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(2 maggio 2013) Interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine: i dati 2010-2011

Nel rapporto “Interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine - anni 2010-2011” (pdf 872 kb), pubblicato dal ministero della Salute a febbraio 2013, vengono presentati i dati delle Ivg effettuate in Italia con mifepristone e prostaglandine fino al 2011. Negli anni si è osservato un aumento degli interventi effettuati con RU 486 che sono saliti da 132 nel 2005 a 7432 nel 2011. Se fino al 2009 questa metodica era usata solo da poche Regioni, nel 2011 il suo utilizzo era diffuso a tutto il Paese, con l’eccezione delle Marche. Leggi la riflessione di Angela Spinelli e Serena Donati (reparto di salute della donna e dell’età evolutiva, Cnesps-Iss).

 

(4 aprile 2013) Dall’Emilia-Romagna un report su allattamento al seno e altri interventi preventivi

Il rapporto “Prevalenza dell’allattamento al seno e altri interventi preventivi in Emilia-Romagna (pdf 2 Mb)”, pubblicato a ottobre 2012, contiene i dati 2011 sul tasso di prevalenza dell’allattamento al seno (pari al 55% a tre mesi e al 37% a cinque mesi), la posizione nel sonno (con una media regionale, per la posizione supina, dell’85% in ospedale e del 72% a casa) e l’utilizzo dei mezzi di contenimento per il trasporto in auto dei bambini, alla prima e alla seconda vaccinazione. È presente inoltre un’analisi dell’andamento dei tassi nel tempo e un tentativo di identificazione dei fattori socioeconomici potenzialmente associati agli interventi preventivi indagati (analisi multivariata). Per maggiori informazioni consulta il documento completo (pdf 2 Mb).

 

(7 marzo 2013) International Women’s Day. Le donne come “motore” della promozione della salute

Anche se le condizioni di salute delle donne sono migliorate nel tempo e in quasi tutti i Paesi del mondo, persistono differenze tra uomini e donne (e per gruppi, all’interno di ciascun genere) che spesso nascondono iniquità evitabili, legate alla diversa posizione sociale, all’accesso alle risorse, alle regole sociali. Inoltre, il ruolo diverso assunto dalle donne nella società e il loro sempre maggior contributo al mondo del lavoro le ha portate spesso ad assumere comportamenti e stili di vita che possono influenzare la loro salute. Quest’anno il Cnesps-Iss ha pensato di dedicare la giornata internazionale della donna (8 marzo) – celebrata in tutto il mondo per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze di cui sono ancora fatte oggetto – a una serie di riflessioni sul loro ruolo nella prevenzione e promozione della salute e sul sussistere di disuguaglianze. Leggi l’approfondimento tematico.

 

(21 febbraio 2013) Salute delle donne e dei bambini migranti

Negli ultimi anni si è potuto osservare, sia a livello internazionale che quello locale, il rafforzamento del processo di femminilizzazione dei flussi migratori che, anche in Europa ed in Italia, ha comportato un progressivo aumento della componente femminile della popolazione straniera. Questo fenomeno nel nostro territorio si coniuga con una sempre maggior “strutturalità” della presenza di migranti e conseguentemente con una caratterizzazione dell’attuale realtà italiana come società multiculturale. Un’evidente ricaduta della consistente presenza femminile straniera, che si caratterizza anche per la giovane età, è osservabile sulla natalità. A fronte di questa situazione aumenta sempre più l’attenzione per la tutela della maternità tra le immigrate che partoriscono in Italia. Si osserva, infatti, una loro maggiore difficoltà nella fruizione dei servizi a disposizione nel percorso nascita e nel cogliere le opportunità di salute e assistenza nel periodo della gravidanza e del post-partum, nonostante le donne straniere facciano riferimento al consultorio più che le italiane. Leggi l’approfondimento all’interno delle nuove pagine di EpiCentro dedicate a “Migranti e salute”.

 

(7 febbraio 2013) Sistema di sorveglianza della mortalità materna: Italian Obstetric Surveillance System (Itoss)

Disporre di dati affidabili e di qualità che consentano di studiare a fondo i determinanti e le cause associate alla mortalità materna – importante indicatore di esito della salute della donna – è una esigenza sempre più evidente anche tra gli operatori italiani. Questa necessità è stata confermata anche da uno studio retrospettivo condotto dall’Istituto superiore di sanità (Iss) tra il 2008 e il 2010 che ha rilevato, in cinque Regioni del nostro Paese, una sottostima del rapporto di mortalità materna (numero di morti materne ogni 100.000 nati vivi) pari al 63%. Per monitorare l’andamento del fenomeno e i suoi determinanti, al fine di migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza alla gravidanza, parto e puerperio, nel 2012 è stato avviato un progetto pilota di sorveglianza della mortalità materna: l’Italian Obstetric Surveillance System (Itoss). Il progetto, finanziato dal ministero della Salute, è coordinato dal reparto Salute della donna e dell’età evolutiva del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps-Iss), in collaborazione con sette Regioni nelle quali complessivamente risiede il 65% della popolazione femminile in età riproduttiva: Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia. Leggi l’approfondimento.

 

 

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Ultimo aggiornamento giovedi 2 maggio 2013
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