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Salute materno-infantile

L’evento nascita in Italia: il rapporto Cedap 2014

Serena Donati - reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, Iss

 

30 marzo 2017 - È online il rapporto “Certificato di assistenza al parto (Cedap). Analisi dell’evento nascita - anno 2014”, che fornisce i dati dei 513 punti nascita del Paese. Negli ultimi anni la completezza e la qualità del Cedap è continuamente migliorata grazie a una più accurata compilazione e trasmissione dei Certificati, che sono la più ricca fonte di informazioni sanitarie, epidemiologiche e socio-demografiche relative all’evento nascita in Italia. Il miglioramento della loro analisi e della restituzione delle informazioni a livello nazionale e regionale è probabilmente lo strumento più efficace per promuovere la qualità del flusso e il suo impiego per il miglioramento della pratica clinica.

 

Per il secondo anno consecutivo il rapporto presenta i parti distinti in base alla classificazione di Robson, raccomandata dall’Oms come la più adatta per descrivere il ricorso al taglio cesareo (TC) in maniera fruibile da parte dei professionisti sanitari e per monitorare nel tempo l’andamento del fenomeno, sia a livello locale che nazionale. L’analisi dei dati evidenzia una forte variabilità tra regioni nel ricorso al TC nelle donne appartenenti alle stesse classi di Robson. Tale variabilità riguarda sia le donne con gravidanza fisiologica a termine senza complicazioni, sia quelle il cui travaglio viene indotto, sia le donne con pregresso TC o con altre condizioni ostetriche previste dalle 10 classi mutuamente esclusive. L’applicazione della classificazione di Robson ha facilitato l’analisi e l’interpretazione dei determinanti di tale variabilità. Numerosi punti nascita italiani la utilizzano per identificare le principali criticità legate all’eccesso di TC nel proprio contesto assistenziale e per promuoverne e verificarne la riduzione a seguito di interventi dedicati. La classificazione è, infatti, uno strumento efficace e validato a disposizione dei decisori e dei professionisti sanitari per individuare i TC privi di adeguata indicazione clinica.

 

Negli ultimi anni la proporzione di TC ha subito una contenuta ma costante riduzione scendendo dal 38% all’attuale 35%. Analogamente, la proporzione di TC primari, presa in esame dal Piano nazionale esiti, è passata dal 29% al 25% negli ultimi 6 anni. La persistenza di una forte variabilità nella proporzione di TC tra Regioni, tra punti nascita all’interno della stessa Regione, tra quelli pubblici e privati e in funzione del diverso volume di attività rende conto dell’ampio spazio di ottimizzazione disponibile per migliorare l’assistenza alla nascita. Il rapporto Cedap è uno strumento prezioso per intercettare tale opportunità e testimonia l’impegno condiviso, in maniera sinergica, dal ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Agenas, Regioni, Società scientifiche e professionisti sanitari coinvolti nell’assistenza alla nascita.

 

Alcuni numeri del rapporto

 

Alcuni dati sulle madri:

  • il 20% dei parti è relativo a madri di cittadinanza non italiana, questa percentuale è più elevata al Centro-Nord (25%) e in particolare in Emilia-Romagna e Lombardia (30%). L’Unione europea è l’area geografica di provenienza più rappresentata (26,4%), seguita dall’Africa (25,2%), dall’Asia (18,5%) e dal Sud America (7,9%)
  • l’età media della madre al parto è di 32,7 anni per le italiane e 29,9 anni per le cittadine straniere mentre l’età media al primo figlio per le donne italiane è superiore a 31 anni (con variazioni sensibili tra le regioni del Nord e quelle del Sud) e per le donne straniere 28,2 anni
  • il 56,2% delle madri ha un’occupazione lavorativa e l’11,9% è disoccupata o in cerca di prima occupazione. Le casalinghe rappresentano il 29,7% delle italiane e il 52,8% delle straniere.

Alcuni dati sulla gravidanza:

  • si è ricorso a una tecnica di procreazione medicalmente assistita in 1,71 gravidanze ogni 100
  • durante la gravidanza l’87% delle donne si è sottoposta a più di quattro visite ostetriche e il 73,3% a più di 3 ecografie contro le 2 raccomandate dalla linea guida “gravidanza fisiologica” del Snlg-Iss
  • la percentuale di italiane che ha effettuato la prima visita oltre il primo trimestre di gravidanza è pari al 2,6%, percentuale che sale al 10,6% nelle donne con bassa scolarità, al 12,6% nelle madri sotto i 20 anni di età e all'11,5% nelle donne straniere.

Alcuni dati sul luogo e le modalità del parto:

  • l’88,8% dei parti è avvenuto negli Istituti di cura pubblici o equiparati e l’11,2% nelle case di cura private (accreditate o non accreditate)
  • il 62,5% dei parti è avvenuto in strutture dove vengono assistiti almeno 1000 parti annui e il 7,5% in strutture che assistono meno di 500 parti annui
  • nel 35% dei parti è stato eseguito il taglio cesareo con ampia variabilità tra Regioni (60,5% in Campania e 21,7% in Toscana) e tra punti nascita pubblici (32,6%), privati accreditati (53,6%) e privati puri (81,9%)
  • il parto cesareo è stato effettuato più frequentemente nelle donne con cittadinanza italiana rispetto alle donne straniere (rispettivamente 37% e 28%)
  • la proporzione di donne che hanno partorito spontaneamente dopo TC è pari al 12,7% a livello nazionale con un range compreso tra il 4,1% in Sicilia e il 41,6% nella Provincia Autonoma di Bolzano.

Alcuni dati sui bambini:

  • l’1,1% dei nati ha un peso inferiore a 1500 grammi e il 6,3% tra 1500 e 2500 grammi senza modificazioni rispetto al 2013
  • sono stati registrati 1377 nati morti (corrispondenti a un tasso di natimortalità di 2,74 nati morti ogni 1000 nati), tuttavia l’informazione sulla causa di natimortalità rimane insoddisfacente perché il Cedap viene compilato prima di disporre del referto dell’esame autoptico.

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