Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Politiche sanitarie

I costi economici delle disuguaglianze in salute in Europa

La salute è una risorsa irregolarmente distribuita nella società e può essere pensata come un bene, che contribuisce al benessere personale e alla capacità produttiva dell’individuo.

Negli ultimi anni l’Unione europea ha rivolto un’attenzione crescente ai potenziali vantaggi economici derivanti da interventi di miglioramento sulla salute della popolazione, poiché le disparità richiedono spese e prestazioni sanitarie elevate e riducono la produttività economica, diminuendo il livello di partecipazione al lavoro. Gli investimenti sul capitale umano sono oggi considerati necessari per rendere l’Unione europea sempre più competitiva sul piano mondiale, e di conseguenza le spese nel settore sanitario non sono ritenute soltanto un costo per la società, ma anche un’opportunità di crescita economica. Il miglioramento della salute pubblica è un elemento chiave per la strategia di crescita dei Paesi europei e la riduzione degli svantaggi delle fasce più povere rappresenta una delle principali sfide future dell’Unione.

 

I dati disponibili (aggiornati al 2004) dimostrano che in Europa le persone con basso livello di istruzione, occupazione e/o reddito tendono a manifestare sistematicamente tassi di morbilità e mortalità più elevati del resto della popolazione. Molti dei fattori di rischio per la salute, tra cui le condizioni di vita e di lavoro sfavorevoli, i fattori psicosociali e i comportamenti pericolosi, sono più frequenti nelle fasce di popolazione meno abbienti. Ciò suggerisce che le disuguaglianze socio-economiche in materia di salute possano essere ridotte migliorando le condizioni di vita delle persone con livelli inferiori di istruzione, occupazione o reddito.


Le cifre

Il numero di decessi attribuito a disuguaglianze sanitarie nell’Unione europea (Ue a 25 Stati membri) nel suo complesso è di 707 mila l’anno, e l’equivalente numero di anni di vita persi ammonta a 11,4 milioni. Le disuguaglianze in salute influiscono anche sull’aspettativa di vita media di donne e uomini diminuendola di 1,84 anni. La cifra sale a 5,14 anni se si considera l’aspettativa di vita media in “buona salute”. Lo studio ha calcolato inoltre che, se il valore di una vita salvata è valutato in circa 862.500 di euro, l’abbattimento della mortalità, dovuta alle disuguaglianze in salute, comporterebbe un risparmio di 610 miliardi di euro.

L’ammontare dei costi totali dovuti alle disuguaglianze in salute è stato ricavato dalla combinazione dei dati relativi a mortalità e morbilità, e si avvicina ai 980 miliardi di euro, ovvero il 9,38% del Pil dell’Ue a 25 Stati membri nel 2004. In altre parole, la perdita di salute dovuta alle disuguaglianze socio-economiche rappresenta il 15% dei costi dei sistemi di sicurezza sociale e il 20% dei costi dei sistemi di assistenza sanitaria dell’Unione europea nel suo complesso.

 

Politiche anti-fumo

Lo studio della Commissione europea ha evidenziato che le politiche anti-fumo rivolte alle categorie più svantaggiate sarebbero in grado di ridurre le disuguaglianze in ambito sanitario e di determinare notevoli vantaggi economici.

Le analisi suggeriscono che se fosse possibile attuare una serie di politiche anti-tabacco orientate all’equità si potrebbe ridurre la diffusione del fumo del 33% negli strati sociali più bassi, e del 25% in quelli più elevati. Da soli gli interventi contro il tabagismo porterebbero un risparmio di circa il 7% sui costi economici complessivi dell’Ue riconducibili alle disuguaglianze sanitarie.

 

Scarica l’indagine della Commissione europea “Economic implications of socio-economic inequalities in health in the European Union” (pdf, 909 kb).