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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute mentale

10 settembre 2006, Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio

(Traduzione e adattamento a cura della redazione di EpiCentro)

 

L’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) e l’Associazione internazionale per la prevenzione del suicidio (Iasp) hanno dichiarato il 10 settembre “Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio”, per richiamare l’attenzione sul problema e promuovere un’azione globale. Il tema scelto per il 2006 è “Con la comprensione, nuova speranza”, per richiamare l’attenzione sulla necessità di tradurre le attuali conoscenze scientifiche sul rischio di suicidio in programmi di prevenzione efficaci.

 

Ogni anno, quasi 900 mila morti in tutto il mondo sono provocati da suicidi: più degli omicidi e delle guerre messi insieme. E si pensa anche che questo numero sia di gran lunga sottostimato, visto che le notifiche di suicidio come causa di morte sono sottoriportate.

 

L’ingestione di pesticidi è uno dei metodi più diffusi per il suicidio. Si stima che in tutto il mondo si verifichino 3 milioni di casi di avvelenamento volontario da pesticidi ogni anno, per un totale di circa 250 mila morti. Un dato che contribuisce significativamente al numero delle 900 mila persone che muoiono suicide ogni anno. Si tratta di una prassi particolarmente diffusa nelle aree rurali, soprattutto in alcuni Paesi asiatici.

 

Si stima che nell’ultimo decennio fra il 60% e il 90% dei suicidi in Cina, Malaysia, Sri Lanka e Trinidad sono stati attuati con l’ingestione di pesticidi. Più recentemente, l’Oms ha ricevuto notizie di un numero crescente di suicidi per mezzo di ingestione di pesticidi in molti altri Paesi asiatici, ma anche in America centrale e meridionale.

 

L’Oms raccomanda il controllo nell’accesso ai pesticidi, che troppo spesso sono facilmente accessibili e vengono conservati per lo più senza precauzioni nelle aree rurali. Gli studi pilota in corso indicano che gli interventi per controllare l’accesso ai pesticidi sono efficaci, e funzionano meglio quando sono integrati in programmi più vasti di educazione e gestione dei pesticidi.

 

C’è dunque urgente bisogno di formare ed equipaggiare il personale sanitario per gestire questi casi, soprattutto nei Paesi dove il problema è più diffuso.

 

Leggi il comunicato originale e la scheda dell’Oms sulla dimensione del problema. Consulta anche le fact sheet sul suicidio pubblicate sul sito dei Cdc.