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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute mentale

World Mental Health Day 2012: venti anni di impegno sulla salute mentale

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18 ottobre 2012 - “Depressione: una crisi globale” è lo slogan scelto per l’edizione 2012 del World Mental Health Day (10 ottobre) con l’obiettivo di stimolare la discussione, aumentare la consapevolezza e promuovere la prevenzione. Infatti, a vent’anni di distanza dalla sua istituzione (10 ottobre 1992), questa Giornata rimane un momento importante di promozione di queste tematiche a livello mondiale.

 

La depressione, secondo i dai Oms, affligge più di 350 milioni di persone di tutte le età e in ogni comunità, rappresentando uno dei principali responsabili del carico globale di malattia. Inoltre, nonostante esistano trattamenti efficaci contro la depressione, riuscire ad accedervi può risultare un problema al punto che in alcuni Paesi meno del 10% delle persone che ne avrebbe bisogno riceve cure adeguate. Nei Paesi sviluppati l’attuale crisi economica ha generato un aumento della disoccupazione, dei debiti, del senso di insicurezza provocando un conseguente aumento dell’incidenza di depressione tra la popolazione generale. I Paesi in via di sviluppo, invece, hanno spesso lacune nell’educazione pubblica sulla salute mentale, probabilmente a causa delle risorse limitate da poter investire in programmi di prevenzione e informazione.

 

La depressione tra gli adulti

In Italia i dati disponibili di prevalenza dei disturbi mentali sono stati raccolti nell’ambito del progetto europeo Esemed (European Study on the Epidemiology of Mental Disorders). I risultati dello studio, relativi al nostro Paese indicano che circa una persona su cinque ha soddisfatto i criteri diagnostici per almeno un disturbo mentale nel corso della vita. In particolare, la depressione maggiore, le fobie specifiche e la distimia sono risultati i disturbi più comuni, con percentuali di prevalenza nel corso della vita rispettivamente pari al 10,1%, al 5,7% e al 3,4%. Il disturbo post traumatico da stress, la fobia sociale e il disturbo d'ansia generalizzata sono invece stati riscontrati nel 2% circa dei soggetti intervistati. Le donne sono risultate molto più a rischio di soffrire di un disturbo mentale, con l’eccezione dei disturbi correlati all’uso di alcool. I dati Esemed confermano anche che l’essere disoccupati, casalinghe o disabili aumenta il rischio di soffrire di disturbi psichici.

 

Oltre allo studio Esemed, dati sulla depressione nella popolazione adulta sono raccolti anche dalla sorveglianza Passi che, in collaborazione con le Asl locali, rileva quanto riferito da persone tra i 18 e i 69 anni di età. I dati disponibili, relativi al periodo 2008-2011, indicano che il 7% degli adulti riferisce sintomi di depressione. A soffrine maggiormente sembrano essere le donne e le persone con condizioni sociali e di salute vulnerabili.

La depressione tra gli anziani

Nella popolazione anziana la presenza di sintomatologia depressiva è una condizione frequente e spesso grave, sia perché associata ad altre forme di patologia, sia perché causa un disagio clinicamente significativo e socialmente rilevante, associandosi più spesso che in altre età a tentativi di suicidio e suicidio. Ma quante sono le persone ultra 64enni che riferiscono sintomi di depressione e quali sono le loro caratteristiche? A questa domanda prova a rispondere la sorveglianza Passi d’Argento che in varie tornate di rilevazioni, ha intervistato circa 9.000 ultra 64enni in 18 Regioni italiane. Dai dati emerge che oltre due persone su dieci (21,6%) hanno riferito sintomi di depressione e che questi sintomi sono più frequenti nelle persone con più di 75 anni di età, nelle donne e nelle persone con molte difficoltà economiche percepite, nelle persone in buono stato di salute ma ad alto rischio di malattia, in quelle con segni di fragilità e con disabilità. La rilevazione relativa al 2012 è in corso e presto avremo un aggiornamento dei dati di Passi d’Argento.

Le attività di ricerca sia livello internazionale che nazionale sono ormai finalizzate ad acquisire una visione d’insieme dei meccanismi e dei processi che portano all’instaurarsi di particolari condizioni patologiche età-correlate meglio identificabili attraverso l’individuazione puntuale dei fattori (non solo sanitari, ma anche di carattere assistenziale, sociale, psicologico, economico e comportamentale e ambientale) che favoriscono o ostacolano l’invecchiamento attivo e in buona salute. Il reparto Salute della popolazione e suoi determinanti del Cnesps-Iss conduce ricerca in materia di invecchiamento, inteso come processo multi-fattoriale che investe l’intero arco della vita. Molti sono gli studi e i progetti portati avanti: tra i risultati più recenti, uno studio prende in esame il legame tra variazioni nella gravità dei sintomi depressivi e mortalità mentre altri progetti (seguendo le indicazioni Oms che sottolinea la necessità di un approccio coordinato ai temi di salute mentale) si concentrano sui altri fattori sanitari e sociali associati ai disturbi mentali quali il consumo dannoso di alcol e le demenze.

L’uso dei farmaci

Per combattere la depressione, l’uso di farmaci rimane uno degli approcci più utilizzati anche in Italia. Attraverso i dati disponibili grazie ai sistemi di monitoraggio delle prescrizioni è possibile stimare l’utilizzo dei farmaci, tra cui gli antidepressivi, nella popolazione. Secondo il rapporto OsMed pubblicato a luglio 2012, in Italia nel periodo compreso dal 2000 al 2011, le dosi prescritte e distribuite di antidepressivi sono aumentate del 340%. Un aumento dovuto certamente a una molteplicità di fattori, ma che deve far riflettere sugli aspetti legati a appropriatezza d’uso, efficacia e sicurezza.

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