Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute mentale

Il benessere psicologico in popolazioni del settore sanitario

Gigantesco A, Mirabella F, Bonaviri G, Morosini P

 

L’obiettivo dello studio è la validazione e la prima applicazione di un questionario autocompilato per valutare il benessere in popolazioni che lavorano nel settore sanitario. Il benessere dei lavoratori, fino a oggi, è stato infatti scarsamente indagato: gli studi condotti su questo tipo di popolazione si sono perlopiù focalizzati sulla presenza del cosiddetto burn-out. Nel corso degli ultimi decenni sono state proposte numerose scale autocompilate per misurare il benessere, ma non si ritiene che ve ne sia una a priori migliore delle altre. La maggior parte di queste scale misurano l’esperienza soggettiva del benessere e possono essere classificate in tre gruppi, a seconda che misurino prevalentemente o esclusivamente la componente cognitiva/valutativa del benessere (soddisfazione per la vita), quella affettiva/emotiva (presenza di stati d’animo positivi e negativi) o entrambe le componenti.

Metodi
Elaborazione e somministrazione di un questionario costituito da 28 item, che deriva dalla revisione della letteratura disponibile e dai suggerimenti e commenti emersi da un focus group. Lo strumento è stato sottoposto a studio di riproducibilità in un campione di 45 operatori e di validità fattoriale in un campione di 514 operatori. Sono state valutate anche le associazioni tra benessere ed età, sesso, qualifica e anzianità di lavoro.

Risultati
In generale il personale ha mostrato un discreto livello di benessere. Le percentuali più elevate di risposte che denotano scarso benessere o assenza di benessere si sono registrate per quanto riguarda l’aiuto che si riceve per problemi personali gravi e il riuscire a prendersela poco per le critiche. In generale, hanno un più basso livello di benessere i dipendenti di sesso femminile e gli infermieri, ma solo per quanto riguarda alcuni fattori.
Lo studio indica che il benessere è poco legato allo status economico e professionale, una volta raggiunto un certo grado di sicurezza e di benessere economico.

I risultati ottenuti nel corso del primo impiego dello strumento qui presentato, che suggeriscono che la maggior parte dei rispondenti ha nel complesso un soddisfacente livello di benessere, sono stati relativamente inattesi. Infatti poiché nell’ambito dell’inchiesta lo stesso personale aveva mostrato una scarsissima soddisfazione per la propria condizione lavorativa, ci si aspettava parimenti di trovare uno scarso benessere. Più prevedibile invece è stato il minore benessere osservato negli infermieri e nelle donne. Risultati analoghi sono stati trovati in studi recenti condotti in Gran Bretagna e in Egitto. Il risultato relativo alla scarsa convinzione di poter ricevere aiuto per problemi personali gravi (nel 38% del campione) pure è stato già osservato in altri studi.
Le percentuali più elevate di risposte indicanti un elevato benessere sono state registrate negli item sull’essere contento di vivere (72%), sentirsi una persona socievole (54%), avere una buona relazione sentimentale (52%) e sentirsi utile (51%).
Le percentuali più elevate di risposte che denotano scarso benessere o assenza di benessere si sono registrate per quanto riguarda (in ordine decrescente di assenza di benessere):

  • l’aiuto ricevuto per problemi personali gravi (38%);

  • il riuscire a prendersela poco per le critiche (33%);

  • il sentirsi a proprio agio in situazioni in cui si è al centro dell’attenzione (16%);

  • il sentirsi una persona coi nervi saldi (13%);

  • il riuscire a concentrarsi (13%);

  • il sentirsi calmo e rilassato (12%);

  • il non sentirsi inferiore agli altri (12%).

Assenza di benessere è stata segnalata in tutti gli item e in nessun item è stato inferiore al 3%.
Consulta l’intero studio, pubblicato nel 2004 sul Giornale italiano di psicopatologia.