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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute materno-infantile

Unicef e allattamento al seno: le ultime novità per l’Italia

11 novembre 2010 - In occasione dell’annuale incontro nazionale della rete degli “Ospedali&Comunità amici dei bambini” tenutosi a Firenze presso l’Istituto degli Innocenti il 15 ottobre 2010, l'Unicef ha dato il via operativo a due importanti novità per la promozione dell’allattamento materno annunciate nell’ottobre 2009 a Montecatini Terme.

 

Nel corso dell’incontro, infatti, sono stati illustrati i nuovi materiali per i percorsi “Ospedale amico dei bambini” (Baby Friendly Hospital Initiative Oms/Unicef - Bfhi) e “Comunità amica dei bambini per l’allattamento materno” (Baby Friendly Community Initiative) e le linee guida per l'applicazione del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno (pdf 137 kb).

 

L’incontro è avvenuto nell’ambito della Settimana mondale dell’allattamento materno, a conclusione di quattro giorni di intensi di lavori, che hanno visto Unicef Italia ospitare sempre presso l'Istituto gli 80 delegati coordinatori delle Baby Friendly Hospital Initiative (Bfhi) di 36 Paesi, riuniti dall’Oms per il “6th Meeting of Bfhi Coordinators”.

 

Prima e dopo il parto

“La prima novità - spiega Leonardo Speri, coordinatore della task force Bfhi/Bfci Unicef - è l’introduzione di una visione integrata della promozione dell’allattamento materno secondo cui le aziende sanitarie sono chiamate a collaborare con le madri anche nei periodi precedenti e successivi a quelli del ricovero ospedaliero. Si tratta di un aspetto fondamentale per arrivare ad avere la garanzia che l’allattamento parta senza interferenze e poi venga mantenuto nei mesi successivi al parto”. A conferma dell’importanza delle azioni successive ai primi giorni dopo la nascita, ci sono i dati relativi all’allattamento forniti dagli “Ospedali amici dei bambini”, dove le neomamme che allattano sono circa il 90% del totale, ma quelle che mantengono l’allattamento esclusivo nei mesi successivi alla dimissione sono molte meno, con abbandoni rilevanti già nei primi mesi, soprattutto dove non c’è un supporto territoriale adeguato.

 

La “Comunità amica dei bambini per l’allattamento materno” e l’integrazione con gli Ospedali

Per far fronte a questa difficoltà, accanto al programma Dieci passi per gli “Ospedali amici dei bambini”, l’Unicef ha sviluppato anche i Sette passi (pdf 74 kb) per una “Comunità amica dei bambini per l’allattamento materno”. Avviato per la prima volta in Gran Bretagna, implementato in Argentina e successivamente adottato in Canada, Australia, Nuova Zelanda e Gambia, il programma dei Sette passi è poi approdato anche in Italia. I Sette passi fanno parte di un progetto molto recente, su cui non sono ancora stati portati a termine studi approfonditi, anche se le prove di efficacia delle singole azioni sono evidenti.

 

“Uno dei punti che abbiamo sviluppato in parallelo ai Sette passi - continua il dirigente Unicef - è stata la realizzazione di una documentazione per lo sviluppo di un percorso integrato per le Aziende sanitarie che portano avanti i Dieci passi negli Ospedali e i Sette passi nelle strutture territoriali”.

 

La ricerca

Con una iniziativa congiunta del Centro collaboratore dell’Oms per la Salute materno-infantile c/o l’Irccs Burlo Garofolo di Trieste e della Asl di Milano, l’Unicef ha avviato una ricerca di quattro anni, uno studio multicentrico per capire come i Sette passi influiscono sull’allattamento materno esclusivo a sei mesi. “Si tratta di una ricerca molto importante - commenta Speri - che impegna anche noi dell’Unicef in maniera consistente anche in termini di valutazione e di raccolta dei dati. Il 17 novembre 2010 è previsto un incontro a Bologna ospitato da una delle 18 Aziende che partecipano al percorso per fare il punto della situazione”.

 

Manca un sistema di monitoraggio

Uno degli ostacoli maggiori per la promozione dell’allattamento materno in Italia è l’assenza di un sistema di monitoraggio e la mancanza di omogeneità nei rilevamenti portati avanti dalle Regioni e dalle Aziende. “Da un anno a questa parte è stato costituito un Comitato nazionale per l’allattamento materno e uno dei punti chiave all’ordine del giorno è proprio una linea d’indirizzo comune per il monitoraggio dell’allattamento al seno”. Il Comitato ha già emanato le indicazioni per un rilevamento secondo i criteri Oms della prevalenza dell’allattamento materno alla dimissione dai punti nascita e al 6° mese, che ora sono al vaglio delle Regioni, che sono chiamate ad applicarle.

 

Accompagnare le strutture sanitarie nel loro percorso

A partire dal giugno 2010, l’Unicef ha cambiato la modalità di valutazione dei centri sanitari che vogliono entrare a far parte della rete “Ospedali amici dei bambini” e della “Comunità amica dei bambini”. “Rispetto al passato - spiega Speri - stiamo portando avanti un sistema di valutazione che favorisce l’accompagnamento degli ospedali nel loro percorso verso la promozione dell’allattamento al seno. Il rigore è rimasto lo stesso, ma oggi rispetto al passato siamo in grado di dare dei riconoscimenti agli sforzi portati avanti dagli ospedali attraverso un work in progress e dei riconoscimenti per tappe. Per questo, noi come Unicef assegniamo a ogni Azienda un tutor che ha la funzione di accompagnare l’ospedale nel suo percorso di avvicinamento verso l’obiettivo finale”.

 

Tre step per la valutazione di “Ospedali&Comunità amici dei bambini"

Un’altra novità, mutuata dalla Gran Bretagna, consiste nella divisione della visita di valutazione finale in tre fasi. “Fino ad oggi la visita di valutazione prevedeva mediamente un’uscita di tre giorni di tre valutatori che andavano a intervistare sia il personale sanitario, sia le mamme, per capire a che punto fossero gli ospedali nell’applicazione dei passi. Spesso però, mentre gli operatori risultano molto preparati, la trasmissione dall’operatore alla mamma è risultata inadeguata. Per questa ragione, abbiamo deciso di portare avanti la valutazione in tre fasi. Dopo una prima fase di esame e ratifica dei documenti, nella seconda si valutano gli operatori e, se tutto va bene, assegniamo all’ospedale un riconoscimento dell’impegno - il “certificato di impegno”, mentre solo nella terza fase vengono valutate le mamme. Analogamente, si sta procedendo per il percorso di “Comunità amica dei bambini per l’allattamento materno”, ma per ora limitatamente alle aziende che partecipano alla ricerca.

Si tratta di una scelta molto importante, perché aiuta a uscire dall’anonimato buona parte di quegli 80 ospedali che stanno lavorando molto bene, ma che ancora non sono riusciti a raggiungere l’obiettivo finale”.

 

Per maggiori approfondimenti consulta il sito dell’Unicef.