Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tumori

Oncologia e sistemi sanitari: sfide e opportunità

Silvia Francisci - reparto di Epidemiologia dei tumori, Cnesps-Iss

Anna Gigli - Istituto di Ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Irpps-Cnr

 

6 febbraio 2014 - L’invecchiamento generale della popolazione, tematica particolarmente presente nei Paesi europei e in Italia dove gli anziani rappresentano una grande fetta dalla cittadinanza, è un fenomeno multidimensionale e dinamico nell’ambito del quale la qualità della vita diventa un aspetto fondamentale da tenere in considerazione. In questo senso, la sanità pubblica deve interrogarsi sull’impatto economico che i tumori hanno sui sistemi sanitari nazionali, poiché i bisogni dei pazienti oncologici sono destinati a modificarsi man mano che le nuove generazioni arriveranno nelle fasce di età più a rischio.

 

Per ragionare insieme su questo tema, ricercatori e addetti ai lavori si sono dati appuntamento il 4 febbraio scorso al seminario “L’impatto dei tumori sui sistemi sanitari: approcci ed esperienze a confronto” organizzato congiuntamente dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dall’Istituto superiore di sanità (Iss). L’evento è stato occasione per presentare la monografia “Comparing Cancer Care and Economic Outcomes Across Health Systems: Challenges and Opportunities”, pubblicata ad agosto 2013 dal Journal of the National Cancer Institute (Jnci), e per stimolare il dibattito da diverse prospettive. Diverse le istituzioni di ricerca e di sanità pubblica partecipanti (Cnr, Iss, Istat, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Istituto nazionale dei tumori, Associazione italiana dei registri tumori, Registro tumori Veneto, Università di Torino) che hanno messo in luce la rilevanza del tema, le caratteristiche e la dinamica del contesto sanitario di riferimento e infine i punti di forza e le criticità nella valutazione del carico sanitario in oncologia. Scarica le presentazioni dei relatori e leggi anche il Primo Piano sul sito dell’Iss.

 

Qualche riflessione

Il quadro dei fattori di rischio è in continua evoluzione e con esso varia quello delle neoplasie: emergono i tumori di prostata, colon e retto, melanoma, mammella e polmone nelle donne, mentre si riducono i tumori di stomaco, cervice uterina e polmone negli uomini. Anche l’approccio alla diagnosi e alla cura dei pazienti oncologici è in continuo cambiamento: trattamenti sempre più mirati ed efficaci vengono immessi sul mercato e l’andamento dei prezzi (in particolare per i farmaci innovativi) è completamente fuori controllo sia in Italia che negli altri Paesi europei. Occorre quindi definire, a livello di politica sanitaria, come e secondo quali criteri rendere disponibili trattamenti che siano di comprovata efficacia per i pazienti ma che, allo stesso tempo, siano sostenibili per un sistema sanitario pubblico e universale come quello italiano. Non basta che i nuovi farmaci vengano autorizzati all’immissione sul mercato, occorre una ricerca indipendente volta a monitorare la situazione in un ottica di sanità pubblica.

 

Dai dati resi disponibili dall’indagine Multiscopo dell’Istat del 2005, emerge un consumo delle risorse sanitarie particolarmente elevato per l’oncologia, accompagnato da una notevole variabilità regionale, che non trova apparente giustificazione in una altrettanto variabile distribuzione del carico oncologico e dei bisogni. Ma quello a cui bisogna aspirare non è una riduzione dei consumi sanitari, ma una loro razionalizzazione volta a garantire un guadagno di salute per tutti.

 

Diventa quindi fondamentale conoscere non tanto e non solo la spesa complessiva per tumore, (presente e prospettica), ma conoscerne la distribuzione in relazione ai bisogni sanitari dei pazienti. In altre parole occorre sapere quali gruppi di popolazione richiedano maggiori attenzioni e investimenti e in quale fase della malattia si debbano concentrare le risorse, con l’obiettivo di garantire che trattamenti appropriati e tempestivi arrivino ai giusti destinatari. Se è vero infatti che, a certi livelli, la ricchezza complessiva di un Paese è un determinante fondamentale della sopravvivenza e delle probabilità di guarigione dalla malattia, è anche importante sottolineare come altri fattori, legati all’organizzazione, alla distribuzione e alla copertura del servizio sanitario, giochino un ruolo non marginale nell’influenzare la capacità del sistema di fronteggiare il cancro.

 

Esperienze a confronto

Uno dei temi cardine del seminario e della monografia è stato quello dei confronti geografici. La complessità della materia trattata e la sua multi-dimensionalità pone dei limiti alla comparabilità, ma, allo stesso tempo, è proprio dal confronto che si arricchisce la conoscenza e la capacità interpretativa dei fenomeni. Dall’analisi comparativa dei percorsi di diagnosi e terapia dei pazienti con tumore del colon-retto nelle aree dei registri americani Seer (Surveillance, Epidemiology, and End Results) e in quelle dei registri italiani di Veneto e Toscana si evince per esempio che, nonostante le spiccate differenze di contesto e di organizzazione sanitaria, l’approccio alla cura del paziente è molto simile.

 

Restano invece aperti degli interrogativi circa la capacità del sistema di garantire uguale accesso alla diagnosi e alla cura da parte dei pazienti, messa in discussione a livello generale dalla variabilità nell’organizzazione e nelle risorse economiche sanitarie a disposizione delle Regioni e a livello specifico dallo status socio-economico degli individui. Per superare questi ostacoli e puntare a un sistema sanitario equo, oltre che pubblico e universale, occorre poter misurare la dimensione del problema, occorrono dati che siano rappresentativi delle diverse realtà regionali, di buona qualità e con un buon livello di aggiornamento. Le difficoltà poste ai Registri di sorveglianza dei tumori dalla normativa sulla privacy sono state solo in parte affrontate con la recente direttiva (Legge 221, 2012) che ne autorizza l’attività, ma che ancora necessita dei regolamenti specifici sul flusso dei dati. Sarebbe paradossale che proprio i pazienti, destinatari ultimi della ricerca in sanità pubblica, dovessero correre il rischio di non poterne beneficiare, per via di una normativa eventualmente non appropriata o lacunosa.

 

Scarica le presentazioni del convegno:

Relatori:

  • Cesare Cislaghi – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali
  • Giuseppe Costa - Dipartimento di Scienze cliniche e biologiche, Università di Torino
  • Emanuele Crocetti – Associazione italiana registri tumori
  • Roberta De Angelis – Centro nazionale di epidemologia, sorveglianza e promozione della salute, Iss
  • Antonio Federici – Ministero della Salute
  • Silvia Francisci – Centro nazionale di epidemologia, sorveglianza e promozione della salute, Iss
  • Giuseppe Gesano – Istituto di Ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Cnr
  • Anna Gigli – Istituto di Ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Cnr
  • Stefano Guzzinati – Registro tumori del Veneto
  • Francesca Rinesi – Istat
  • Stefania Salmaso –Centro nazionale di epidemologia, sorveglianza e promozione della salute, Iss
  • Annalisa Trama – Istituto nazionale tumori di Milano
  • Giuseppe Traversa – Centro nazionale di epidemologia, sorveglianza e promozione della salute, Iss