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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tumori

Rapporto Airtum 2009: i trend dei tumori in Italia (dati 1998-2005)

3 dicembre 2009 - Una nuova pubblicazione dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum) aggiorna al periodo 1998-2005 i dati sull’andamento dell’incidenza e della mortalità per patologia tumorale in Italia. Lo studio si basa sui dati raccolti da 20 Registri tumori di popolazione generali e da 2 Registri specializzati della rete Airtum, che copre il 32% della popolazione residente nel Paese. Sono stati analizzati oltre 800 mila casi incidenti e oltre 340 mila decessi, nel periodo 1998-2005. La pubblicazione offre anche specifici approfondimenti riguardanti i trend di lungo periodo (1986-2005), i trend per fasce d’età e i confronti internazionali.

 

I messaggi principali del rapporto

  • la mortalità per tutti i tumori, nel periodo 1998-2005, mostra una riduzione statisticamente significativa in entrambi i sessi
  • tra i maschi le nuove diagnosi di cancro sono in aumento, mentre tra le donne sono costanti. In particolare, dopo diversi anni di crescita (dovuta soprattutto all’avvio dei programmi di screening) il numero di nuove diagnosi di tumore della mammella si è stabilizzato
  • per la prima volta, sia i dati dell’incidenza, sia quelli sulla mortalità per tumore del polmone diminuiscono tra gli uomini, mentre aumentano nuove diagnosi e decessi tra le donne (anche se soprattutto per le fasce di età più anziane)
  • diminuisce il vantaggio delle Regioni meridionali rispetto al resto d’Italia, storicamente più protette nei confronti delle malattie tumorali
  • i miglioramenti ottenuti in termini di mortalità portano l’Italia al livello dei Paesi occidentali più avanzati e anche i trend dei nuovi casi risultano in linea con quelli osservati nei Paesi dell’Europa settentrionale.

Qualche dato in dettaglio

Tra il 1998 e il 2005 si è registrata una riduzione della mortalità per tutti i tumori (-12% per gli uomini, -6% per le donne) parallelamente a un aumento dei casi diagnosticati. Questo dimostra l’efficacia dei programmi di prevenzione, diagnosi e terapia del Servizio sanitario nazionale.

 

La riduzione media della mortalità è sostenuta da trend decrescenti per molte sedi tumorali. In particolare, si registra una riduzione della mortalità per i tumori di stomaco, retto, fegato, linfomi non Hodgkin (dati molto importanti perché la diminuzione è statisticamente significativa e perché si riscontra in entrambi i sessi). Tra i soli uomini sono in netta diminuzione i decessi per il cancro della prostata, le leucemie e per i tumori legati al tabagismo (il cancro al polmone è sceso da 74 decessi ogni 100.000 nel 1998 a 63,8 nel 2005). Tra le donne, la mortalità è in netto calo per i tumori del colon, dell’osso, della mammella.

 

Nonostante la riduzione media complessiva, aumenta la mortalità per il tumore del polmone tra le donne (da 13,1 decessi su 100.000 nel 1998 a 14,2 nel 2005) e per il melanoma tra gli uomini (da 2,4 su 100.000 nel 1998 a 2,7 su 100.00 nel 2005).

 

I trend di lungo periodo (1986-2005) evidenziano che gli andamenti della patologia tumorale rilevati a metà degli anni Ottanta sono oggi confermati (anche se i dati più vecchi sono stati raccolti solo da 8 Registri rispetto ai 20 utilizzati per l’analisi del periodo 1998-2005, per una popolazione di circa 7 milioni di persone). Emerge, per esempio, che tra i maschi l’incidenza per tutte le sedi tumorali è aumentata di più nel primo decennio (+1,2% annuo) rispetto al secondo (+0,3%, quando si è fatta sentire la riduzione della frequenza del tumore del polmone). Inoltre, per le femmine si registra un andamento piatto fino agli anni Novanta, quando si verifica un incremento significativo dell’1,7% annuo (presumibilmente in coincidenza con l’attivazione di molti programmi di screening mammografico), e poi nuovamente una stabilizzazione. La mortalità per tutti i tipi di tumore è invece in diminuzione per i due sessi: tra gli uomini, a partire dal 1991 si registra un calo dell’1,8% all’anno e per le donne la diminuzione è dell’1,1% l’anno lungo tutto il ventennio.

 

I tumori sono una patologia che colpisce in prevalenza adulti e anziani. È naturale, quindi, aspettarsi un aumento dei casi di tumore (e dei decessi) in parallelo al progressivo invecchiamento della popolazione italiana. Nell’area coperta dai registri Airtum tra il 1998 e il 2005 gli ultrasessantacinquenni sono passati dal 18,6% al 19,9% della popolazione totale.

 

Per esempio, per la mortalità, a fronte di una diminuzione dell’1,6% l’anno del tasso standardizzato (ottenuto cioè eliminando l’effetto dell’invecchiamento), il dato grezzo indica una sostanziale stabilità. Per le donne, il fenomeno è ancora più marcato: il tasso standardizzato segnala una riduzione nel periodo del -4,2%, mentre il dato grezzo segnala un aumento del +2,8%.

 

Gradienti geografici

I dati sulle Regioni meridionali mostrano un riallineamento del Sud con il resto del Paese: il vantaggio storico dovuto a una maggiore presenza di fattori protettivi nei confronti dei tumori (abitudini alimentari) e a una minore diffusione di fattori cancerogeni (tabagismo, inquinamento ambientale) si sta perdendo. Quindi, mentre nel 1998 la mortalità per tutti i tumori presentava un evidente gradiente Nord-Sud, nel 2005 si riscontra una sostanziale omogeneizzazione. Tra gli uomini, il valore del Sud (221 decessi l’anno ogni 100.000) ha addirittura superato quello del Centro (214/100.000) e si sta allineando con il Nord (232/100.000). Tra le donne, la differenza è molto lieve: ogni anno muoiono per tumore 128 donne su 100.000 al Nord, 121 al Centro e 120 al Sud. Per quanto riguarda l'incidenza, le aree del Nord presentano ancora livelli di circa il 30% più elevati che nel Sud, ma le differenze si stanno riducendo.

 

Quando si confronta la mortalità per i principali tumori in Italia con quella di alcuni dei Paesi più industrializzati dell’Occidente (Stati Uniti, Paesi scandinavi, Gran Bretagna) si vede che i livelli si stanno uniformando. Questo da un lato mostra positivamente che la capacità diagnostico-terapeutica in campo oncologico in Italia è agli stessi livelli di eccellenza che contraddistinguono i Paesi con più elevato sviluppo tecnologico e sanitario, dall’altro, però evidenzia come il Sud abbia perso il tradizionale vantaggio legato allo stile di vita mediterraneo.

 

Per maggiori informazioni, visita le pagine dedicate al Rapporto 2009 sul sito dell’Airtum dove sono disponibili anche le schede con i trend di alcune sedi tumorali (polmone, mammella, prostata, tutti i tumori).