Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute mentale

Salute mentale al femminile

Fino a pochi anni fa, la considerazione generale dei problemi psichici delle donne si limitava ad alcuni tentativi volti alla promozione della salute mentale, senza che però venissero predisposti adeguati interventi terapeutici. Gli sforzi si concentravano per lo più sui problemi legati alla sfera riproduttiva, come la gravidanza e la pianificazione della famiglia. Quel che riguardava la sfera psicologica, invece, era piuttosto trascurato.

 

I molteplici ruoli che oggi le donne ricoprono nel contesto sociale le espongono a un rischio più alto della media di soffrire di disagi psichici. Le donne, infatti, sono costrette a sopportare il peso delle responsabilità legate al loro essere allo stesso tempo mogli e mamme. Inoltre rappresentano sempre più una parte essenziale della forza lavoro e nel 29% circa dei casi sono la prima fonte di guadagno per la famiglia (Oms, 1995).

 

Le donne devono anche affrontare una forte discriminazione sessuale, che a sua volta può provocare problemi di povertà, fame, malnutrizione e difficili condizioni di lavoro. Un estremo, ma purtroppo molto comune, esempio di disuguaglianza di genere è la violenza sessuale e domestica, che contribuisce all’elevata prevalenza di malattie psichiche tra le donne. Rispetto a quello maschile, infatti, il sesso femminile è molto più vulnerabile, soprattutto rispetto ad alcune patologie: ansia, depressione, effetti della violenza sessuale e domestica, uso di sostanze stupefacenti.

 

In particolare, le donne risultano più vulnerabili rispetto a diagnosi di sindrome ossessiva compulsiva, somatizzazione di problemi mentali e attacchi di panico. Gli uomini, invece, sono più esposti a disordini di personalità antisociale e all’abuso e dipendenza dall’alcol. Le differenze di genere legate ai problemi psichici emergono chiaramente nel caso della depressione. I dati elaborati dalla Banca mondiale, infatti, indicano che nei Paesi in via di sviluppo tra le donne quasi il 30% delle disabilità neuropsichiatriche complessive vengono provocate da sindromi depressive, a fronte di un molto più basso 12,6% negli uomini. Una disparità che tende a farsi ancora più pronunciata nelle comunità disagiate.

 

Il contesto sociale e culturale risulta quindi decisivo: le donne che vivono in ambienti poveri, che non hanno accesso all’educazione, che hanno problemi nell’ambito del matrimonio o della famiglia e quelle che hanno un basso reddito sono molto più vulnerabili delle altre loro coetanee: i fattori ambientali, combinati con quelli di genere, rappresentano quindi i determinanti fondamentali del benessere psichico.

 

Promuovere la salute delle donne

È allora quanto mai essenziale promuovere un’indagine a tappeto per monitorare la situazione Paese per Paese rispetto a questi fattori socioculturali, economici, legali e ambientali che incidono sulla salute mentale delle donne. È necessario costruire un modello, basato sulle differenze di genere, dei bisogni sanitari, in modo da poter poi analizzare i determinanti critici della salute mentale femminile, con l’obiettivo di migliorare e promuovere la salute delle donne. Devono essere individuati i fattori di rischio e, dove possibile, deve essere fatta una chiara distinzione tra le opportunità disponibili per intraprendere azioni specifiche e mirate sull’individuo e quelle che invece si rivolgono a un target più ampio.

 

Per aiutare a chiarire il senso che le donne stesse danno al concetto di salute mentale e alle diverse forme di disturbi psicologici, non devono essere trascurate nemmeno le ricerche di tipo qualitativo. Le descrizioni degli aspetti vita quotidiana, i casi studio e le testimonianze dirette possono rendere più chiaro il contesto in cui si verificano stress emotivo, depressione, ansia e altri disturbi psichici. I ricercatori, gli operatori e i responsabili delle politiche sanitarie devono prestare attenzione a queste esperienze soggettive: senza queste testimonianze la ricerca, la politica e la formazione non sarebbero in grado di rispondere alle priorità di salute delle donne.

 

Consulta il documento Oms del 2000: “Salute mentale delle donne: una evidence based review”.