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Salute materno-infantile

Vaccinazione antinfluenzale in gravidanza: l’evidence attuale

(traduzione e adattamento a cura della redazione di EpiCentro
revisione a cura di Caterina Rizzo - Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss
)


In molti Paesi alle donne incinte viene raccomandato il vaccino antinfluenzale stagionale e sono considerate un gruppo prioritario per la vaccinazione in caso di una pandemia. Nell’articolo pubblicato sul numero 1, volume 8 (gennaio 2008) della rivista Lancet Infectious Disease, gli autori hanno raccolto tutta l’evidenza scientifica sul rischio di influenza e sui rischi-benefici della vaccinazione durante la gravidanza.

I dati sulla sicurezza del vaccino antinfluenzale durante la gravidanza sono inadeguati, ma i pochi studi pubblicati non riportano né effetti collaterali significativi per le donne o per i neonati, né indicazioni di rischio per la vaccinazione durante il primo trimestre. Le politiche nazionali differiscono molto, specialmente a causa della carenza dei dati disponibili, in particolare riguardo alla vaccinazione durante il primo trimestre.

L’evidenza di un eccesso di morbilità durante l’influenza stagionale rafforza l’opportunità della vaccinazione delle donne incinte sane nel secondo o terzo trimestre e di quelle a rischio (presenza di co-morbidità) in qualsiasi trimestre. L’evidenza di un eccesso di mortalità in due precedenti pandemie influenzali sostiene l’utilità della vaccinazione in qualsiasi trimestre di gravidanza, durante una pandemia.

 

Le esperienze dei singoli Paesi

Alcuni gruppi di popolazione sono più a rischio di morbilità e mortalità a causa dell’influenza. La gravidanza viene considerata una delle condizioni che conferiscono rischi maggiori. Ciononostante molti Paesi, tra cui il Regno Unito e la Germania, non prevedono la vaccinazione di routine per le donne incinte. In altri, come per esempio il Canada e gli Stati Uniti, si consiglia la vaccinazione a donne incinte sane senza tener conto del trimestre. In Australia, il vaccino viene offerto alle donne incinte sane che si trovano nel secondo o terzo trimestre durante la stagione influenzale.

 

Secondo l’attuale posizione dell’Oms, tutte le donne in gravidanza dovrebbero essere vaccinate durante la stagione influenzale. Non ci sono state indicazioni sul fatto che aver somministrato vaccini inattivati a donne incinte abbia provocato danni al feto; tuttavia, i dati sulla sicurezza sono limitati.

 

Mancano anche dati sul reale impatto dell’influenza stagionale sulle donne incinte sane. Ciò è in contrasto con il possibile impatto che potrebbe derivare da un’influenza pandemica, che è un problema internazionale. Il Piano di contingenza per la Pandemia Influenzale, preparato dal Health Departments del Regno Unito nel 2005, identificava provvisoriamente nelle donne in gravidanza al terzo trimestre un gruppo prioritario per la vaccinazione, riconoscendo che l’andamento della morbilità e mortalità in caso di un nuovo ceppo pandemico non possono essere previsti.

 

Nell’articolo vengono analizzati i rischi legati all’infezione sia dell’influenza stagionale sia di quella pandemica, oltre ai benefici e ai rischi per madre e feto del vaccino inattivato.

 

Conclusioni

A supporto dell’opportunità della vaccinazione contro l’influenza stagionale durante la gravidanza esiste l’evidenza scientifica per due gruppi di persone: donne incinte sane nel secondo o terzo trimestre e donne incinte con co-morbidità in qualsiasi trimestre. C’è inoltre un’evidenza significativa che le donne in stato di gravidanza siano più vulnerabili durante la pandemia influenzale. È necessaria una valutazione ulteriore dei presunti benefici derivanti dalla vaccinazione materna.

 

È incoraggiante che il primo trial clinico randomizzato di efficacia sulla vaccinazione influenzale delle donne nel terzo trimestre di gravidanza abbia messo in evidenza una significativa protezione delle madri da malattie respiratorie febbrili e una protezione indiretta per i neonati nei confronti delle malattie respiratorie febbrili direttamente collegate al virus dell’influenza o osservate clinicamente.

 

Nei pochi studi pubblicati sulla sicurezza del vaccino non sono stati riportati seri effetti collaterali alla vaccinazione durante la gravidanza. Ci sono comunque dati limitati sulla sicurezza nel primo trimestre. Inoltre, il rischio di infezione e quindi il presunto beneficio della vaccinazione nel primo trimestre non sono chiari. I vaccini per l’influenza che contengono thiomersal non sono controindicati per le donne incinte. La preferenza all’uso, durante la gravidanza, di vaccini antinfluenzali che non contengono thiomersal è semplicemente una misura precauzionale.

 

Sono necessarie ulteriori ricerche sul rischio derivante dall’influenza durante la gravidanza e sarebbero necessari dati sulla sicurezza a lungo termine della vaccinazione. Inoltre, bisognerebbe prestare una particolare attenzione allo sviluppo di meccanismi per il follow up degli esiti della gravidanza dopo la vaccinazione materna per intensificare la sorveglianza passiva, in particolare se le raccomandazioni nazionali sono estese a questo gruppo.

 

Per informazioni più dettagliate, leggi l’articolo completo su Lancet Infectious Disease.