto il mondo. L’edizione 2011, dal tema “Ne parliamo insieme? Allattare al seno, esperienza in 3D”, si concentra sull’importante ruolo della comunicazione nella promozione dell’allattamento al seno. Laura Lauria (reparto Salute della donna e dell'età evolutiva, Cnesps-Iss) racconta la situazione italiana, riferendo basse prevalenze, un veloce svezzamento già a 3 mesi e differenze territoriali con un gradiente negativo delle prevalenze dal Nord al Sud del Paese. Leggi l’approfondimento.

 

(8 settembre 2011) Relazione 2011 sulle Ivg in Italia

Nel 2010 sono state effettuate 115.372 interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) e il tasso di abortività (numero delle Ivg per 1000 donne in età feconda tra i 15 e i 49 anni) è stato di 8,2 per 1000, confermando la tendenza storica della diminuzione al ricorso all'Ivg in Italia che con oltre 230 mila interventi, ha avuto il suo picco nel 1982. Sono alcuni dei dati presenti nella Relazione 2011 sull'applicazione della legge 194/78 presentata al Parlamento dal Ministro della Salute, contenente i dati definitivi e dettagliati del 2009 e quelli complessivi e provvisori del 2010. I dati sono stati raccolti dal Sistema di sorveglianza epidemiologica delle Ivg, che vede impegnati l’Istituto superiore di sanità (Iss), il ministero della Salute e l’Istat da una parte, le Regioni e le Province autonome dall’altra. L'analisi delle caratteristiche delle Ivg nel 2009 conferma inoltre l’aumento degli interventi tra le donne straniere (33,4%), e in particolare tra le donne provenienti dai Paesi dell’Europa dell’Est (51,6%). Per maggiori informazioni scarica la relazione 2011 al Parlamento (pdf 600 kb) dal sito del ministero della Salute.

 

(28 luglio 2011) La Midwifery Care: report internazionale e situazione italiana

Il primo rapporto sullo stato della midwifery nel mondo conferma il ruolo cruciale delle ostetriche, le midwives, perché sia garantito il diritto all’accesso a servizi di qualità e migliori esiti di salute per la madre e per il bambino. Angela Giusti (ricercatrice, reparto di Farmacoepidemiologia, Cnesps-Iss) commenta lo State of World’s Midwifery (pdf 34 Mb), pubblicato a giugno 2011 dall’Oms, allargando la riflessione alla situazione italiana dove le ostetriche attualmente iscritte ai Collegi professionali sono circa 17.300, impegnate prevalentemente nei servizi ospedalieri e, in misura minore, sul territorio. Angela Giusti sottolinea anche l’importanza della Midwifery Care nel sostegno all’allattamento materno, richiamando la Settimana mondiale dell’allattamento al seno (1-7 agosto 2011). Leggi il commento di Angela Giusti.

 

(21 luglio 2011) Assistenza pre e post natale tra le donne straniere

Carenza di informazioni e minore capacità di usufruire delle opportunità assistenziali: sono due degli aspetti che caratterizzano il percorso nascita delle donne immigrate che affrontano l’evento in Italia, per le quali il consultorio familiare si configura come un servizio di riferimento. Questi dati emergono da due indagini, una qualitativa l’altra quantitativa, condotte nel 2009 con l’obiettivo specifico di valutare l’assistenza pre e post natale e il vissuto delle donne straniere. Le indagini, condotte all’interno del progetto: “Il percorso nascita: promozione e valutazione della qualità dei modelli operativi” ispirato al “Progetto obiettivo materno infantile” (Pomi), introdotto dal piano sanitario nazionale 1998-2000, rivelano la necessità di un’organizzazione operativa dei servizi assistenziali in grado di garantire continuità assistenziale, adeguata formazione del personale e presenza di mediatrici culturali. Per maggiori informazioni scarica il rapporto Istisan 11/12 “Percorso nascita e immigrazione in Italia: le indagini del 2009”.

 

(7 luglio 2011) Linea guida sul taglio cesareo: la revisione aperta sul sito del Snlg

Fino al 27 luglio è possibile partecipare alla revisione aperta della linea guida “Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole - seconda parte”. Per la prima volta, si possono inviare osservazioni, commenti e proposte di modifica sul documento pubblicato dal Sistema nazionale delle linee guida (Snlg). Prima di partecipare alla revisione è necessario leggere attentamente le istruzioni elaborate dal gruppo di lavoro della linea guida.

 

(7 luglio 2011) Attuazione della legge sulla Pma: i dati 2009

Aumentano le coppie che si sottopongono ai trattamenti di fecondazione assistita, i cicli iniziati, le gravidanze ottenute e i bambini nati, considerando tutte le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) di I, II e III livello: la relazione al Parlamento (pdf 2,2 Mb) di giugno 2011 conferma l’andamento osservato negli anni precedenti. I dati presentati, raccolti e analizzati dall’Istituto superiore di sanità, sono relativi all’attività delle strutture autorizzate all’applicazione delle tecniche di Pma nel 2009 e si riferiscono in parte a un periodo antecedente e in parte al periodo successivo la modifica della legge 40/2004, attuata dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 151 del 15 maggio 2009. L’applicazione della sentenza ha avuto efficacia nel numero di embrioni trasferiti, nelle gravidanze registrate e nel numero degli ovociti e degli embrioni congelati. Oltre all'aumento del numero di coppie che si sottopongono ai trattamenti di fecondazione assistita, è però in aumento anche l’età media delle donne, un fattore che incide negativamente sui risultati delle tecniche stesse. Nonostante ciò continua a migliorare l’efficacia delle procedure di procreazione medicalmente assistita. I parti gemellari nel 2009 rimangono costanti mentre si registra una riduzione dei parti trigemini (dal 2,7% del 2008 al 2,4% del 2009). Leggi il documento completo (pdf 2,2 Mb).

 

(30 giugno 2011) Servizi ostetrici nel mondo: il primo report Oms

Una raccolta di dati provenienti da 58 Paesi di tutto il mondo (che rappresentano da soli il 60% di tutte le nascite ma il 91% di tutte le morti materne): il primo State of World’s Midwifery (pdf 34 Mb), il report dell’Oms sui servizi ostetrici nel mondo, conferma il ruolo fondamentale delle ostetriche per la salute materno infantile globale. Il rapporto, commissionato e coordinato dallo United Nations Population Fund (Unfpa) è stato presentato il 20 giugno 2011 al congresso triennale dell’International Confederation of Midwives a Durban, e fornisce un’analisi esaustiva dei servizi ostetrici nei Paesi in via di sviluppo. Il documento conferma la carenza di circa 350 mila ostetriche specializzate (112 mila solo nei 38 Paesi più in difficoltà, tra quelli partecipanti all’indagine) necessarie per rispondere pienamente ai bisogni delle donne a livello globale e sottolinea la necessità di formare personale qualificato dislocandolo soprattutto nelle zone remote e nelle aree rurali. Ogni anno, infatti, 358 mila donne e 3,6 milioni di neonati muoiono durante la gravidanza, il parto e il periodo post-natale a causa di complicazioni prevenibili. La maggior parte di questi decessi avviene in Paesi a basso reddito dove le donne (generalmente povere e emarginate) hanno difficoltà ad accedere ai servizi sanitari o al personale specializzato. Il report stima che per arrivare ad avere una copertura del 95%, ogni Paese dovrebbe avere un minimo di sei addetti qualificati per assistere al parto ogni 1000 nascite. Per maggiori informazioni: scarica il documento completo State of World’s Midwifery (pdf 34 Mb) e leggi il comunicato stampa sul sito dell’Oms e le pagine dedicate al report sul sito dell’Unfpa.

 

(23 giugno 2011) Studio Iss sulla mortalità materna: i dati sul British Journal of Obstetrics & Gynaecology

In Italia, come in altri Paesi socialmente avanzati, il rapporto di mortalità materna (numero di morti materne ogni 100.000 nati vivi) è sottostimato dai dati correnti. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Istituto superiore di sanità (Iss), in collaborazione con 5 Regioni italiane e i cui risultati sono stati pubblicati sul British Journal of Obstetrics & Gynaecology (Bjog) a giugno 2011. I risultati sono stati presentati pubblicamente, a maggio 2010, in occasione del convegno “Mortalità e morbosità materna in Italia: stato dell’arte e prospettive di miglioramento della rilevazione”. Leggi l’abstract su PubMed e sul sito del Bjog e l’approfondimento sullo studio dell’Iss.

 

(16 giugno 2011) Cedap 2008: l’evento nascita in Italia

Nel 2008, in Italia, l’88,4% dei parti è avvenuto in istituti di cura pubblici, l’11,4% nelle case di cura e lo 0,2% altrove. I dati emergono dalla settima edizione del rapporto Cedap – Certificato di assistenza al parto (pdf 1,7 Mb). Il rapporto conferma il ricorso eccessivo al taglio cesareo: in media, il 37,8% dei parti avviene per via chirurgica, con notevoli differenze regionali. La percentuale di tagli cesarei è più alta nelle case di cura accreditate (con il 60,5% dei parti contro il 34,8% degli ospedali pubblici) ed è più frequente nelle donne di cittadinanza italiana (39,8%) rispetto a quelle straniere (28,4%). La rilevazione 2008, con un totale di 551 punti nascita, presenta una copertura più ampia rispetto agli anni precedenti con il 48% di schede in più rispetto al 2002, un numero di parti pari al 96,6% di quelli rilevati con la scheda di dimissione ospedaliera (Sdo) e un numero di nati vivi pari al 95,8% di quelli registrati presso le anagrafi comunali nello stesso anno. Leggi l’approfondimento.

 

(31 maggio 2011) Nazioni Unite: rapporto preliminare sulla salute materno infantile

Migliorare il numero di Paesi in grado di monitorare le nascite, i decessi e le loro cause attraverso un sistema di controllo avanzato, misurare gli indicatori della salute riproduttiva, materna e infantile e aiutare i Paesi a implementare l’uso delle tecnologie informatiche nei sistemi sanitari nazionali: sono alcune delle raccomandazioni contenute nel documento preliminare “Keeping promises, measuring results” (pdf 825 kb). Il documento, elaborato dalle Nazioni unite, delinea lo scenario attuale sulla salute materno infantile nel mondo e descrive gli sforzi necessari al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio. Per maggiori informazioni consulta il documento (pdf 825 kb) e visita il sito web dedicato alla campagna “Every woman, every child”.

 

(5 maggio 2011) The Lancet pubblica i dati sulla mortalità neonatale del 2009

Nel 2009, con circa 2,6 milioni di bambini nati morti e una media di 7200 casi quotidiani, i decessi neonatali continuano a rappresentare un problema soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, in cui si verificano il 98% dei casi. In particolare si stima che il 66% dei casi totali coinvolga l’Afghanistan, il Bangladesh, la Cina, la Repubblica Democratica del Congo, l’Etiopia, l’India, l’Indonesia, la Nigeria, il Pakistan e la Repubblica Unita della Tanzania. Dai dati, pubblicati dalla rivista The Lancet, emerge che le 5 cause di morte più comuni (complicazioni durante il parto, infezioni contratte nel corso della gravidanza, disturbi della salute materna come ipertensione e diabete, alterazioni della crescita fetale e anomalie congenite) possano essere ridotte attraverso il rafforzamento delle politiche sanitarie. Per maggiori informazioni leggi The Lancet Stillbirth Series e il comunicato stampa sul sito dell’Oms.

 

(21 aprile 2011) Ausl Cesena: profilo di equità in epoca prenatale e pediatrica

Un buon livello di salute generale, con indicatori spesso migliori della media regionale e che supportano i risultati positivi di programmi e interventi realizzati da diversi anni nel territorio cesenate a sostegno delle famiglie e dei loro bambini: è quanto emerge dal rapporto “Profilo di equità in epoca prenatale e pediatrica” pubblicato dall’Ausl di Cesena. Il quadro che affiora dallo studio presenta un’immagine globalmente positiva del territorio cesenate. In particolare, la percentuale di parti cesarei, il rapporto di abortività e l’immunizzazione alla rosolia nelle partorienti risultano migliori rispetto alla media regionale. Emergono però diverse aree critiche nelle quali viene fuori la presenza di disuguaglianze tra persone con diversa cittadinanza, titolo di studio e condizione occupazionale. Per maggiori dettagli scarica il documento completo (pdf 3,9 Mb).

 

(24 febbraio 2011) Gravidanze e nuove nascite nelle Marche: analisi dei dati Cedap 2008

Nel 2008, con 14.279 parti da cui sono nati 14.508 bambini, il tasso di natalità della popolazione delle Marche (9,4 nati vivi per 1000 abitanti) e quello di fecondità totale (1,42 figli per donna) sono aumentati rispetto al passato: un risultato dovuto soprattutto alle donne immigrate, più giovani e prolifiche delle marchigiane (2,3 figli contro gli 1,2). È quanto emerge dal rapporto “Gravidanze e nuove nascite nella regione Marche” (pdf 3 Mb), relativo ai dati più recenti disponibili, quelli dell’anno 2008 e prima analisi regionale dei dati raccolti con il Certificato di assistenza al parto (Cedap), pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico sulle diseguaglianze dell’Agenzia sanitaria regionale delle Marche. Tra le donne immigrate, le lavoratrici e quelle con un basso livello di istruzione, è stata tuttavia riscontrata una assistenza sanitaria non adeguata che si riflette sulla salute dei neonati, maggiormente esposti al rischio di basso peso alla nascita e sofferenza neonatale. Scarica il rapporto completo (pdf 3 Mb).